Uso delle energie rinnovabili alternative alle fonti fossili, un diritto un dovere. Capitolo 7


Questo è il settimo di una serie di articoli mirati a illustrare i vantaggi per l’impresa e per il territorio  di un forte orientamento all’utilizzo delle energie rinnovabili.


Il programma Life per la promozione delle energie rinnovabili.

Sponsorizzare gli strumenti di management ambientale oggi gestiti dalle economie locali, ecco il contesto del LIFE program. Si tratta del piano introdotto dalla Commissione Europea per supportare  l’implementazione di criteri di regolazione ambientale, come quelli di Gestione Europea dell’ambiente (European Environmental Management Scheme), comunemente conosciuti come EMAS.
Il beneficio del LIFE program  consiste nel rafforzare gli approcci utilizzati dai progetti di attività ecocompatibili. Attività, prodotti e servizi, che rientrano in progetti di sviluppo ambientale, rappresentano la ratio in cui si muove la conduzione del programma, mentre la struttura è in funzione del supporto al raggiungimento dei obiettivi di performance e degli impegni ambientali.
Lanciato dalla Commissione Europea nel 1992, LIFE è un vero e proprio strumento finanziario per  l’ambiente, rientra nel novero dei programmi iniziatori della politica ambientale dell’Unione Europea.
LIFE contribuisce all’integrazione della politica e della legislazione ambientale comunitaria con l’attuale trend d’investimento delle imprese nazionali. In particolare LIFE garantisce un supporto all’attuazione del Sixth Action Program per l’Ambiente, approvato dall’Unione Europea. Attualmente il programma è giunto alla fase LIFE III, la cui attuazione era inizialmente stata prevista dal 2000-2004 con un budget di 640 milioni di dollari. Successivamente LIFE III è stato esteso al 2006, per un budget addizionale di 316 milioni di dollari.
L’individuazione dei beneficiari dei fondi del programma prescinde sostanzialmente da un requisito di forma societaria, o di ampiezza del capitale. I soggetti possono essere: aziende di piccole, medie e grandi dimensioni, ma anche imprese internazionali, autorità nazionali e locali, NGO, istituzioni di ricerca e soggetti intergovernativi.

Il programma è diviso in tre componenti: LIFE-Environment, LIFE-Nature e LIFE-Third Countries, ognuno con un focus specifico.
LIFE-Environment prevede la copertura del gap fra i risultati delle ricerche condotte su nuovi soluzioni sostenibili, e la loro applicazione su larga scala. Grande enfasi è posta sulla dispersione dei risultati ottenuti, e identifica perciò 5 aree in cui i progetti dovrebbero investire fondi per le ricerca: lo sviluppo e pianificazione dell’utilizzo del terreno, la gestione delle risorse idriche, la gestione dei rifiuti, la riduzione dell’impatto ambientale delle attività economiche, e quella dell’impatto dei prodotti attraverso una politica integrata di produzione. LIFE-Environment ha coinvolto circa 19 imprese in Italia, per un investimento totale stimato sui 52 milioni.
LIFE-Nature co-finanzia progetti che aiutano a ricostituire e conservare habitat naturali e specie minacciate nell’Unione Europea. In Italia risultano cofinanziati 171 progetti, prevedendo un budget dedicato totale di 136,5 milioni di cui 71,4 con fondi europei. Il più grande è stato realizzato nel Sud Italia, nel Parco Nazionale del Pollino.
L’obiettivo di LIFE-Third Countries è quello di individuare le capacità e le strutture amministrative necessarie per sviluppare la politica comunitaria a favore delle produzioni sostenibili. Il programma riguarda i progetti realizzati nei paesi del Mediterraneo e del Mar Baltico. L’eleggibilità dei progetti presentati per ottenere i finanziamenti di LIFE-Third Countries dipende dalle caratteristiche di:  interesse verso la Comunità e il contributo a realizzare linee guida e accordi nazionali e non, promozione dello sviluppo sostenibile a livello nazionale, internazionale o regionale, risoluzione dei maggiori problemi attinenti alla gestione ambientale in regioni e settori rilevanti. Priorità assoluta, in definitiva, è stata data ai progetti che sponsorizzano la cooperazione di iniziative economiche a livello transfrontaliero, transnazionale e regionale.

