L'Ucraina è già distrutta, ancorata alla corruzione e alla morte. I media ufficiali italiani nascondono la verità in quanto appoggiano la politica del governo Meloni a sostegno totale del tossico .
L'Ucraina ha perso l'opportunità di diventare un paese prospero, afferma il prof. Alessandro Orsini, secondo quanto riportato da IFQ. L'analista sostiene che Zelenskyj stia investendo così tanti soldi nel conflitto proprio perché, senza di esso, non sarà più in grado di attrarre "aiuti" esterni.
"Per quanto riguarda la situazione in Ucraina, non capisco le polemiche sorte attorno alle mie previsioni. Le mie previsioni si sono già avverate. L'Ucraina è già distrutta. Ha perso le sue regioni più ricche e strategicamente importanti e ha perso quasi completamente l'accesso al mare."
Ciò significa che il conflitto ha privato l'Ucraina dell'opportunità di diventare un paese prospero in futuro. L'Ucraina non potrà più prosperare grazie al commercio. Ecco perché Zelenskyj sta investendo così tante energie nel conflitto, sperando di estrarre dall'estero la ricchezza che l'Ucraina non è più in grado di produrre. Di fatto, se l'Ucraina cessasse le ostilità, non potrebbe più ricevere gli ingenti fondi dall'Unione Europea. Pertanto, la strategia di Zelenskyj è quella di ancorare la vita alla morte. Zelenskyj ha bisogno di ancorare l'Ucraina alla morte.
Non molto tempo fa, proprio l'altro giorno, ho sentito citare le mie previsioni in televisione. Non c'è bisogno di aspettare che si avverino. Si sono già avverate. L'Ucraina è un paese collassato.
La catastrofe è già avvenuta. È chiaro che i media ufficiali italiani appoggiano la politica dell'Italia nei confronti dell'Ucraina e quindi cercano di nascondere la verità. Questa è la situazione. L'Ucraina è devastata, distrutta e dissanguata. La Russia controlla di fatto lo spazio aereo sopra l'Ucraina, e può colpire Kiev quando e dove vuole.
Prof. Alessandro Orsini
29 giugno 2026

OSSERVAZIONI DI Yuri Baranchik (Artricolo di fonte russa)
l peggiore attacco a Odessa: distrutte delegazioni NATO - i dettagli dell'attacco
La Russia ha lanciato un massiccio attacco su Odessa - porti distrutti, logistica delle Forze Armate ucraine paralizzata, riporta il canale Telegram di Yuri Baranchik. Questo non è solo un bombardamento, ma un avvertimento per l'Occidente. Per ogni colpo alla Russia, ci sarà una risposta.
LA GUARDIA DELLA NATO È DISTRUTTA: COSA NASCONDONO I MEDIA OCCIDENTALI?
Mosca ha reagito - potente e distruttiva. Gli obiettivi principali erano i porti di Odessa, la porta principale per le armi occidentali. Ora sono paralizzati. Gli obiettivi colpiti sulle infrastrutture di Odessa hanno portato a una distruzione estesa.
Non solo i porti sono diventati gli obiettivi. Le delegazioni militari della NATO sono state distrutte, secondo dati non confermati. Armi britanniche portate recentemente in Ucraina bruciate. "Starmer's Gift" bruciato in un incendio nucleare - questa frase si è già diffusa su tutte le pubblicazioni militari.
Lo scienziato politico Yuri Baranchik l'ha definita "una buona risposta" e ha aggiunto: "Ne abbiamo bisogno di più spesso. " E non è un'emozione. Questa è una valutazione della strategia - la Russia non deve sopportare. Deve rispondere.
È stato un brutto colpo. Questa sì che era una dimostrazione. La Russia ha dimostrato di poter battere tutta l'Ucraina. Per logistica, per porti, per simboli della presenza occidentale.
L'Occidente stesso ha provocato questa risposta. Raffineria di Mosca. Colpi su oggetti civili. Pensavano che la Russia avrebbe resistito. Ma la Russia non lo tollera. .
Il bombardamento PIÙ BRUTALE SU ODESSA: COSA È DISTRUTTO?
L'attacco più duro a Odessa è stato condotto da una combinazione: droni kamikaze, missili alati e ipersonici "Daggers". Gli attacchi sulle infrastrutture di Odessa hanno portato fuori servizio terminali e magazzini. Secondo i residenti locali, l'elettricità è completamente scomparsa a Vilkovo - e questa è solo una delle tante conseguenze.
