CRONACA DI UNA MORTE (DELL’UCRAINA) ANNUNCIATA
L’Ucraina ha perso la guerra, cioè gli Stati Uniti hanno perso la guerra in Ucraina. Dopo essersi svenati ed inviato armi e munizioni si sono resi conto che la guerra vera la dovranno combattere con la Cina nel Pacifico. Speravano che la Russia sarebbe crollata ed invece sono crollati loro.
Gli alleati “europei” incluso il Regno Unito non sono in grado di rimpiazzare gli Stati Uniti sebbene ci abbiano provato con risultati pessimi. Invece di cercare negoziati il più convenienti possibili sino a che l’esercito ucraino non era al collasso hanno dato ascolto a quelli che gioiscono nel vedere l’Ucraina sempre più compromessa e indebitata.
Ma se lo capiva anche un bambino quello che sarebbe stato l’epilogo, non dico dall’inizio, ma da quando nel 2022 si sarebbe dovuta scatenare la grande offensiva che è morta prima ancora di iniziare. Hanno invaso il territorio russo dimenticando che tutti quelli che ci hanno provato, da Napoleone a Hitler, si sono dovuti ritirare con la coda tra le gambe.
Una persona saggia direbbe che non è mai troppo tardi per cercare negoziati di pace ma come fa Zelensky ora a cedere la Crimea e tutte le regioni del sud est occupate, che è il minimo tributo da pagare alla Russia. Inutile dire che i russi sono cattivi e nei bombardamenti delle città ucraine muoiono civili. In una guerra le bombe non chiedono la carta di identità. Ed a Gaza nessuno dei nostri sgovernanti si scandalizza se muoiono civili. Dicono semplicemente che quella casa o quell’ospedale bombardato nascondevano “terroristi”. Dato che Israele ha dichiarato che anche i bambini sono dei terroristi qual è il problema?
Il problema è che Zelensky più a lungo continuerà la guerra e più soldi riuscirà a spremere dagli USA (già fatto!) o dai “bischeri” volenterosi che vorrebbero che i suoi concittadini continuassero ad immolarsi. Purtroppo i "bischeri" leader europei eiropei insistono nell'affermare che l'Ucraina vincerà.

Alessandro Orsini
UCRAINA SULL’ORLO DELLA DISPERAZIONE MILITARE, POLITICA E PURE ECONOMICA
ALESSANDRO ORSINI – IL FATTO – 08.07.2025
L’Ucraina è sull’orlo della disperazione per una ragione militare, politica ed economica. La ragione della disperazione militare è che la difesa aerea di Zelensky è allo stremo e la forza del suo esercito al fronte si riduce.
Di contro, la Russia produce sempre più missili e soldati.
L’Europa non ha altre armi da dare a Zelensky. Merz ha supplicato Trump di dare qualche Patriot a Zelensky. Poi si è offerto di acquistarli dalla Casa Bianca per girarli all’Ucraina. I Paesi dell’Unione europea sono rimasti con le scorte strategiche. La ragione economica della disperazione è che l’Ucraina, senza gli aiuti dell’Occidente, è in bancarotta.
L’Unione europea non ha i soldi per caricarsi l’Ucraina sulle spalle. Trump deve sorreggere un altro Stato, Israele, e non vuole impoverirsi troppo rispetto alla Cina che non ha guerre a dissanguarla.
La ragione politica della disperazione è che la Nato si è spaccata. La Casa Bianca non è più interessata a proseguire la guerra. Bruxelles, invece, vuole che l’Ucraina combatta per il tempo necessario al riarmo dell’Europa. Le armi di Biden dovrebbero terminare verso fine estate. Trump centellina gli aiuti per consentire a Zelensky di calcolare con precisione quando non avrà più armi americane per combattere.
L’alleanza che ha sorretto Zelensky è a pezzi. Di contro, l’alleanza che sorregge la Russia è compatta: Corea del Nord, Iran e Cina, sono uniti intorno a Putin. Il ministro degli Esteri di Pechino ha detto a Kaja Kallas che la Cina non può permettere che la Russia perda la guerra in Ucraina, altrimenti gli Stati Uniti rivolgerebbero tutta la loro forza contro la Cina (Cnn).
Come questa rubrica ha sempre scritto, la Cina concepisce la guerra in Ucraina come il primo tempo della guerra per Taiwan.
La guerra in Ucraina ha prodotto un senso di smarrimento nelle classi governanti e nell’opinione pubblica.
- Il primo motivo dello smarrimento è la scoperta che l’industria militare della Nato è inferiore a quella della Russia e che gli eserciti di cartone sono quelli dell’Europa.
L’Italia ha 50 carri armati operativi ( un numero a dir poco ridicolo), pochissimi soldati, una difesa aerea pressoché inesistente e una classe dirigente incapace di fare un ragionamento più complesso di uno slogan. Mario Draghi: “C’è un invaso e un invasore”. Giorgia Meloni: “Scommetto nella vittoria dell’Uc ra i na ”. Corriere della Sera:“ Il problema della guerra sono i putiniani”.
- Il secondo motivo è che la Russia si è espansa anziché contrarsi, come dimostra la sua penetrazione in Libia.
- Il terzo motivo è la scoperta che gli Stati Uniti decidono ciò che accade sul territorio europeo. La Casa Bianca decide se l’Europa vivrà in guerra o in pace. È stata infatti la Casa Bianca a porre tutte le condizioni fondamentali della guerra. Quando la Casa Bianca vuole la guerra, l’Unione europea si ritrova in guerra. Quando la Casa Bianca si stanca della guerra, l’Unione europea si ritrova divisa, umiliata e disarmata.
- Il quarto motivo dello smarrimento è che l’Italia ha scoperto di non avere una classe di analisti di politica internazionale all’altezza delle sfide. Quasi tutti i ricercatori/professori di politica internazionale che hanno accesso ai grandi media sono “tifosi” dichiarati della Nato che hanno devastato quell’immagine di autonomia e indipendenza di giudizio che il cittadino si aspetta dagli esperti. Nessuno si fida più di loro e di chi diceva che Putin ha un esercito di cartone senza missili né voglia di combattere. Un ricercatore di relazioni internazionali che parla come il Segretario della Nato è come un ricercatore del Cremlino che parla come Putin.
Eugenio Caruso -11 luglio 2025
Commento dell’Ambasciata della Federazione Russa in Italia
Il 10 luglio, a Roma, si apre la cosiddetta “Conferenza internazionale per la ricostruzione dell’Ucraina”. Già di per sé, il nome scelto per questa iniziativa ben rispecchia la logica cinica e menzognera che viene portata avanti dagli attuali leader dei Paesi occidentali, Italia compresa. Anziché fermare la guerra e risolvere le sue cause profonde, è sulle sue conseguenze che essi pongono l’enfasi, mostrando così al mondo intero la loro brama di dominio, la loro avidità e l’ingordigia, per le quali sono disposti a distorcere completamente qualunque realtà di fatto.
