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Berlusconi e le assoluzioni da parte dei giudici


In copertina: Annibale Carracci "il vizio e la virtù"


Italia: vizi e virtù
Eugenio Caruso
Impresa Oggi Ed.

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40. L'assetto politico dal 1998 al nuovo millennio

40.4 Berlusconi e le assoluzioni da parete dei giudici
Quando perde le elezioni del 21 aprile 1996, Berlusconi ha a suo carico quindici procedimenti penali; prima delle elezioni del 2001, 12 sono caduti. Sei procedimenti sono archiviati in fase di indagine, tra il settembre 1996 e il febbraio 1998 (frode in un rimborso Iva, riciclaggio di denaro a Palermo, concorso esterno in associazione mafiosa, finanziamento illecito ai partiti, attentato ai diritti politici di Antonio Di Pietro, accordi Rai-Fininvest per interferenze sul mercato pubblicitario). Per un settimo procedimento aperto nel 1995 (tangenti Viganò-Verzellesi), l’archiviazione, richiesta dallo stesso pubblico ministero nel 1999, arriva nel 2000.
La prima serntenza assolutaria in aula, per frode fiscale e falso in bilancio per l’acquisto della tenuta di Macherio, arriva l’11 marzo 1999 e viene confermata in appello l’ottobre successivo.
Il secondo verdetto favorevole è del 26 ottobre 1999; la Corte d’appello di Milano dichiara non punibili Berlusconi e Craxi per il finanziamento di 10 miliardi che, secondo l’accusa, la società All Iberian avrebbe dato, nel 1991, al Psi.
La terza assoluzione è del 9 febbraio 2000; l’accusa era falso in bilancio nell’acquisto della Medusa Cinematografica perché secondo i magistrati inquirenti “non poteva non sapere”. La corte d’appello sentenzia che “poteva non sapere” assolvendolo per non aver commesso il fatto. Sembra essere tornati indietro di 1.700 anni quando i fedeli del credo di Nicea e gli ariani disputavano su una iota.
La quarta assoluzione, la più importante, è del 9 maggio 2000, per l’accusa di aver corrotto alcuni militari della Guardia di Finanza durante le verifiche su quattro società del gruppo Fininvest (l’invito a comparire arrivò a Berlusconi mentre presiedeva a Napoli il G7); l’assoluzione è confermata in appello e in cassazione.
La caduta delle accuse nei confronti di Berlusconi dà fiato alle trombe di coloro che hanno sempre affermato che i magistrati inquirenti di Milano avevano aperto un vero e proprio fronte di guerra contro Berlusconi. La battaglia martellante di disinformazione contro Berlusconi era stata talmente assordante che anche i suoi amici più fidati avevano iniziato a credere nella sua colpevolezza e le assoluzioni li colsero impreparati ad affrontare una seria campagna volta a ristabilire i fatti. I più sorpresi e impreparati ad accettare le assoluzioni di Berlusconi furono certamente Pierferdinando Casini (con il seguito di Curia e nostalgici Dc) e Gianfranco Fini (con il seguito di meridionalisti a oltranza e nostalgici a tutto tondo); entrambi avevano basato la loro strategia sulla caduta di Berlusconi.
Successivamenre Berlusconi sarà assolto dall’accusa di corruzione in atti giudiziari nell’ambito del processo Imi-Sir, e fatto ancora più importante il giudice Renato Squillante, capo dei Gip di Roma, che sarebbe stato corrotto da Berlusconi, il 4 maggio 2006 sarà assolto in Cassazione.
Il 27 aprile 2007 Berlusconi sarà assolto in appello con formula piena per il caso Sme, assoluzione che sarà confermata in Cassazione. Per lo stesso caso Sme anche il giudice Squillante sarà assolto in Cassazione il 30 novembre 2006.
Riassumendo Berlusconi è stato assolto nei processi: All Iberian, Sme 1, 2 e 3, Tangenti a Guardia di Finanza, Medusa Cinematografica, Terreni Macherio, mentre sono stati archiviati i seguenti procedimenti: Spartizione pubblicità tra Rai e Fininvest, Traffico di droga, Tangenti fiscali, Stragi ’91-93, Concorso esterno in attività mafiosa, Caso Saccà, Abuso d’ufficio. Resta pendente il processo David Mills. In merito al Lodo Mondadori, il 9 luglio 2011 la Corte di Milano emette la sentenza relativa al processo d'appeIlo. I giudici confermano la condanna, espressa in primo grado, al risarcimento da parte di Fininvest dei danni economici subiti dalla Cir di Carlo De Benedetti in seguito alla sentenza della Corte d'Appello di Roma (danno da perdita di opportunità a causa di un giudizio imparziale) e al seguente lodo arbitrale. La cifra stabilita per il risarcimento ammonta a 540 milioni di euro.
Il gruppo Fininvest, prima del luglio 1993, era stato coinvolto in procedimenti penali tre volte (nessun caso riguardava Berlusconi), dal 1994 al 2008 sono stati aperti ben 66 procedimenti penali rilevanti riconducibili a Berlusconi o al suo gruppo; non è certo una forzatura affermare che si sia trattato di un accanimento giudiziario conseguente all’entrata in campo di Berlusconi. Per un Borrelli che nel gennaio 2002 all’ipotesi di riforme del sistema giudiziario sollecita i colleghi con l’appello di fascista memoria «Resistere, resistere, resistere», c’è anche un Violante che nel 1993, in tempi non sospetti, scriveva su Micromega «Questo potere … ha oramai assunto una dimensione patologica … Il centro di gravità del processo, invece di fermarsi sul dibattimento come luogo di verifica delle opposte ragioni dell’accusa e della difesa, è costituito dalle indagini preliminari, che rappresentano, per necessità, la fase più autoritaria del processo penale … Si aggiunga la sostanziale discrezionalità dell’azione penale per definire un quadro di preoccupante concentrazione di poteri in una fase processuale nella quale i valori propri della giurisdizione sono presenti».
Giulio Andreotti, nel 2004, confermerà «Noi democristiani avevamo paura dei comunisti e i comunisti di noi. Per far sì tuttavia, che i magistrati non divenissero i padroni dell’Italia ricattando il potere politico, istituimmo l’immunità parlamentare. Ma quando il Parlamento si suicidò, abolendola, creò la condizione di una magistratura priva di bilanciamento».
Queste considerazioni, non tolgono ai giudici il merito di aver scoperchiato il vaso della corruzione in Italia, ma fanno nascere il sospetto che l'uso spregiudicato che si è fatto degli strumenti delle indagini preliminari e della custodia cautelare, da parte di alcuni magistrati, sia servito per attaccare o eliminare personalità non riconducibili a un certo disegno politico. Il Paese nel periodo '92 - '93 ha apprezzato in modo pressoché compatto l'azione della magistratura.
Il sostegno dei cittadini inizia, però, a erodersi davanti a una serie di episodi paradigmatici: i suicidi di alcuni imputati, l'eccesso della custodia cautelare, la dimostrata continuità tra pm e gip, il potere dei pm di affondare le leggi del governo, l'eccesso di presenzialismo sui media, la perdurante inefficienza del sistema giudiziario che può favorire i potenti, ma che lede i diritti dei deboli. Nè può essere gistificato l'accanimento contro Berlusconi individuato come il nemico da pugnalare, tipico di una certa sinistra giustizialista.

Eugenio Caruso - 30 ottobre 2019

Tratto da

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www.impresaoggi.com