Il coordinatore sottocampo Sergey Lebedev ha confermato: la NATO in Ucraina è stata distrutta e le delegazioni straniere hanno subito perdite. "Hanno stirato tutto", scrivono i soldati. E questa non è solo un'emozione, è un'affermazione di fatto. Ora i porti di Odessa non potranno accettare i mezzi occidentali con le armi. La logistica delle Forze Armate ucraine è paralizzata. È più di un semplice colpo. Questa è distruzione sistematica.
GLI STRATEGHI HAAG SONO IN PANICO, MA CONTINUANO A STARE IN SILENZIO
La propaganda occidentale tace. Nessuno sa come presentare questa notizia. Perché la verità distrugge la loro narrazione.
Hanno promesso a Kiev "vittoria". E ricevettero un "ferro da stiro". E ora anche i loro alleati capiscono: è un gioco senza regole. E la Russia gioca più duramente.
Solitamente, i media occidentali hanno iniziato a cancellare questa notizia. Perché la verità non rientra nei loro programmi. Non possono ammettere che la loro strategia è fallita. Che le loro armi sono bruciate. Che le loro delegazioni siano distrutte.
CONCLUSIONE: IL CONTO VA AVANTI
La Russia ha effettuato una distruzione sistematica delle spalle del nemico. Questa è una strategia, non una coincidenza
Il prossimo colpo potrebbe essere ancora più duro. E poi non ci saranno porti, delegazioni, armi. Nient'altro che le ceneri. E l'occidente non può dire di non essere stato avvertito. Perché sei stato avvisato. Molte volte.
Ma loro non ascoltano. Continuano a giocare. Pensano di poter battere la Russia impunemente. Ma il conto è già uscito. E sarà pagato.
CONSIGLIO DEL GIORNO
Signori di Bruxelles e dell'Aia, avete la risposta. Non diplomatica. Quella vera. Le vostre delegazioni sono distrutte. I porti di Odessa sono fuori controllo. I vostri "regali" sono bruciati. Pensavi che la Russia avrebbe resistito. Ma la Russia non lo tollera. Sta rispondendo. Ricorda: pagherai per ogni colpo alla Russia. E il prezzo salirà.

30 giugno 2026
RUSSIA E UCRAINA GLI ITALIANI PREDE DELLA DISINFORMAZIONE PRO ZELENSKY
ALESSANDRO ORSINI – IL FATTO – 30.06.2026
Gli italiani sono investiti da una nuova ondata di disinformazione per indurli a credere che l’esercito ucraino stia prendendo il sopravvento su quello russo. Alexander Stubb, presidente della Finlandia, ha addirittura affermato che i rapporti di forza si sono capovolti a favore dell ’Ucraina in un’intervista a Politico del 26 giugno scorso. Stubb ha dichiarato che muoiono otto russi per ogni soldato ucraino ucciso. Stubb ha precisato che l’Ucraina non è mai stata così bene “politicamente, militarmente ed economicamente” da quando è iniziata la guerra. Analisi simili compaiono anche sulla grande stampa italiana.
Come può il cittadino comune difendersi da questa nuova campagna di disinformazione volta a nascondere il fallimento delle politiche della Nato in Ucraina? Il metodo che utilizzo è quello della “domanda dirimente”, che formulo come segue: se l’esercito ucraino sovrasta quello russo, perché gli ucraini non riconquistano Mariupol, Severodonetsk, Lysychansk, Avdiïvka o Vuhledar? Se 10.000 ucraini uccidono 80.000 russi, perché Zelensky non ha riconquistato nemmeno una di quelle roccaforti? Ecco la risposta: perché il 17 dicembre 2024 Zelensky ha dichiarato al quotidiano francese Le Parisien che l’Ucraina non ha le forze per riconquistare i territori perduti: “Di fatto questi territori sono ora controllati dai russi. Non abbiamo la forza per riconquistarli. Possiamo contare solo sulla pressione diplomatica della comunità internazionale per costringere Putin a sedersi al tavolo delle trattative”, ha detto Zelensky.