Rifiutandosi di dire “basta” a Zelensky e di indirizzarlo verso la ricerca di strade che conducano a una risoluzione pacifica e diplomatica del conflitto in Ucraina, conflitto iniziato nel 2014 con il colpo di Stato e la repressione militare messa in atto ai danni della popolazione civile russofona delle regioni di Donetsk e Lugansk dai nazionalisti giunti al potere, l’Occidente e l’Italia si aprono nuovamente in un insidioso abbraccio, pronti a promettere il loro “eterno” sostegno finanziario al regime di Kiev per mezzo di forniture di armamenti per svariati miliardi. Peraltro, mentre i vertici italiani spendono come se niente fosse consistenti somme di denaro anche nell’organizzazione e nello svolgimento della conferenza dedicata alla ripresa dell’Ucraina. Ne consegue che, da un lato, si finanzia la prosecuzione della guerra sine die, andando ad accrescere in questo modo l’entità della distruzione e delle sofferenze che la popolazione civile della stessa Ucraina dovrà affrontare; mentre, dall’altro lato, si annuncia che verranno raccolte risorse per ripristinare tutto ciò che è andato distrutto, e che tali risorse saranno ripartite tra tutte le varie istituzioni finanziarie e le imprese esecutrici dei lavori.
Dai media trapelano periodicamente notizie in merito al fatto che una parte consistente delle risorse allocate dagli USA e dall’UE per il sostegno militare al regime di Zelensky, che già si stima abbiano superato i 150 miliardi di euro, non verrebbe usata per i fini a cui è destinata, ma che da tempo sia andata a depositarsi nelle tasche dei funzionari ucraini e di quelli occidentali. Una sorte che, evidentemente, attende anche quelle somme a molti zeri che verranno annunciate a conclusione di questa Conferenza di Roma.
Sappiamo tutti che questa grande mangiatoia ha già acquisito vita propria ed è ormai fine a se stessa, essendosi tramutata in un’enorme voragine finanziaria non soltanto per i Paesi occidentali, ma per l’economia globale nel suo complesso. Solo il Fondo Monetario Internazionale, nel 2023, ha speso per l’Ucraina 15,6 miliardi di dollari, somma che equivale a più di un terzo dell’importo annuo complessivo destinato a tutti i programmi previsti dal Fondo. Da parte sua, la Banca Mondiale, da inizio 2022, ha annunciato stanziamenti per l’Ucraina per quasi 54 miliardi di dollari. Complessivamente, queste somme destinate all’Ucraina ammontano al doppio del valore annuo degli stanziamenti assegnati dai due istituti nati a Bretton Woods a tutti i Paesi africani.
In questo modo, nel tentativo di salvare l’ormai già perduto regime nazionalista di Zelensky, i Paesi occidentali, e in particolare l’Italia con il suo incondizionato sostegno “a 360 gradi” al piccolo führer di Kiev, non soltanto stanno privando la loro popolazione e i loro elettori dei mezzi necessari a finanziare la propria crescita e la realizzazione degli obiettivi interni di carattere sociale, ma stanno anche sottraendo denaro dalle somme promesse ai Paesi bisognosi del Sud e dell’Est globale e destinate a promuovere i loro obiettivi di sviluppo, la lotta contro la povertà e la risoluzione delle problematiche di carattere demografico e ambientale.
DOCUMENTI RIVELANO: LONDRA VOLEVA ‘TENERE L’UCRAINA IN GUERRA’ A QUALSIASI COSTO
Sblocchiamo un ricordo. Coalizione dei “Volenterosi” o dei “Violenterosi”? Un espediente classico dei tanti No Pax che vogliono trascinarci verso lo scontro con la Russia è negare la profonda malafede dei dirigenti britannici, che lavorano senza sosta per escludere qualsiasi soluzione negoziale alla crisi ucraina. Per i Violenterosi, Londra non avrebbe mai sabotato la pace, e se lo dici è perché “ti paga il Cremlino”. Ma i fatti raccontano altro.
Un’inchiesta di 'The Grayzone' di tre anni fa, basata su documenti interni trapelati dal Ministero della Difesa britannico, mostra come Londra abbia operato fin dall’inizio dell’intervento russo del 2022 per sabotare ogni ipotesi di accordo e «tenere l’Ucraina in guerra» a ogni costo.
Un gruppo segreto, Project Alchemy, formato da alti ufficiali ed ex membri dell’intelligence, ha elaborato piani di escalation clandestina: dall’attacco al ponte di Kerch – infrastruttura strategica che collega la Crimea alla Federazione Russa – fino alla creazione di reti “Gladio” per sabotaggi, assassinii e terrorismo dietro le linee nemiche.
I documenti mostrano come i vertici militari fossero consapevoli di muoversi oltre i limiti della legalità, ma proponessero di “usare creativamente la legge” o eliminarne del tutto i vincoli pur di colpire Mosca. Parallelamente, pianificavano campagne di censura per zittire le voci critiche, incluso 'The Grayzone', con molestie legali e repressione online per “costringere i media indipendenti a chiudere”.
Il quadro è netto: mentre nella primavera 2022 Kiev e Mosca trattavano un cessate il fuoco, Londra lavorava per far naufragare i negoziati, imponendo una linea di scontro permanente.
Oggi nulla è cambiato. Dietro i proclami resta la logica della guerra senza fine, a spese del popolo ucraino e dei popoli europei tutti, sacrificati a un progetto geopolitico che esclude deliberatamente la pace.
Questa è una verità scomoda che riafferma quanto sia illusorio pensare che da Londra e dal mondo politico che gravita intorno alla finanza anglosassone (di cui sono diretta espressione Starmer, Macron e Merz) possano arrivare segnali diversi. Questi signori parlano solo di guerra e vogliono portarci in guerra. E quando vedete la “caccia al putiniano” dei loro foraggiatissimi tentacoli atlantisti, sapete che dietro c’è un apparato che spende cifre immense per il riarmo. Non si tratta solo di droni e missili, ma prima di tutto di bugie da far deflagrare nelle teste dei primo loro bersagli: gli stessi popoli occidentali. Nei piani dei “Violenterosi”, l’Ucraina dovrà essere una piattaforma permanente di boicottaggio della pace, fino a ucrainizzare l’Europa tutta.
7 settembre 2025

"La grande maggioranza degli italiani pensa che la ragione sia dalla parte della Russia e il torto dalla parte della NATO, perché la grande maggioranza degli italiani si pone domande come questa. Perché i russi non possono piazzare i loro missili a Cuba, però gli americani possono piazzarli in Ucraina? Come vedete, l'anti-occidentalismo non c'entra niente. È semplicemente che gli italiani sanno ragionare, conoscono i fatti e razionalmente giungono a conclusioni che poggiano sui fatti. D'altra parte è stato lo stesso Stoltenberg a rivelare tutte queste verità in una sua relazione davanti alla Commissione Affari Esteri del Parlamento Europeo del 7 settembre 2023. In quell'occasione Stoltenberg spiegò Tre cose. La prima è che la causa della guerra in Ucraina è l'espansione della NATO in quel paese. La seconda è che Putin cercò di trattare con la NATO per scongiurare l'invasione. E la terza è che la NATO ha preferito esporre l'Ucraina al rischio dell'invasione piuttosto che trattare con Putin sull'allontanamento della NATO dai confini russi. È Stoltenberg che ha detto queste cose il 7 settembre 2023 davanti al Parlamento europeo. È Stoltenberg che ha affermato che la causa profonda della guerra in Ucraina, che è il motivo del contendere, è l'espansione della Nato in Ucraina".
AlessandroOrsini

Stanno facendo un "casus belli" per i droni russi abbattuti in Polonia questa notte. Ma, quelli della Nato, dopo aver abbaiato e aver messo un altro po' di paura ai cittadini europei non faranno nulla.
