Raggiunto un miliardo di siti web


In fin che veggo del dì la luce e scintillar le stelle, come usignol, cui fur rapiti i figli, qui al patrio tetto io farò sempre l'aura eccheggiar d'acute strida.
Sofocle, Elettra.

La passione degli utenti di Internet, a 25 anni dal primo sito web della storia, non conosce ancora tregua. Il traguardo del miliardesimo sito, “certificato” dal portale “Live Stats”, è stato toccato da poche ore, e il contatore è già vicino al miliardo e cento milioni. Un proliferare di portali e pagine salutato anche dal “papà” del World Wide Web, Tim Berners-Lee, ovviamente con un tweet. Il boom dei siti Internet va ovviamente di pari passo con il numero degli utenti connessi, prossimo ai tre miliardi. La progressione dei numeri del web è impressionante, molto più veloce ovviamente di quella della popolazione mondiale, che per fare un paragone ci ha messo 1750 anni per passare da 70 milioni, nel 750 Dopo Cristo, a 700 milioni. Il primo sito della storia è stato messo online al Cern di Ginevra il 6 agosto 1991, dopo che Berners-Lee nel marzo del 1989 depositò un documento con la sua idea della Rete, idea che ha rivoluzionato il modo di vivere e comunicare. Nel 1995 i siti erano meno di 25mila ma già nel 2004 erano cresciuti di 10 volte. Un vero e proprio boom, conferma Live Stats, c’è stato tra il 2011 e il 2012, quando il numero dei siti è passato da circa 350mila a quasi 700mila. A far vivere una `seconda giovinezza´ alla Rete è stato l’avvento del mobile, a cui secondo gli ultimi dati Itu, l’agenzia delle Nazioni Unite per l’Ict, saranno connesse a fine anno circa 2 miliardi di persone. Mentre - sempre secondo le stime Itu - entro il 2014 saranno tre miliardi al mondo le persone connesse al web. «Possiamo immaginare Internet come un’autostrada e i siti come i caselli - spiega Domenico Laforenza, direttore dell’Istituto di Informatica e Telematica del Cnr -. È stato calcolato che anche a questo tasso di crescita ci sarà spazio per nuovi caselli anche nei prossimi 40 anni. Il grosso problema del web è invece che l’autostrada ha sempre più macchine che la percorrono, e ne servono quindi di più larghe e veloci per evitare ingorghi». Il discorso, sottolinea l’esperto, vale in particolare per l’Italia, dove per il sito registro.it a metà del 2014 erano registrati circa 3 milioni di domini `.it´, ma dove la banda larga è un miraggio in molte zone. «Per uscire dalla crisi «un'autostrada’ veloce e capiente è indispensabile - spiega Laforenza -, ma nel nostro paese non c’è, e ci sono alcune zone dove operazioni che riteniamo ormai scontate come fare commercio elettronico o parlare con nostra nonna via internet non si possono fare. Non a caso nelle `pagelle´ dell’Agenda Digitale europea siamo indietro in tutti gli indicatori».

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LOGO 19 settembre 2014

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