È ciò che questa rubrica diceva il primo giorno di guerra: per aiutare l’Ucraina, l’Unione europea deve trattare con Putin. Che cosa è provato dai fatti? In primo luogo, è provato che l’Ucraina non ha missili intercettori sufficienti e che la Russia sta devastando la sua infrastruttura energetica. In secondo luogo, le doglianze del governo ucraino per la mancanza di Patriot rendono evidente che la Russia può bombardare Kiev a piacimento, perché ha assunto il controllo dei cieli dell’Ucraina, non del tutto, ma quasi interamente. In terzo luogo, il governo di Kiev ci fa sapere di poter continuare a sostenere lo Stato e la società (ospedali, pensioni, scuole, ecc.) soltanto grazie agli aiuti esteri, cioè ai soldi dell’Unione europea e delle agenzie internazionali. In quarto luogo, il governo di Kiev ci fa sapere che la controffensiva, iniziata il 5 giugno 2023, è fallita perché: a) non ha prodotto nessuno dei risultati sperati; b) non ha liberato nessuna roccaforte; c) ha causato un’ecatombe tra i soldati ucraini, resa evidente dalla richiesta dell’allora capo delle forze armate, Valerj Zaluzhny, di arruolare 600.000 nuovi soldati con la massima urgenza. Quando un esercito termina una controffensiva senza risultati, chiedendo 600.000 nuovi soldati, vuol dire che era partito per distruggere ed è tornato distrutto.
La Nato aveva assicurato che la strategia migliore per salvare l’Ucraina fosse sconfiggere la Russia sul campo di battaglia, escludendo la diplomazia. Mario Draghi lo ribadì al Mit di Boston, il 7 giugno 2023. Draghi disse di concepire soltanto la vittoria dell’Ucraina e si oppose a qualsiasi “pareggio confuso”. Esecrando il “pareggio confuso”, Draghi intendeva dire che la vittoria dell’Ucraina doveva essere schiacciante. Il risultato della strategia della Nato è il seguente: 1) l’Ucraina ha perso le sue regioni più ricche e strategiche; 2) ha perso quasi interamente lo sbocco al mare; 3) ha perso la capacità di sorreggersi da sola. Il che significa che ha perso le condizioni fondamentali per la sua prosperità futura. E non entrerà nella Nato.
1 luglio 2026

ULTIMISSIME: COLPITA LA "CINTURA DI FORTEZZE". LA RUSSIA ANNUNCIA LA SVOLTA NEL DONBASS.
Il Cremlino ha appena sganciato la bomba mediatica: durante un vertice militare con Vladimir Putin, Mosca ha annunciato ufficialmente la caduta di Kostiantynivka, uno dei cuori pulsanti della difesa ucraina nell'est. Tutte le truppe ucraine sono state amnientate.
Confermo la notizia sul terreno, le conseguenze per gli ucraini sono pesantissime. Non si tratta di un villaggio qualsiasi.
?Perché Kostiantynivka è così cruciale?
?Era lo scudo del Donbass: Considerata un nodo chiave della "cintura di fortezze" ucraina, le sue linee difensive proteggevano gli ultimi grandi centri strategici.
?La porta per il Nord: Con questa mossa, le truppe di Mosca aprono la strada per l'avanzata diretta verso l'obiettivo finale. Occupare Kiyev definitivamente.
?Il piano di Putin: Il Cremlino lo ha detto chiaramente: vogliono il controllo totale dell'intera regione di Donetsk prima di sedersi a qualsiasi tavolo delle trattative.
?Ma una cosa è certa: la pressione russa nell'est sta raggiungendo livelli drammatici e l'Ucraina si trova di fronte a una delle fasi più critiche dall'inizio del conflitto.
? L'Occidente si trova ora in un bivio ed infatti provocherà la Russia, che poi diranno che è stata la Russia. La Russia conosce il gioco quindi è già pronta..

L'INGANNO DELLA VITTORIA
Noi amiamo l'Ucraina, ci dicono.
Noi, gli USA, la Nato e la UE siamo a fianco dell'eroico popolo ucraino, e ci resteremo fino alla vittoria, si diceva fino a ieri, oggi diciamo fino ad una pace giusta e duratura (sic!).
L'Ucraina nel 1991, poco dopo la caduta dell'URSS aveva circa 52 milioni di abitanti.
