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L'enciclica sociale CARITAS IN VERITATE

Ha visto la luce ufficialmente questa mattina in Vaticano la Caritas in veritate, la nuova enciclica di papa Ratzinger dedicata all'economia e al lavoro, della quale sono state già stampate 530 mila copie. Il documento, che ha subìto numerose revisioni alla luce della crisi, e che è stato presentato in Vaticano proprio alla vigilia del G8 dell'Aquila, ribadisce con forza il bisogno di nuove regole e di un nuovo, trasversale, diffuso consenso etico sul modo di governare un mondo e un sistema economico ormai interdipendenti.

Centoventisette pagine, sei capitoli, la Caritas in veritate è l'enciclica sociale dell'inizio del terzo millennio, e si colloca nel solco che va dalla Rerum Novarum di Leone XIII (1891) alla Populorum Progressio di Paolo VI (1967) alla Centesimus Annus di Giovanni Paolo II (1991).

Benedetto XVI cerca di tracciare una via d'uscita dalla crisi economica mondiale e lo fa sottolineando come l'economia abbia bisogno dell'etica per il suo corretto funzionamento. Nuove regole, governo della globalizzazione, un'economia fondata sull'uomo: ecco le parole chiave che la Chiesa suggerisce a imprenditori, banchieri, governanti nel momento attuale.

Il Papa sostiene che le disuguaglianze sociali, le povertà estreme, il dramma del lavoro precario mettono a rischio persino la democrazia e il rispetto dei diritti umani: per questo, confermando anche i no della Chiesa all'aborto, all'eutanasia e all'eugenetica, chiede lavoro stabile «per tutti» e rispetto dei diritti degli immigrati «che non sono merce» e una maggiore tutela dell'ambiente.

Una curiosità sul titolo dell'enciclica, che ribalta una frase di San Paolo che esortava alla «verità nella carità». La carità, «via maestra della dottrina sociale della Chiesa», deve dunque, secondo Ratzinger, fondarsi sulla verità e sulla fede, per evitare che un «cristianesimo di carità senza verità » possa venire scambiato «per una riserva di buoni sentimenti marginali».

Sottolineando ancora una volta la centralità della persona umana, il Papa invoca un lavoro «decente» per tutti: è «un diritto inalienabile» di ogni essere umano; chiede rispetto e accoglienza, in «qualunque circostanza», per i lavoratori stranieri che, ammonisce, «non sono una merce». Benedetto XVI denuncia inoltre la «riduzione delle reti di sicurezza sociale», l'indebolimento dei sindacati nell'era della globalizzazione e delle delocalizzazioni. Alle organizzazioni sindacali, tra l'altro, il Pontefice rivolge un appello inedito a superare gli interessi di bottega nazionali e a «volgere lo sguardo» ai lavoratori senza tutela dei paesi più poveri, dove vengono sempre più spesso trasferite le produzioni a basso costo.

L'enciclica ribadisce che la Chiesa non è contro il «mercato», purché esso non si riduca alla ricerca del profitto e ammetta la presenza di più forme economiche, ed anche di più Stato e società civile. Non è contro la globalizzazione, purché essa non sia frenata «con progetti egoistici e protezionistici» e offra la possibilità di «una grande redistribuzione della ricchezza». La crisi attuale - sintetizza - «ci obbliga a riprogettare il nostro cammino».

L'enciclica affronta anche il problema della tutela dell'ambiente, «un dono di Dio da usare responsabilmente». Deve finire - scrive il Papa - «l'accaparramento delle risorse» da parte di Stati e gruppi di potere a danno dei «paesi poveri». La comunità internazionale ha il compito di «trovare le strade istituzionali per disciplinare lo sfruttamento delle risorse non rinnovabili», mentre le società sviluppate devono diminuire «il loro fabbisogno energetico».