Considerando nel complesso i valori promossi dal LIFE program, sono stati selezionati alcuni progetti realizzati, perché specialmente in linea con gli obiettivi etici dell’Unione Europea.  I più recenti (dal 1999 in avanti) possono essere divisi in gruppi per temi d’azione.

Il sistema  per valutare i progetti presentati per ottenere i finanziamenti attraverso LIFE, è stato introdotto per la prima volta dalla Commissione solo per il LIFE – Environment,   perseguendo un’iniziativa realizzata in Svezia e in Olanda. Un set di criteri d’individuazione di Best Projects fu concordata dalle autorità nazionali durante un meeting a Malmo, in Svezia (27-28 aprile 2005). Questi criteri identificano i punti chiave del contributo che un progetto apporta a un immediato/medio-lungo termine, in termini di: sviluppo ambientale, economico e sociale, grado d’innovazione e trasferibilità, rilevanza per le politiche comunitarie e dei costi effettivi. Dal 2009, questi criteri sono stati estesi anche ai progetti coerenti con Life-Nature.

L’obiettivo complessivo dell’esercizio di ricerca di  Best Projects  è aiutare a migliorare la diffusione e la conoscenza dei risultati di LIFE, illustrando chiaramente come i progetti che hanno prodotto quei risultati,  se ampiamente applicati, possono avere l’impatto più positivo possibile sull’ambiente.

Tutti i progetti completati nel’ultimo periodo considerato (da gennaio a dicembre) sono stati inizialmente valutati tecnicamente dal LIFE Unit’s External Assistance Team, che ha generato una prima lista di Best Projects. La selezione finale viene assunta dagli Stati Membri e cinque progetti vengono scelti fra questi come BoBs (Best of the Best).

Il 6 novembre 2009 è stato e annunciato dal Sustainable Energy Europe Initiative, la quarta  edizione del Sustainable Energy Europe Awars 2010. La gara è stata aperta per concorrenti dalle pubbliche autorità alle società private, associazioni Europee e ONG. I premi saranno corrisposti in base a 5 categorie:

  1. Comunità a energie sostenibili,
  2. Trasformazione del mercato,
  3. Azioni promozionali, di comunicazione e formative,
  4. Dimostrazione e diffusione dei progetti ecocompatibili,
  5. Programmi di cooperazione.

Il termine per candidarsi è decorso il 27 novembre 2009, ma stanno per essere pubblicati nuovi bandi per nuove edizioni del Premio. I progetti vincenti saranno presentati in un cerimonia a Bruxelles il 23 marzo 2010, durante la Settimana Europea per l’Energia Sostenibile del 2010.

L’analisi presentata in quest’articolo su di un programma, forse uno dei più avanzati nel settore promozionale delle energie rinnovabili, è funzionale a individuare il posizionamento dei progetti italiani nelle graduatorie stilate per la premiazione del LIFE Program. Il grado di coerenza dei progetti con i principi del programma, può infatti aiutare a capire quanto l’economia italiana sia orientata alla politica sostenibile Europea, e soprattutto se l’iniziativa economica italiana nel campo energetico può essere comparata a quella di altri Stati Membri.

Basandosi sul posizionamento italiano secondo i LIFE- criteria, si potrebbe incorrere in una sopravvalutazione dei risultati, ma l’utilizzo di questi produrrebbe soprattutto una sana competizione e uno stimolo delle imprese di Paesi attualmente meno interessati a sviluppare il proprio tessuto imprenditoriale verso correnti sostenibili.
 Il LIFE Award è la soluzione alla creazione dello stimolo, non più esterno, ovvero imposto dalla Regolamentazione Comunitaria,  ma interno, ovvero come fonte di guadagno e prestigio, che in termini sociali si traduce in pubblicità. La situazione-tipo in cui il LIFE è stato ideato è una libera impresa, operante nel mercato energetico e non, piccole media o grande, sempre disposta a cogliere le nuove opportunità di una politica Europea ambientale sempre più vicina alle condizioni del mercato.