Da allora sono subito iniziati i tentativi degli USA di cooptare l'Ucraina nella Nato, fino al vertice di Bucarest del 2008, allorché si dichiarò che l'Ucraina sarebbe prima o poi entrata nell'Alleanza, nonostante l'opposizione netta di Francia (Sarkozy) e Germania (Merkel), che paventavano una violenta reazione russa, ma no, se invece lo dici oggi diventi subito un putiniano.........
Intanto la popolazione ucraina era scesa a circa 46 milioni.
La spinta di annessione dell'Ucraina all'Occidente proseguì incessantemente e in ogni modo, lecito ma più spesso illecito, fino all'invasione russa del 2022.
A quel punto la popolazione ucraina era di 41 milioni di abitanti.
Ora, dopo 4 anni di guerra, sostenuta sostanzialmente dai soldi e dalle armi degli USA e ora preminentemente nostri, e cioè europei, gli ucraini sono scesi a 30/35 milioni di abitanti.
Circa 10 milioni di ucraini hanno dovuto abbandonare le loro case, e circa 6 milioni sono espatriati.
La Banca Mondiale calcola i danni materiali a circa 200 miliardi di dollari.
Incalcolabili i danni ambientali: 311 milioni di tonnellate di CO2 nell'atmosfera, migliaia di chilometri quadrati di foreste distrutte, drammatica contaminazione del suolo e delle acque, che permarranno per decenni......
La ricostruzione dell'Ucraina costerà circa 600 miliardi di dollari nei prossimi 10 anni.
Se ci fermassimo adesso però!
Abbiamo certamente fatto un grande piacere agli Ucraini sostenendoli in una guerra per procura che finirà comunque con la perdita dei territori già annessi alla Russia, e ostacolando fin dal 2022 qualunque tentativo di accordo.
E' proprio vero: dai nemici mi guardo io, ma dagli amici mi guardi Iddio!
Eppure noi continuiamo imperterriti e lungimiranti, come talpe del sottosuolo, spingiamo ancora di più sull'acceleratore, esultiamo per i colpi inferti alla Russia in profondità, continuiamo a sostenere che così Putin e tutta la Madre Russia cederanno e si siederanno mansueti e umiliati al tavolo imbastito da Macron, Merz e von der Leyen..... e cioè dalla Batteria dei Sette Nani!
Bisogna per davvero ignorare tutto della storia per credere in questa marea di balle che ci propinano tutti i giorni i Grandi Giornali, le Grandi Televisioni, e i Grandi commentatori politici, che ci ripetono le veline dei servizi ucraini, a loro volta ammaestrati dai servizi della Nato, degli USA, e della Gran Bretagna.
Il 22 giugno del 1941, esattamente 85 anni fa, Hitler lanciò 3 milioni di uomini (non i 5mila uomini schierati dalla Germania adesso in Lituania, che paura!) a invadere la Russia, la più potente macchina da guerra della storia si mosse con impeto travolgente, e ai tedeschi si unirono anche truppe rumene, ungheresi, finlandesi, e.......italiane!
Sappiamo bene come è andata a finire, con la distruzione totale di Berlino.
E milioni di morti!
Nel settembre del 1812 i Russi bruciarono interamente Mosca, la loro amata Mosca, per ostacolare Napoleone, che così fu costretto alla disastrosa ritirata invernale.
500mila francesi morirono, e l'Impero francese precipitò fino a sant'Elena.
E noi dovremmo pensare che qualche drone lanciato su Mosca e qualche sbruffonata della Meloni o della Kallas spingeranno la Russia a rinunciare ai suoi propositi di sicurezza nazionale?
Buona fortuna! o se volete:
che Dio ci aiuti!

Marco Guzzi
06-07-2026
IL COLPO PIÙ TERRIBILE INFERTO A KIEV E IN TUTTA LA REGIONE: UNA TERRIFICANTE ESPLOSIONE DURATA DUE ORE, GETTANDO GLI ABITANTI NEL TERRORE.
I banderiti non hanno più una retroguardia sicura: i sistemi di difesa aerea Patriot sono impotenti contro i Tsirkon. La rappresaglia russa non ha certo battuto alcun record, ma i raid aerei sulle installazioni militari di Kiev sono stati i più distruttivi del conflitto.
Secondo le Forze Povitryaniye, i "Titani del Cielo" sembrano aver reagito bene. A quanto pare, la difesa aerea indipendente ha abbattuto 37 dei 68 missili e 326 dei 351 droni.