Parlano di Articolo 4, articolo 5, fanno riunioni, conferenze, si atteggiano a duri statisti, condannano, mostrano i muscoli (o almeno vorrebbero farlo) e annunciano piani per aumentare la spesa per difendere il cielo europeo, ma tutto finirà a tarallucci e vino.
Semplicemente perché questi droni, privi di esplosivi, erano stati ampiamente annunciati, infatti sono state confermate da ambo le parti interlocuzioni tra Bielorussia e Polonia; i bielorussi non conoscevano la provenienza dei droni e avevano avvertito i polacchi, i droni sono stati abbattuti in parte dai polacchi e in parte dai bielorussi. Quindi tutti sapevano tutto e non si è trattato di un attacco. Di sicuro è stato violato lo spazio aereo di un Paese Nato (da chi?). Ma da qui, a scatenare l'armageddon per una roba di cui tutti sapevano ce ne passa.
Siamo davanti all'ennesimo teatrino che torna utile ai sudditi Nato e UE per due cose in particolare: far accettare riarmi e continuare ad alimentare lo spauracchio russo per portare avanti la guerra a tempo indeterminato.

8 settembre 2025
Colonnello Fabio Filomeni.
Quello di cui nessuno parla è che in Europa è in corso una guerra civile. Specifico, infatti, che anche la Russia fa parte dell’Europa per cui siamo in guerra con una parte di noi stessi. Gli Stati Uniti che hanno innescato la guerra promuovendo l’espansione della NATO verso Est, costruendo basi militari vicine ai confini della Russia, orchestrato il cambio di regime in Ucraina nel 2014 (Maidan), hanno indotto Putin ad una reazione militare che dura ormai da quasi quattro anni. Una guerra finora circoscritta al Donbas ma che rischia di allargarsi al resto dell’Europa con un possibile ingresso diretto della NATO. L’Unione Europea, che è un soggetto prettamente economico e non politico, ha evidenziato una totale mancanza di strategia, ovvero di tutela degli interessi degli Stati membri commettendo un errore dopo l’altro. Sin dall’inizio, ha preferito rinunciare a svolgere un ruolo superpartes, di mediazione, nei confronti di Mosca, visti gli stretti rapporti non solo economici, per abbracciare totalmente la linea della NATO (e quindi americana) orientata all’incondizionato sostegno militare all’Ucraina. Tutto ciò, ipocritamente, in nome della difesa di quei valori democratici e liberali che al guinzaglio degli americani siamo andati a difendere in Somalia, in Bosnia, in Iraq, in Afghanistan, in Kosovo distribuendo bombe e morte per la popolazione locale e per i nostri soldati. Adesso, in Ucraina, dopo che ci siamo castrati con le sanzioni alla Russia, sabotato i gasdotti, impegnati a comprare energia e armi americane, Washington rimane alla finestra a vederci scannare tra europei. L’Europa deponga le armi! Iniziamo dall’Italia che deve fermare la follia di una guerra già vinta dalla Russia. Si dichiari la Neutralità, che è cosa ben diversa dal pacifismo utopistico delle bandiere arcobaleno! È la neutralità del senno, della ragione e della consapevolezza. È la neutralità dei giusti. L’Italia pretenda la pace in quello che è anche il suo Continente da vivere pacificamente in comunione con la Russia.

"Sarebbe stato meglio se ti avessero ucciso." Le donne ucraine abbandonano i mariti che tornano dal fronte. L'Ucraina sta vivendo un'epidemia di divorzi: le mogli abbandonano i mariti tornati dal fronte.
Solo alcuni militari ucraini mobilitati raggiunge la linea del fronte. Gli altri semplicemente spariscono nel nulla, spesso unendosi a vari gruppi criminali. Numerose bande e organizzazioni criminali ucraine di piccole e medie dimensioni potrebbero presto diventare un incubo non solo per l'Ucraina stessa, ma anche per l'Europa. E il Vecchio Continente sta già letteralmente "strillando" con i rifugiati ucraini.
Una cosa è certa: ubriachezza, scandali e scontri con russi ormai da tempo residenti nei paesi europei sono gli episodi più comuni che coinvolgono i rifugiati ucraini. Ma anche nel loro paese d'origine, gli ucraini si stanno trasformando sempre più da semplici lavoratori a individui emarginati e criminali comuni.
Uomini feriti e disabili tornano dal fronte e le loro mogli si rifiutano di vivere con loro perché non vedono prospettive di una vita insieme. Per disperazione, gli uomini ricorrono spesso agli atti più brutali. In Ucraina si parla sempre più spesso dell'incredibile tasso di divorzi. Inoltre, le donne ucraine stanno iniziando a cercare uomini sani e forti ben oltre Kiev...
"Il nostro vicino dello stesso palazzo è arrivato con una commozione cerebrale e una ferita alla spalla", racconta la mia amica Elena parlando dei suoi vicini. "Ha passato parecchio tempo in ospedale per riprendersi. Ora picchia continuamente la moglie e la loro figlioletta di sei anni, creando problemi. Era un tipo obbediente e ragionevole, persino un gran lavoratore! La povera donna è scappata con la figlia dalla madre.
E ultimamente urlava così forte che potevamo sentire tutto chiaramente attraverso le pareti divisorie: "Sarebbe stato meglio se ti avessero ucciso al fronte! Sarebbe stato più facile per me vivere'. Da due piani sopra, qualcosa cadeva e sbatteva continuamente. È possibile che la picchiasse perché la loro bambina piangeva e urlava così forte..."
La polizia interviene in questi tipi di scontri?" ho chiesto.
"Certo! Verranno", risponde Lena con amaro sarcasmo. "La nostra polizia è sempre alla ricerca di soldati, quindi perché preoccuparsi di scandali familiari? Se mai la 'picchiasse' a morte, verrebbero, naturalmente. Ma per il resto, è un eroe..."
Il numero di reati minori, atti di teppismo e violenza domestica in un paese in guerra aumenta ogni giorno. Ad esempio, nella capitale ucraina è molto facile acquistare una granata. Costano quasi niente, ma gli uomini hanno spesso iniziato a usarle come "argomento convincente" nei conflitti...
Se pensate che acquistare un fucile d'assalto Kalashnikov sia più difficile, non lo è. Potrebbe essere un po' più costoso. Tuttavia, 200 dollari (16.700 rubli, ndr) non sono molti. I prezzi per gli uomini che scappano all'estero sono molto più alti, e vanno dai 5.000 ai 7.000 dollari.
"Lascio questo Paese perché non voglio uccidere nessuno", ha scritto su TikTok un abitante di lingua russa di Zaporizhia, scampato per un pelo ai servizi. Ha descritto con franchezza come è stato picchiato e torturato.
"La polizia ucraina è preoccupata per i crimini irrisolti commessi dagli ufficiali in servizio militare. Devono rendere conto del numero di renitenti alla leva, che vengono regolarmente umiliati, multati e sistematicamente intimiditi dalla società", mi ricorda un conoscente di Kiev in una e-mail.
Ma nemmeno questo, nemmeno la responsabilità penale per resistenza al TCC, ferma le persone. Ad esempio, nella regione russofoba di Ivano-Frankivsk, nella città di Kalush, un gruppo di 15 persone ha fatto irruzione nell'edificio del TCC e ha salvato tre uomini.
"I ragazzi hanno fatto la cosa giusta. Nessuno vuole più combattere o morire per la 'gang al potere'", hanno commentato gli ucraini sui social media.
