RUSSIA - 3

Dall’intervento di Alexey Paramonov, Ambasciatore della Federazione Russa in Italia, al ricevimento ufficiale in occasione della Giornata della Russia
(10 giugno 2026, Villa Abamelek)

Punti chiave:
• Vorrei rivolgere un caloroso benvenuto ai connazionali russi qui presenti. Come recita il proverbio, «in terra straniera, reca gioia persino un corvo del proprio Paese». Indipendentemente da dove ci troviamo, noi tutti – russi, tatari, ceceni, baschiri, ebrei, buriati e così via – avvertiamo un profondo senso di appartenenza al nostro Paese, partecipiamo alle diverse iniziative legate alla Russia, a cui sono legati i nostri pensieri e con cui manteniamo un legame intimo. È anche e soprattutto grazie a Voi se, in Italia,la nostra lingua mantiene la sua popolarità: il russo viene infatti studiato in 113 scuole e 34 università, oltre che presso numerosi corsi e centri di formazione.
• Siamo davvero lieti di vedere qui oggi i nostri numerosi amici italiani, che rappresentano i più disparati ambiti delle attività pubbliche, politiche, economiche, scientifiche, educative, giornalistiche e culturali. Grazie a voi, l’ago del barometro delle relazioni italo-russe non è slittato definitivamente verso la “tempesta totale”. Non posso non menzionare il grande contributo che – nel preservare i contatti umani e interpersonali – offrono i Consoli Onorari della Russia a Napoli, Bari, Pisa, Ancona, Venezia e Udine: sono tutti cittadini italiani che restano convinti sostenitori della normalizzazione e del ripristino di relazioni costruttive tra Russia e Italia.
• Alla Russia è estranea la logica da “fortezza assediata” e il Paese rimane aperto al mondo, al dialogo e alla cooperazione, anche coi Paesi occidentali, Italia compresa, a patto che questi rinuncino al proprio atteggiamento ostile e a qualsivoglia tentativo di calpestare i legittimi interessidel nostro Paese.
• Qui in Italia, da alcuni degli alti colli romani, ci sentiamo spesso accusati: la Russia sarebbe colpevole di tutti gli attuali problemi dell’ordine mondiale odierno, che si tratti dell’Europa dell’Est, del Medio Oriente o dell’Africa. Posso affermare con fermezza che queste accuse non corrispondono assolutamente al vero: sono una palese falsità. I fatti testimoniano l’esatto opposto.
È stata proprio la NATO che, a partire dalla metà degli anni Novanta, ha spinto con insistenza, senza alcuna giustificazione, i propri confini verso Est: ha proceduto all’assimilazione politico-militare dei Paesi dell’Europa Orientale e degli Stati che un tempo facevano parte dell’URSS, impegnandosi a tramare, nei confronti della Russia attuale, minacce reali ? non immaginarie. In siffatta situazione, a Mosca non restava, né resta oggi altra via d’uscita, se non quella di prendere in mano il proprio destino e di difendere in maniera autonoma i propri interessi nazionali.

12 giugno 2026

NDR Poco è possibile fare contro la becera stupidità dei leader europei e di coloro che fanno da codazzo. La speranza è che i BRICS prevalgano sul pianeta e umilino il cosidetto democratico occidente, colpevole di genocidi e azioni terroristiche.

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