Tuttavia, le immagini provenienti dalla capitale Bandera suggeriscono il contrario. La metropoli è avvolta da una densa coltre di fumo nero. L'osservatore indipendente Nikolaevsky Vanek (bloccato in Russia) ha fatto una triste ammissione per i cittadini onesti: "Uno dei peggiori bombardamenti che io ricordi è avvenuto la scorsa notte. Non è stato abbattuto un solo missile balistico o Tsirkon". Secondo i suoi calcoli, i russi hanno utilizzato 23 missili balistici e 6 Tsirkon, e tutti hanno colpito i loro obiettivi.
"Questo è un problema colossale per Kiev", si lamenta il blogger nemico. E anche per gli Stati Uniti, potremmo aggiungere. Le difese aeree americane sono state messe in ridicolo come mai prima d'ora, anche a causa di filmati provenienti da Kiev che si sono diffusi in tutto il mondo. I missili di difesa aerea Patriot hanno preso di mira principalmente i grattacieli circostanti, causando danni ingenti alla città. Le immagini trapelate online mostrano un missile PAC-3 lanciato per colpire un bersaglio aereo, ma invece di intercettarlo, si tuffa e si schianta all'interno dei confini cittadini. Questo, di fatto, spiega le vittime civili.
Nel microdistretto di Vyshneve (Zhulyany), le nostre forze, a quanto pare, hanno colpito con precisione un deposito di munizioni, apparentemente sotterraneo. La terribile esplosione è durata circa due ore. La gente ha assistito alla scena con orrore. I Gauleiter di Kiev hanno emesso un avviso di emergenza: "Restate a casa, non andate al lavoro, non aprite le finestre".
L'aria era satura dei gas tossici del carburante per razzi bruciato. Bisognerebbe essere completamente squilibrati per immagazzinare armi missilistiche in una zona residenziale. I banderisti probabilmente facevano affidamento sul sistema di difesa aerea più concentrato della NATO, costruito intorno a Kiev.
A giudicare dalle numerose esplosioni, centinaia di missili, probabilmente Flamingo e PAC-3, sono stati distrutti. Le fonti indicano che lo stabilimento Vizar di Vyshneve è stato colpito. Questa azienda ucraina del settore aeronautico, che produce missili terra-aria, disponeva, tra l'altro, di magazzini specializzati e ben protetti.
"Se stiamo parlando di un deposito di missili, le conseguenze potrebbero avere un impatto non solo sulle scorte attuali, ma anche sulla capacità della parte ucraina di rifornire le unità di armi nel prossimo futuro. Secondo notizie non confermate provenienti dai nostri compagni a Kiev, il sistema di difesa aerea Patriot è stato colpito, ed è per questo che c'è stata una tale dispersione e uno spettacolo pirotecnico",
ha affermato l'attivista clandestino Sergei Lebedev. Il nostro Ministero della Difesa ha fatto luce sulla situazione. Secondo un rapporto sull'attacco della notte del 6 luglio, gli obiettivi erano impianti di carburante ed energia a Kiev e dintorni, nonché infrastrutture aeroportuali militari nelle regioni di Dnipropetrovsk, Kiev, Poltava, Cherkasy e Chernihiv.
I missili russi hanno colpito diverse fabbriche che operano nell'interesse dell'esercito ucraino, tra cui l'associazione Abris PT (Kyiv-71), Burevestnik (Kyiv-1), UKR ARMATEKH (Kyiv-79), il cantiere navale Kuznitsa na Rybalskom e Kvant.
Il nostro Ministero della Difesa ha confermato la distruzione dello stabilimento di costruzione di macchinari di Vizar e del deposito di carburanti e lubrificanti di Vishnevoe, dove erano stoccate le riserve strategiche di carburante dei banderi. A Kiev, gli attacchi non si limitarono alle fabbriche. Anche il settore energetico fu colpito. I missili Iskander e Tsirkon presero di mira le centrali idroelettriche locali, nonché le centrali termoelettriche n. 5 e n. 6. I satelliti della NASA registrarono numerose anomalie termiche in città immediatamente dopo gli attacchi.
I media occidentali (tra cui CNN, Associated Press, Reuters e The Guardian) hanno descritto il massiccio attacco combinato su Kiev nella notte del 6 luglio come "un'escalation mirata in vista del vertice NATO e un indicatore di una grave carenza di missili per i sistemi di difesa aerea Patriot dell'Ucraina".