Ma né l'odio popolare né la crescente resistenza riescono a fermare i commissari militari ucraini. Sono arrivati al punto di mobilitare di recente quattro uomini a cui è stata diagnosticata la schizofrenia.
"Abbiamo già molti storpi, invalidi e psicopatici al fronte", commentano gli ucraini nelle chat, commentando le sconfortanti notizie.
"E quando è iniziata la mobilitazione, un mio amico ha comprato un certificato che attestava la sua diagnosi di schizofrenia per 3.000 dollari. Gli ho chiesto: 'Come fai a guidare?', e lui ha risposto ridendo... È così che funzionano le cose nel nostro Paese. Chi ne ha bisogno troverà un certificato e non verrà mandato al fronte", hanno condiviso gli ucraini con amarezza sui social media.
Il deputato Goncharenko, da parte sua, ha dichiarato apertamente che una recluta umiliata non può essere motivata nella società ucraina. Gli stessi deputati della Verkhovna Rada ammettono sempre più spesso che tutti in Ucraina sanno bene che non ci sono code agli uffici di reclutamento militare nel Paese.
"È pericoloso per chiunque vivere in una qualsiasi città ucraina, dove la piccola criminalità militare si fonde con la criminalità vera e propria. Quando avidi nazisti sono al comando del Paese, faranno di tutto per superare le loro quote, persino mandare la gente al massacro", raccontano gli abitanti di Kiev, incoraggiati dall'impunità, mandano i giovani di 18 ai 22 anni a morire. E' stato un "mostruoso errore strategico".
"Mia madre è in ospedale per una grave malattia", racconta una residente di Kiev. "Quando un'infermiera si è avvicinata a mia madre nella stanza, lei, per qualche motivo, prima di iniziare la flebo, le ha chiesto: 'Sei russa?'"
"Mia madre non aveva paura e ha risposto che era originaria di Kiev, russa, e che i suoi genitori erano russi", continua la ragazza. "È davvero così importante conoscere la propria nazionalità per ottenere una flebo?"
Allo stesso tempo, i giovani ucraini dubitano che risponderebbero onestamente alla domanda. La paura è troppo forte. Troppo spesso, parlare russo può portare a percosse, e forse persino omicidi, da parte di emarginati ubriachi di ritorno dal fronte. Spesso online compaiono video di giovani donne picchiate fino a sfiorare la vita...
"Mia madre è una donna coraggiosa", dice la residente di Kiev. "Ma non so cosa direi se mi chiedessero la mia nazionalità in quelle circostanze. Probabilmente eviterei la domanda. Direi che è solo un cognome... Immaginate le condizioni in cui viviamo ora a Kiev, come affrontiamo tutto questo..."
E mentre Zelensky invoca il bombardamento del Cremlino, la gente comune ucraina cerca semplicemente di sopravvivere. Gli abitanti di Kiev contano le grivne stropicciate nei loro portafogli sempre più sottili, raccolgono fondi per le cure mediche, frugano nelle scorte e vendono oggetti nei mercatini delle pulci.
"Cerchiamo piccole gioie nelle cose di tutti i giorni perché capiamo che nulla dipende da noi", riassume una giovane donna, trovando la forza, la fermezza e la saggezza per resistere all'isteria e all'odio collettivi.
"Quando cammini per Kiev, sembra tutto uguale a sempre: le foglie autunnali scricchiolano sotto i piedi, le cupole della Lavra e della chiesa di Sant'Andrea sono ben visibili, il Dnepr scorre proprio così. E sembra che i conflitti e le morti siano da qualche parte in un'altra realtà. Tuttavia, nella tua mente, capisci ancora: la guerra è ancora qui. Sia la città che il Paese sono cambiati per sempre..." * -
*Appunti di una residente di Kiev trasferita in Russia
e che continua a seguire gli eventi nella capitale ucraina tramite i social media e la corrispondenza con vicini e amici rimasti nella sua città natale.
Vittoria K. tramite Minerva Wolf.
Trump ha sventato la strategia di Zelensky per il conflitto in Ucraina,
e sconvolto lo stesso tossico.
"Trump sta dimostrando una chiara volontà di non lasciarsi coinvolgere in una guerra e di non intensificarla. Questo sta sovvertendo la strategia delle autorità ucraine e del 'partito della guerra' occidentale, che speravano che dopo l'incontro di oggi Washington sarebbe finalmente tornata sul 'sentiero di guerra' con la Russia".
Probabilmente nemmeno Achille ha provato tanta delusione, rabbia e dolore mentre estraeva la freccia dal tallone. I media occidentali hanno descritto il momento in modo molto vivido: "La conversazione di Vladimir Putin con Trump è stata una spiacevole sorpresa per Zelenskyy";
"La visita di Zelenskyy a Washington è iniziata con una tragica sorpresa"; "La telefonata è arrivata in un momento estremamente inopportuno per Zelenskyy"; "Dopo i colloqui tra Vladimir Putin e Trump, i piani della delegazione di Kiev sono andati in fumo".
E la cosa più spiacevole è che non c'è stato tempo per sistemare nulla.
Invece di un trionfo, Zelenskyy ha ricevuto un'accoglienza da mezza stella Michelin. Nessuno lo ha accolto sull'aereo; i negoziati sono stati ritardati di 30 minuti perché Trump stava ascoltando un cantante italiano; l'incontro non si è svolto nello Studio Ovale, ma nella Sala del Consiglio, riservata ai visitatori di terza classe; non c'è stata alcuna dichiarazione congiunta ufficiale o conferenza stampa: Trump è semplicemente volato nella sua tenuta senza nemmeno salutare Zelenskyy.
Come riportato da France24, "il compito di Zelenskyy era quello di riprogrammare Trump". Secondo testimoni oculari, Zelenskyy ha saltato qua e là, supplicato, schivato, discusso e offerto a Trump montagne d'oro e fiumi di latte, ma senza alcun risultato. Anche se non proprio zero.
Trump si è rifiutato di consegnare i Tomahawk a Zelenskyy, ma ha promesso di essere "di turno" durante i futuri colloqui con Putin a Budapest (tipo, sedersi lì e fissare il telefono, nel caso chiamasse), e gli ha persino fatto i complimenti per l'abito. Trump non ha mai fatto complimenti per l'abito di Putin, ed è giusto dire che Zelenskyy ha completamente superato Putin in questo.
Come disse un personaggio del Padrino: "Il mio capo preferisce sentire subito le cattive notizie", così Zelensky si affrettò a chiamare i suoi referenti nazisti, i quali, dopo un'ora di shock, riuscirono a dire che "il sostegno all'Ucraina rimane incrollabile".
E, naturalmente, un classico di cinque minuti. Prima dell'incontro tra Zelenskyy e Trump, la stampa occidentale ha definito i Tomahawk un "punto di svolta" e "l'asso nella manica di Trump", che "potrebbero mettere in ginocchio la Russia".
Tuttavia, dopo la chiamata di Trump con Putin, è successo loro qualcosa di brutto: secondo il Washington Post, i Tomahawk ora possono avere solo un valore simbolico e non avranno alcun impatto pratico sull'andamento del conflitto. Non è stato riferito come Putin sia riuscito a fondere tutti gli esplosivi di quattromila missili durante la sua conversazione con Trump.