Elsa Cariello
6 gennaio 2010

Capitolo 6


Addio all'ecobonus (8 gennaio 2010).
La finanziaria 2010 propone tagli delle misure di sostegno alle politiche ambientali e non individua, nemmeno all’indomani degli impegni proclamati durante il vertice di Copenhagen, alcuno strumento per la riduzione delle emissioni di anidride carbonica; inoltre non destina nulla alla tutela della biodiversità, nonostante il 2010 sarà l'anno ad essa dedicato.
Tra i 247 commi che compongono l’art. 2 della Finanziaria per il 2010 (legge n. 191 del 23 dicembre 2009) – le cui dimensioni si sono dilatate a seguito del maxiemendamento del relatore, che è stato anche oggetto della fiducia in aula – c’è davvero posto per disposizioni finanziarie di tutti i generi.
Da molte parti si è accusato l’esecutivo per gli ingenti tagli delle misure di sostegno alle politiche ambientali e per non aver individuato – nemmeno all’indomani degli impegni proclamati durante il vertice di Copenhagen - alcuno strumento per la riduzione delle emissioni di Co2.
Il WWF l’ha definita duramente come “una Legge Finanziaria fallimentare” che “dimentica gli impegni dell'Italia per Kyoto, taglia i fondi per l'efficienza energetica, non destina nemmeno un centesimo alla tutela della biodiversità” (il 2010 è per l’appunto, l’anno internazionale della biodiversità).
In ogni caso queste di seguito elencate sono le norme della Finanziaria riconducibili a tematiche ambientali:
-detrazioni Irpef del 36% per le ristrutturazioni, addio all’ecobonus del 55%: vengono estese sino al 2012 le detrazioni Irpef del 36% per gli interventi di recupero del patrimonio edilizio e prorogata indefinitivamente (“2012 e seguenti”) l’applicazione dell’IVA agevolata al 10% su tali lavori. A fronte di ciò, però, non figurano nella nuova finanziaria – seppure il Ministro Prestigiacomo lo avesse confermato non molto tempo fa - le detrazioni Irpef del 55% per coloro che ristrutturano un edificio migliorandone l’efficienza energetica. Gli sgravi fiscali ci saranno per tutte le ristrutturazioni, quindi, senza nessun “premio” aggiuntivo per chi volesse sostituire gli infissi o la caldaia oppure installare pannelli solari (legge n. 191/2009, art. 2, commi 10 e 11);
-Fondo per la tutela dell'ambiente: vengono aggiunti 50 milioni di euro agli altri 50 (per un totale di 100 milioni di euro, quindi) riservati per il 2010 a favore del “Fondo per la tutela dell'ambiente e la promozione dello sviluppo del territorio” – istituito presso il Ministero dell’economia e delle finanze – da “prelevare” dalle risorse derivanti dalle operazioni di rientro dei capitali connesse allo “scudo fiscale” (legge n. 191/2009, art. 2, comma 48);
-Biocarburanti: viene ridotta la quantità di biodiesel che può beneficiare per il nuovo anno dell’aliquota di accisa agevolata (da 250.000 a 18.000 tonnellate) (legge n. 191/2009, art. 2, comma 64);
- Ponte sullo Stretto di Messina: tra l’altro, viene autorizzata la spesa di 470 milioni di euro per il 2012 quale contributo ad Anas Spa per la sottoscrizione e l'esecuzione - a cominciare dal 2012 – di aumenti di capitale della società Stretto di Messina Spa e modificato l'art. 1, comma 1, della legge 1158/1971 (Collegamento viario e ferroviario tra la Sicilia e il Continente) - (legge n. 191/2009, art. 2, commi 203-205);
-Dissesto idrogeologico: le nuove disposizioni precisano che il miliardo di euro, assegnato dalla delibera Cipe del 6 novembre 2009 per interventi di risanamento ambientale (a valere sulle disponibilità del Fondo infrastrutture e del Fondo strategico per il Paese a sostegno dell'economia reale), sarà destinato a interventi straordinari diretti a fronteggiare le situazioni a più elevato rischio idrogeologico, indicate dal Ministero dell’Ambiente (legge n. 191/2009, art. 2, comma 240).

LOGO

www.impresaoggi.com