Servono dunque, scrive Ratzinger, un'urgente riforma dell'Onu e una nuova «autorità politica mondiale», capace di gestire i processi globali con un «potere effettivo» e rispettando «i principi di solidarietà e sussidiarietà». Serve, insiste il Papa, riportare l'etica e la dignità umana al centro dello sviluppo. Benedetto XVI ritiene che, di fronte alle sofferenze del pianeta, l'Onu si sia dimostrata inadeguata, così come anche altri forum internazionali. Ratzinger mette sotto accusa gli organismi delle Nazioni Unite per l'incapacità dimostrata sinora nel gestire i sommovimenti della globalizzazione. Non solo: il Papa contesta alle agenzie dell'Onu di voler imporre piani di controllo delle nascite - persino con l'uso dell'aborto - ai paesi più poveri, e di non essere riuscite finora a fronteggiare lo «scandalo delle fame», anche per sperperi e mancanza di trasparenza negli aiuti. Il rispetto per la vita - sottolinea - «non può in alcun modo essere disgiunto» dallo sviluppo dei popoli.

 

Secondo i commentatori dei vari giornali, l'enciclica di Benedetto XVI «Caritas in Veritate» arriva sul tavolo del G-8 e nell'agenda dei potenti della Terra «con tutta la potenza della rivoluzione della carità, con la forza disarmante, e lucidamente paradossale, dell'economia del dono». Papa Ratzinger tornerebbe al Leone XIII della questione operaia e al Paolo VI del progresso. «a rischio disumanizzazione» per riconfigurare i nuovi confini dell'economia sociale di mercato nel terzo millennio.
« Il mercato affidato solo a se stesso procura diseguaglianze e sprechi e non funziona senza principi di solidarietà e fiducia reciproca e generalizzata; la globalizzazione squilibra i popoli, con la parte ricca legittimata alla rivendicazione del diritto al superfluo e quella ai margini condannata alla mancanza di cibo e acqua. Le politiche degli aiuti sono state distolte dalle loro finalità e le barriere alla proprietà intellettuale hanno escluso larga parte del globo dal progresso e dai diritti stessi. Il lavoro – sono sempre le parole del Papa – deve essere sempre accoppiato alla dignità, i sindacati devono aprirsi alle esigenze della parte meno libera del mondo». Sono lontani il turbocapitalismo e la finanza dal respiro cortissimo e dalla leva lunghissima; Benedetto XVI porterebbe sul proscenio della crisi mondiale l'analisi di chi punta a ricostruire la nuova intelaiatura etica delle responsabilità e dei doveri – sia individuali sia pubblici – attraverso i quali ridare l'equilibrio allo sviluppo. «La finanza è utile se serve alla miglior produzione della ricchezza e a una sua ottimale distribuzione. Il profitto è utile – dice sempre Papa Ratzinger – se, in quanto mezzo, è orientato a un fine che gli fornisca un senso tanto sul come produrlo quanto sul come utilizzarlo». È qui che interverrebbe anche «la rivalutazione dell'azione delle politiche pubbliche se sanno comprendere la vera natura del bene comune. Laddove la nuova agorà sarebbe il mondo stesso «che ha sempre più bisogno di un governo globale fondato sulla sussidiarietà: la crisi lo ha dimostrato e può essere per questo l'opportunità della svolta».
Secondo il mio modesto, ma meditato parere, l’enciclica porta con sé l’odore dei consigli di amministrazione delle grandi banche, delle grandi imprese, delle grandi organizzazioni internazionali. Non porta il sudore dei piccoli e medi imprenditori (non tutti, ma molti), che difendono il principio etico della difesa del lavoro proprio e dei propri dipendenti, che dànno lavoro a italiani e stranieri senza guardare al colore della pelle o alla religione; l’enciclica non porta il sudore degli operai e degli impiegati che devono percorrere chilometri per raggiungere il proprio posto di lavoro, perché la politica ha sempre anteposto alla loro “felicità” la discussione sui grandi temi ambientali, sulla teorizzazione di come risolvere la fame nel mondo senza preoccuparsi degli incrementi demografici, sulle soluzioni per risolvere il “problema del mezzogiorno”. Parlando poi di etica nella finanza le parole del papa avrebbero potuto avere un’eco formidabile se fosse stato rivelato quanti asset tossici sono depositati nella banca vaticana. A esempio. Un’altra considerazione che mi corre l’obbligo  fare è che queste frasi, questi concetti, questi auspici risuonano e s’aggirano in ogni convegno, workshop, forum, assemblea nazionale e internazionale dall’inizio della crisi. Si parva licet componere magnis. (Se è permesso paragonare le cose piccole alle grandi – Virgilio).

Eugenio Caruso

7 luglio 2009

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