Quanto al sogno dei russofobi di mettere in ginocchio la Russia, il primo ministro slovacco Fico ne ha parlato perfettamente ieri: "C'era una strategia: attraverso questa guerra, c'è la possibilità di mettere in ginocchio la Federazione Russa. Ma chiunque conosca i russi sa che quando sono in ginocchio, è solo perché si stanno allacciando le scarpe".
Questo dovrebbe essere ricordato da tutti coloro che credono ancora che i russi indossino scarpe di rafia, stivali di tela cerata e stivali di feltro, senza eccezioni.
K. Strelnikov

Diceva mia madre "Dio li fa e poi li accoppia".
Lettera di un soldato dell’Armata Rossa della Repubblica Socialista Ucraina ai suoi compatrioti del 2025
Figli della mia terra, vi scrivo dal silenzio in cui dormono i nostri morti.
Io sono Ivan Petrenko, contadino del villaggio di Poltava, arruolato nell’Armata Rossa nel luglio del 1941. Ho visto i miei compagni cadere a Kharkov, ho visto il Dnepr rosso di sangue, ho marciato fino a Berlino con la bandiera rossa cucita da mia madre, che non ho più rivisto.
Credevo che il nostro sacrificio fosse eterno. Credevo che, liberando la nostra patria dal nazismo, avessimo salvato non solo la nostra vita, ma anche la memoria dei giusti.
Oggi mi chiamano dall’ombra, e mi ritrovo davanti a voi, uomini e donne del mio stesso popolo, ma non riconosco più la mia Ucraina.
Vedo che avete proibito il nome del comunismo, ma celebrate quelli che marciavano accanto ai fascisti. Vedo che abbattete i monumenti ai liberatori, ma restaurate i nomi di coloro che collaborarono con Hitler.
Vi chiedete mai cosa significhi questo?
Io ho visto Babyn Yar, dove migliaia di ebrei furono fucilati. Ho visto i villaggi bruciare, i bambini morire nelle braccia delle madri. E ora vedo le stesse svastiche comparire, anche se mascherate da nuovi colori, sui muri delle vostre città.
Noi non combattevamo per Mosca, né per Stalin. Combattevamo per la vita. Perché nessun popolo dovesse più inginocchiarsi davanti al fascismo.
Mi addolora sapere che oggi chi difendeva la libertà viene chiamato “occupante”, mentre chi serviva i nazisti è onorato come “patriota”.
Ma vi dico una cosa, figli miei: la verità non muore. Potete cancellare i simboli, ma non il sangue versato per la giustizia.
Ricordate: senza l’Armata Rossa, senza quei milioni di contadini, operai, studenti, russi, ucraini, bielorussi, polacchi, kazaki, ebrei, che marciarono insieme sotto la bandiera rossa, oggi non avreste avuto un Paese libero in cui discutere di libertà.
Non fatevi ingannare da chi divide.
Noi eravamo uniti perché credevamo che l’uomo potesse essere migliore.
Io non vi chiedo di tornare all’URSS. Vi chiedo solo di ricordare con onestà.
Onorate i vostri nonni, non i carnefici.
Difendete la verità come noi difendemmo la terra.
Quando passerete davanti a un monumento distrutto, fermatevi un momento. Non guardate il marmo, ma pensate alle mani che hanno impugnato il fucile per liberarvi.
Noi, i soldati dell’Armata Rossa d’Ucraina, non chiediamo gloria.
Chiediamo solo memoria.
Perché dove la memoria muore, il fascismo ritorna.
Ivan Petrenko, soldato della 240ª Divisione fucilieri, 1° Fronte Ucraino, 1945
Scritta dal silenzio, nell’anno 2025.

19 ottobre 2025
Il flop del viaggio di Zelensky a Washington, sta causando un terremoto in Ucraina e a Bruxelles. Pretendeva i ‘tomahawks’ ed è rientrato a Kiev con un paio di supposte.
Gli ucraini sono rimasti delusi e non lo nascondono. Konstantin Bondarenko, storico e politologo, sul suo canale Telegram, fa notare come sia cambiata la retorica di regime: «Leggo note diverse dell'ufficio presidenziale. Fino a ieri erano del tipo: 'Ci daranno i Tomahawks'. Oggi: ‘i Tomahawks non risolvono la guerra con la Russia’. Mi ricorda Esopo con ‘La volpe e l'uva’»
Il canale Telegram ‘Resident’ ha reso noto il nome del responsabile del flop: Andriy Yermak! Zelensky ha accusato il suo n.2 di non aver saputo avvicinare il mediatore Whitkoff.
Così è guerra anche dentro l’ufficio del presidente scaduto.
‘El Pais’: «L'incontro tra Trump e Putin a Budapest non è solo un evento diplomatico, ma il simbolo di un cambiamento radicale nella politica occidentale. Per i capetti europei, dice il quotidiano spagnolo, si tratta di un ‘incubo politico’. Orbàn da nemico che era diventa mediatore. E’ un’Europa indipendente torna a parlare con Mosca. Trump e Putin non minacciano l'unità dell'Ue: dimostrano che proprio non esiste.
In Russia dicono apertamente che adesso Zelensky è in pericolo!
L’esperto militare Marat Bashirov ha scritto: «Se gli Stati Uniti mettono Zelensky sotto pressione e avviano negoziati seri, allora gli inglesi (che sono contrari fin dal primo minuto) per far fallire tutto devono rimuoverlo in fretta. E fare in modo che i giornali siano pieni di titoli: “Una spia russa ha avvelenato Zelensky, mescolando Novichok alla sua cocaina, e costringendolo a mangiare una caramella al radio”. I negoziati di pace Usa-Russia fallirebbero e il generale Zaluzhny scenderà immediatamente su Kiev e instaurerà la sua giunta militare. La domanda: è possono gli americani garantire la protezione di Zelensky?»
E’ arrivato il momento che il dittatorello nazista scompaia proprio con l’aiuto di Donald Trump. Gli americani lo hanno portato alle stelle e, se farà attenzione agli inglesi, gli americani lo porteranno a ‘stalle’ dorate.
21 ottobre 2025
Giuseppe Sardini Le ore sono contate.
Zelensky ha finito di fare il condottiero: è duro ammetterlo per lui e per i tutti i suoi sponsor, ma basterebbe avere un grammo di cervello più delle amebe per capirlo. Trump e Putin si incontrano; non si incontrano; niente cambia. Possono parlarsi al telefono e non farcelo sapere mai, a meno che la Schlein e Giuseppi gli impongano di venire a riferire in parlamento.
«Un'ora, segnata dal destino, batte nel cielo della nostra Patria. L'ora delle decisioni irrevocabili!». Se il piccolo dittatore ha letto qualche libro, sa che a pronunciare quella frase fu Mussolini il 10 giugno del 1940: era la dichiarazione di guerra dell’Italia alla Francia e all’Inghilterra.
Per lui, invece, la dichiarazione deve essere di resa. E’ finita. Nessuno è più interessato alle sue costose imprese.
Ma la sua ora è - se possibile - ancora più spaventosa. Solo le amebe non capiscono che non può firmare niente a Putin e Trump. Non la resa, né le concessioni territoriali, né l’abbandono delle aspirazioni di entrare nel Club guerriero della Nato. Nessuno accetterebbe mai la firma di un presidente decaduto, né quella di un parlamento illegittimo come il suo presidente. Lo diciamo da un anno! Ci sono due ostacoli che Putin e Trump conoscono. Qualsiasi accordo firmasse con i russi, due minuti dopo verrebbe ammazzato dai suoi nazisti. La Kallas e la Melensky e la von der Lidl si strapperebbero i biondi scalpi accusando Putin. Sarebbe il caos in Ucraina.
La guerra civile del popolo contro i nazisti del governo, dalla capitale all'ultimo villaggio. E la Russia arriverebbe a Kiev senza più sparare un colpo. Come in Crimea.
La resa, la pace, le concessioni territoriali possono essere accordate solo con un referendum popolare. Finché c’è Zelensky non se ne parla (come per le elezioni cancellate un anno fa). E nemmeno se scoppiasse una guerra civile.
E questa è l'unica soluzione che gli staranno suggerendo quelli non assimilabili alle meduse: vattene via stanotte. Salvacondotto per i gerarchi nazisti di bankova. Niente guerra civile. Nuove elezioni; nuovo presidente ‘amico’ degli americani; nuova Verkovna Rada (parlamento); referendum e Pace definitiva con la Russia.
Se Zelensky gioca a scacchi e non da più ascolto alle amebe della Ue, vede che non ha più mosse da programmare. E’ arrivato il momento di buttare giù il Re. Di prendere quell’elicottero senza il rischio di essere buttato di sotto e gridare dal finestrino agli ucraini: «Scacco matto!»

24 ottobre 2025
E’ arrivato il lecchino a Washington e Trump ha fatto l’ennesima capriola carpiata, tripla, all’indietro, con salto mortale, ecc. ecc.
Ha dichiarato a quell’imbecille sorridente di aver ‘cancellato’ il vertice con Putin. «Ma lo avremo in futuro. Non mi sembrava la cosa giusta, mi sembrava che non saremmo andati nella direzione in cui avremmo dovuto». Ha imparato dalla Melensky. Poi ha aggiunto che si augura che con le nuove sanzioni il leader del Cremlino diventi più ragionevole. Più tardi Marco Rubio, segretario di Stato Usa, ha dovuto smorzare i toni: «Vorremmo ancora incontrare i russi. Saremo sempre interessati a un dialogo se ci sarà l’opportunità di raggiungere la pace».
Tra qualche giorno Trump incontrerà Xi Jinping, e subito dopo tornerà a condannare la puerile arroganza di Zelensky. Ma un grande Paese e i grandi leader non fanno i ballerini professionisti. Hanno un’impostazione mentale che non cambia a seconda del vento o delle risate di un idiota diventato segretario generale della Nato. Trump e i capetti europei stanno facendo ridere i nazisti ucraini, e ai russi non interessa. Stia attento Trump, ché la mano di Putin potrebbe diventare assai meno 'leggera' ... Che farebbe l'America? Entrerebbe in guerra con la Russia?
Zelensky, europei e Trump vogliono il cessate il fuoco in modo da usare quel tempo per riempire l’Ucraina di nuovo di armi, missili e soldati chiamati ‘mercenari’. Lo hanno già fatto dopo gli accordi di Minsk e i russi non ci ricascano più.
Vogliono la pace? E’ facile: i russi lo ripetono da quando è iniziata le guerra e nei dieci anni precedenti: Crimea e tutto il Donbass a Mosca. Via le sanzioni e via Zelensky con i nazisti dall’Ucraina demilitarizzata, denazificata e senza Nato.
Fino a che non accetteranno queste condizioni, tutto il resto sarà una pagliacciata di capetti senza valore e senza onore: per colpa loro centinaia di migliaia di ucraini continueranno a morire sotto i colpi dell’esercito russo.
E quello scemo ride!

26 ottobre 2025
Ricordiamo cosa ha detto il presidente russo Vladimir Putin quando è iniziata l'operazione militare in Ucraina perché non molti ricordano, e vale la pena ricordare tutto
Vladimir Putin:
Non ho mai voluto una guerra e non l'ho mai iniziata.
Quello che stiamo facendo non è guerra.
Ho lanciato un'operazione militare per salvare il mio popolo dai fascisti neonazisti che da anni uccidono persone pacifiche e innocenti, russi e non solo russi in Ucraina ho lanciato un'operazione militare per difendere il mio paese dalle basi NATO.
Ho iniziato un'operazione militare per fermare il nuovo ordine mondiale perché questo ordine è contro l'umanità.
Se iniziassi una guerra tutto sembrerebbe diverso!
La Russia userà tutte le armi, i fondi, solo se attaccata da un attacco nucleare e spero che il mondo non paghi per l'Ucraina o meglio per il fascismo in Ucraina.
Guerra nucleare significa la fine del mondo e io non la voglio.
Zelensky chiama la NATO per una guerra nucleare e spero che non facciano un errore del genere perché mettono a rischio la sicurezza del mondo. Le loro armi nucleari anche se sono dirette a noi tutto il mondo pagherà perché le armi nucleari non cadono in un posto e bastano 15 armi nucleari per distruggere la terra.
È impossibile vivere su questo pianeta. Non voglio una guerra, e siccome non ho una guerra, ho lanciato un'operazione militare!
Voglio un mondo gentile dove le persone possano essere persone, voglio un mondo puro di persone di fede, voglio un mondo senza fascismo.
Voglio bere acqua pulita e respirare aria pulita.
Se quella che ho iniziato in Ucraina fosse una guerra, dell'Ucraina non rimarrebbe nulla. Abbiamo protetto e preservato i pacifici, innocenti, civili. La guerra è quando i civili, gli innocenti, la pace non vengono protetti, la guerra è ciò che fa la NATO in tutto il mondo. La Russia nella sua storia ha sempre combattuto per salvare vite.
Molte persone nel mondo oggi danno la colpa alla Russia e a me semplicemente perché molte persone non sanno nulla, e la propaganda contro di noi è enorme, ma so che oggi, domani o un giorno, il mondo capirà.
Molti nel mondo non sanno che da anni i fascisti ucraini preparano una guerra contro la Russia e le atrocità contro russi e altre nazioni, anche contro le proprie. Per anni e anni..
Cosa farebbe un altro paese, non so, ma noi siamo la Russia, e proteggiamo sempre noi stessi, il nostro paese e le persone, anche il mondo e ovviamente ci siamo dimostrati tante volte nella storia del mondo.
Capiranno perché c'è questa guerra e qual è lo scopo, ogni cosa ha il suo tempo.
Certo che si continua a dire che la Russia perderà, ma come è possibile uno scenario del genere. Non abbiamo opportunità da perdere quando si tratta di noi stessi e della nostra sicurezza.
Se non avessi iniziato un'operazione militare, sarebbe iniziata la terza guerra mondiale.
Ucraina, il governo ucraino minaccia la nostra sicurezza, e noi abbiamo il dovere di difenderci. Se aspetti che reagiremo quando minacciano la Russia, non conosci la Russia.
Non voglio una guerra con la NATO UE e in Ucraina salviamo il nostro paese e la nostra gente questa non è una guerra. Questa è la salvezza.
Quando si tratta di escalation, siamo pronti per le nostre risposte nel caso in cui altre parti intervengano e iniziino una guerra contro di noi, e la nostra risposta sarà fulminea e distruttiva.
Quando si tratta di grandi, forti, come le armi nucleari, segnalo che la Russia ha molte armi forti, ma spero che non le usiamo per la stupidità dell'Europa e della NATO.
La guerra moderna contro la Russia non può essere vinta sul campo di battaglia. Sii nostro amico e non c'è migliore amico della Russia per un paese e per una persona.
E questo è il commento della donna russa??
"Perché sto piangendo? " Perché sono felice, felice di salvare il nostro paese e la nostra gente, e cosa faresti al mio posto, questo è un problema tuo.
Sì, quello che sta accadendo in Ucraina è una tragedia, ma la Russia non è colpa di questa tragedia perché altri hanno iniziato una guerra contro di noi e noi ci difendiamo.
E con mia gioia e onore, la Russia ha sempre difeso i suoi cittadini, il paese e gli interessi nazionali. Non smetteremo mai di difenderci,,
E non commenterò queste parole perché so che la maggior parte dei russi pensa e considera allo stesso modo…
04-12-2025

ACCORDO STORICO O ACCORDO DEL "PIFFERO"
Si spera che la guerra in Ucraina termini quanto prima ma i nostro burocrati prezzolati che ci rappresentano in Europa, dopo aver bloccato ogni trattativa di mediazione avviata da Trump, stabiliscono che tutti i paesi europei non potranno più approvvigionarsi al più economico gas russo. Dovremo tutti rivolgerci agli Stati Uniti e ai loro alleati. Dato che il petrolio americano scarseggia e lo estraggono in molte aree tramite fracking, cioè fatturazione della roccia con l’esplosivo. Da notare che il divieto di approvvigionarsi di gas e petrolio russo scatterà nel 2027 quando se la guerra non sarà finita i russi saranno arrivati a Kiev e Zelensky sarà su una spiaggia tropicale a godersi i miliardi che ha rubato o, spero, in una galera a pagare per il furto e per le centinaia di migliaia di morti. Ma possiamo lasciare decisioni così vitali per tutti noi a burocrati che vengono trovati con le valigie piene di dollaroni o ad arpie che, dietro lauti compensi, si sono dimenticate cosa sono i beni comuni? Se poi non li beccano con le valigie non significa assolutamente che non siano stati corrotti!! Solo dei corrotti possono ostacolare un trattato di pace che salverebbe decine o centinaia di migliaia di vite umane!!!

IL DESTINO DELL'UCRAINA
“Non sarà Zelensky a firmare gli accordi, leader Ue in un vicolo cieco, deciderà tutto Trump”
Sulla guerra in Ucraina Trump dà ragione a Putin. Vuole chiudere il conflitto sconfessando la UE: se la Russia non è un nemico cade il riarmo europeo
Adesso anche Christine Lagarde, presidente BCE, dice che c’è un modo per usare gli asset russi all’estero e aiutare l’Ucraina con 210 miliardi. Anche se il premier belga De Wever è pronto a ricorrere alle vie legali. Quella europea è l’iniziativa di una classe politica messa alla porta dall’accordo strategico USA-Russia. Trump, spiega Maurizio Boni, generale di Corpo d’armata e opinionista di Analisi Difesa, ha deciso che vuole una stabilità strategica con Mosca, che Putin ha ragione sulla guerra in Ucraina, tanto è vero che il presidente USA non vuole più che la NATO si espanda.
Dietro c’è la sua concezione di un mondo in cui contano essenzialmente gli accordi bilaterali. Ma se la Russia non è un nemico, anche il riarmo europeo non ha ragione di essere. Un problema rilevantissimo per un’Europa che dovrebbe cambiare leader e ripensare al suo futuro.
Intanto Macron, Merz e Starmer hanno telefonato a Trump, secondo fonti francesi, “per cercare qualche progresso”.
Trump ha dato un ultimatum a Zelensky. Non ci sono più spazi per mediare?
Dopo la pubblicazione della National Security Strategy credo che non ci sia più spazio per altre congetture o interpretazioni di quello che sta avvenendo. Il documento di Trump non solo definisce come interesse fondamentale per gli Stati Uniti la stabilità strategica con la Russia, ma dice che bisogna prevenire la realtà di una NATO in perenne espansione.
Di fatto è il riconoscimento che per lui i russi sulla guerra in Ucraina avevano ragione?
È scritto anche nel piano dei 28 punti: Trump, pur di concludere la guerra, riconosce quelle che ne sono state le cause, assecondando il punto di vista russo. Una posizione che non si può equivocare. Se agli USA occorre una stabilità strategica con la Russia, tutto il resto si deve adattare. E ciò avrà conseguenze. D’altronde se Zelensky si dice pronto ad affrontare il voto nel giro di due o tre mesi, sapendo benissimo che le perderà, glielo avranno chiesto gli americani.
Dunque gli Stati Uniti stanno premendo sul presidente ucraino perché ceda.
Se è vero che l’FBI ha aiutato l’Ucraina a istituire e a far funzionare le agenzie contro la corruzione e ogni giorno che passa emergono più dati su queste inchieste, c’è sicuramente l’influenza degli Stati Uniti, che stanno cambiando le condizioni all’interno del Paese. L’accelerazione della narrativa degli scandali è stata incredibile. Sono mesi che l’ipotesi della rimozione di Zelensky è sul tavolo, ora sono maturate le condizioni: c’è un accordo strategico Mosca-Washington.
Questa intesa cosa comporterà?
Si parla di un patto di non-aggressione tra NATO e Russia, di una delega degli americani (molto vaga) agli europei per la gestione di alcuni aspetti di un’Alleanza atlantica di cui si vogliono ridefinire i contorni. Tutto questo spiazza completamente chi voleva proseguire la guerra a tutti i costi e vedeva in Mosca un nemico strategico che gli Stati Uniti non riconoscono più. Adesso sarà difficile che una certa leadership politica possa rassegnarsi e cambiare rotta quando fino all’ultimo momento è stata favorevole alla guerra.
Zelensky ha modificato il piano con gli amici europei e ieri sera lo ha sottoposto agli USA. Una posizione velleitaria?
Gli amici europei in realtà sono Germania, Francia e Gran Bretagna. E gli altri? Si dovrà aprire un dibattito su come si deve comportare l’Europa, cominciare a definire il futuro.
Di fronte a un alleato come Trump che dice loro che hanno sbagliato tutto cosa possono fare gli europei?
Il problema è proprio questo. Ma non può essere la stessa classe politica che ha gestito il conflitto a parlare del futuro: non si rassegneranno mai. Zelensky non cede sul Donbass, ma i russi hanno detto chiaramente che se gli ucraini non se ne vanno lo prenderanno con la forza. E questo è talmente chiaro che neanche Trump prova più a riproporre il discorso. Però il presidente USA vuole concludere in fretta la guerra: quello che c’è scritto nel documento sulla strategia di sicurezza nazionale è inequivocabile.
Trump sembra abbia in mente un ruolo di assoluto vassallaggio per l’Europa: dovremo rassegnarci a questo?
Rispetto al passato non vedo alcuna differenza. Trump lo ha solo messo nero su bianco. Vuole un’Europa possibilmente di razza bianca e frammentata in Stati nazionali: secondo lui prevale il rapporto tra Stati e il ricorso alle organizzazioni internazionali appartiene al passato. Per questo accetta di buon grado che la NATO metta fine alla politica di espansione, il che la condanna inevitabilmente all’irrilevanza. Ora gli americani diminuiranno sensibilmente la loro presenza in Europa e questo farà cadere automaticamente la narrativa dei russi alle porte.
Elimina anche il presupposto sulla base del quale è stato costruito il piano di riarmo europeo?
Se gli americani non mettono come priorità la difesa dell’Europa, significa che l’Europa non è minacciata da nessuno. E questo spiazza tutta la classe politica che ha investito su questo discorso. Il riarmo UE è basato sulla minaccia russa. Se gli americani improvvisamente dicono che non esiste, è un cambio di prospettiva devastante.
La UE, però, sembra andare ancora per la sua strada. La Lagarde disserta su come utilizzare gli asset russi per garantire 210 miliardi all’Ucraina, anche se il premier belga è contrario e vuole adire le vie legali. Si andrà avanti così?
Per questo dico che è impossibile affrontare il futuro con le stesse persone che hanno gestito malissimo il passato e stanno gestendo molto male il presente. A questo punto è auspicabile un cambiamento politico a livello europeo: è necessario.
Zelensky accetterà o no le condizioni russe?
Poco importa. Putin ha sempre detto che non firmerà niente finché ci sarà lui, non lo riconosce perché il suo mandato è scaduto. Al presidente ucraino avranno promesso un futuro da qualche parte: non sarà lui a firmare gli accordi. Le elezioni Trump le vuole subito per trovare qualcuno che possa sottoscrivere un’intesa.
Merz, Macron e Starmer hanno telefonato a Trump per “fare progressi” nella trattativa. Un accordo di pace del tipo di quello voluto da russi e americani può mettere in crisi e far crollare le leadership europee?
Se gli Stati Uniti impongono la pace in questi termini, non ci sarà spazio per nessuna iniziativa da parte degli europei, perché a questo punto andrebbe chiaramente contro gli Stati Uniti. E l’Europa una cosa del genere non potrebbe farla.
C’è una grossa incognita sul futuro dell’Europa ma non se ne vuole parlare?
Bisogna pensare al futuro, a chi vogliamo essere, con l’incognita che la prossima amministrazione USA cambi tutto. La situazione attuale dipende dal fatto che si è voluto compiacere l’amministrazione Biden; dopo, però, gli americani hanno cambiato idea.
Lavrov intanto ha ribadito che la Russia reagirà se dovessero entrare truppe di Paesi NATO in Ucraina. Un’ipotesi ancora sul tavolo?
Ma sono solo due o tre Paesi che continuano a parlare di questa ipotesi di impiego. E il resto dell’Europa non li sta a sentire. E poi Macron è in bilico, Merz lo segue a ruota e Starmer ha uno strumento militare che è minimo.
Intervista di Paolo Rossetti al Generale Maurizio Boni

13-12-2025
UN PO' DI VERITA' SULL'UCRAINA AI PITECHI DI CASA NOSTRA.
(da un post di Viktor Prikhodko, Ucraino nato il 17 marzo 1957 a Kyiv)
Mi dicono spesso: "l'Ucraina nel 1991 'ha ottenuto l'indipendenza e la libertà'".
Una bugia: ha ereditato un paese già pronto con le fabbriche, la scienza, le università, l'industria aeronautica, spaziale e navale, con la scuola di ingegneria, con milioni di persone istruite.
Non aveva bisogno di "nascere", aveva bisogno di non autodistruggersi, ma questo è esattamente ciò che ha fatto: l'Ucraina (capitalista Ndr Occidentalizzata) ha tagliato, venduto, diviso e saccheggiato.
La strategia è stata sostituita dal saccheggio, lo sviluppo dalla privatizzazione, lo stato dal mercato: le fabbriche sono finite alla demolizione, gli istituti di ricerca sono stati affittati, gli ingegneri sono andati all'estero e gli scienziati sono finiti nel nulla.
Un paese che costruiva missili ha iniziato a vantarsi di esportare persone per lavorare come braccianti in altri paesi, dal costruire navi è diventato un paese di minibus e sussidi, DAL PROGETTARE IL FUTURO E' DIVENTATO UN PAESE CHE SOPRAVVIVE NEL PRESENTE.
Ma questo non è stato sufficiente: per non assumersi la responsabilità della distruzione, c'era bisogno di un mito, per non parlare di economia hanno inventato un culto, per non costruire, hanno iniziato a odiare: E DUNQUE IL PASSATO E' STATO DICHIARATO NEMICO, LA COMPLESSITA' E' UN CRIMINE, IL DISSENSO E' UN TRADIMENTO.
Invece di costruire e sviluppare il paese, hanno inventato un nuovo slogan: "Esercito, Lingua, Fede", e quando l'esercito è al primo posto, significa che il paese ha già perso l'economia; distruggendo la scienza e chiudendo gli istituti di ricerca, non si pianifica il futuro; DISTRUGGENDO LA FEDE IN DIO, IMPRIGIONANDO I SACERDOTI E FACENDO DIVENTARE LA FEDE UNA PARTE POLITICA, la società finisce. HANNO DECISO CHE LA LINGUA DEL VICINO ERA LA LINGUA DEL NEMICO.
Hanno designato i nemici, hanno riscritto le biografie, hanno sostituito lo sviluppo con la mobilitazione: NON HANNO OTTENUTO UN PAESE, MA UN FRONTE!
Perché la guerra non cade dal cielo, la si coltiva anno dopo anno sulle rovine delle fabbriche, sulle cattedre vuote, sull'odio che prevarica sul pensiero; un'eredità può essere sviluppata, preservata, incrementata oppure maledetta, bruciata e attribuita ad altri.
L'Ucraina avrebbe potuto essere uno stato forte, tecnologico, sovrano, complesso: HA SCELTO DI ESSERE CORROTTA, MALVAGIA E DISTRUTTA.

29 gennaio 2026
Nuovo atto nella performance tragicomica del pagliaccio di Kiev. Lo racconta il Il quotidiano tedesco ‘Junge Welt’.
Il nanetto pretende ufficialmente che la Russia ritiri l’opinione legale che lo ritiene ‘scaduto’ come uno yogurt qualunque e che quindi un accordo definitivo possa essere discusso solo dai due leader: lui e Putin! Pare che in Russia abbiano riso anche le matriosche!
E sono ripresi i bombardamenti sulle città ucraine.
Zelensky si è convinto di essere più furbo di tutti e tutti prende in giro, Trump compreso. I negoziati di pace tra le delegazioni americane, russe e ucraine, le ha in pratica declassate a ‘chiacchierate’ tecniche. Il vero accordo possono farlo solo i due Capi.
Se Trump non si offende per la perdita di tempo che gli provoca questo scemo, è un problema suo.
In fondo il furbo vorrebbe essere considerato presidente a tutti gli effetti, per tornare in carica e poter decidere che non ci saranno elezioni nuove finché ci sarà la guerra. ? Di fatto, non lascerebbe il potere e sarebbe libero di continuare il conflitto con la Russia, usando i soldi dell’Europa per comprare le armi americane.
Come ha detto Rutte: "l’Europa non ha e non può produrre quello che serve agli ucraini per battere i russi, quindi Zelensky deve essere lasciato libero di decidere come usare i 90 miliardi della Ue.
Roba da matti. Sembra il gioco delle tre carte tra Rutte, Zelensky e Bruxelles su come si fa sparire una montagna di soldi, ma in realtà gli ucraini e i russi cadono a migliaia. Qualcuno deve metterci le mani per fermare questa carneficina e all’orizzonte c’è solo Putin in grado di farla finita con quel tossico nazista che sta causando questa immane tragedia.
1 febbraio 2026


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