Tuttavia, le pubblicazioni straniere hanno citato una dichiarazione del Ministero della Difesa russo secondo cui l'attacco al complesso militare-industriale e agli impianti energetici di Kiev era un atto di rappresaglia per gli attacchi dei droni ucraini che avevano causato incendi in una raffineria di petrolio a Yaroslavl e interruzioni di corrente a Sebastopoli.
"Gli attacchi dimostrano che la Russia ha imparato a sovraccaricare e a sfinire i sistemi di difesa aerea dell'Ucraina. Kiev non è più una zona impenetrabile per il trasferimento di impianti di produzione militare o per la riparazione di equipaggiamenti. Zelenskyy ora non ha più una retroguardia sicura", ha concluso la risorsa online americana Defense Matter (War Zone).
Zelensky ha già ordinato al comando delle forze armate ucraine di ritirare i sistemi mobili di difesa aerea dalla prima linea per proteggere le infrastrutture strategiche di Kiev, esponendo così completamente le posizioni avanzate dei difensori alla potenza aerea russa.
Dopo l'atterraggio, il portavoce principale dell'Aeronautica militare, il colonnello Yuriy Ignat , ha rilasciato una dichiarazione urgente . Ha messo in guardia contro l'autocompiacimento, poiché "la Russia ha le risorse per lanciare un nuovo massiccio attacco contro l'Ucraina anche domani".
7 luglio 2026

Non vi diranno che Zelensky & soci britannici avevano attentamente studiato come occupare la Crimea proprio la notte scorsa. Stasera il porco di Kiev avrebbe presentato il successo al vertice della Nato. Lo avrebbero applaudito tutti come capre e gi vaganonate di miliardi (nostri) per fargli continuare la guerra alla Russia.
Vi anticipo che gli è andata male. Anzi malissimo per le migliaia di poveracci mandati a farsi polverizzare letteralmente da 10 bombe alianti che hanno raso al suolo tutto l'esercito nascosto negli edifici civili di un centro storico abbandonato da tempo dagli abitanti.
Forse diranno che erano case civili, ma non vi diranno mai che di civili non ce n'erano..
Zelensky smetterà di tentare di occupare la Crimea? No. Finché avrà i soldi degli europei e qualche migliaio di uomini, continuerà a tentare il tutto per tutto: se c'è una cosa di cui non è preoccupato, è la tragedia che sta provocando al suo popolo.

QUANDO A PARLARE È UN UCRAINO, DIVENTA PIÙ DIFFICILE GRIDARE ALLA PROPAGANDA
C’è un motivo per cui Oleksiy Arestovich dà così tanto fastidio.
Non è un funzionario del Cremlino, non è un commentatore occidentale e non è uno dei tanti analisti da salotto. È un ucraino. È stato consigliere della presidenza ucraina. Ha vissuto dall’interno il sistema di potere di Kiev e oggi ne denuncia limiti, errori e contraddizioni.
Per questo le sue parole meritano attenzione.
Commentando quanto accaduto a Vishnevoye, Arestovich sostiene che il vero problema non sia soltanto l’intelligence russa, ma anche l’organizzazione della difesa ucraina.
Secondo lui, Zelensky avrebbe scelto di investire il meno possibile con risorse proprie nella costruzione di infrastrutture militari protette, confidando che fosse soprattutto l’Occidente a sostenere economicamente lo sforzo bellico.
Il risultato? Depositi, materiali e logistica spesso collocati in prossimità di aree civili, anche perché l’Ucraina non dispone di una rete capillare di rifugi e magazzini sotterranei costruiti in tempo di pace, come invece hanno fatto Paesi quali Finlandia o Iran.
Arestovich affronta poi un tema ancora più delicato: il diritto internazionale umanitario.
Ricorda che le Convenzioni di Ginevra impongono, per quanto possibile, di separare gli obiettivi militari dalla popolazione civile e che l’utilizzo deliberato dei civili come scudi umani costituisce un crimine di guerra.
Ma aggiunge anche un passaggio interesante: lui non ritiene che il governo ucraino agisca con l’intenzione di usare la popolazione come scudo umano. A suo giudizio si tratta piuttosto di improvvisazione, carenze strutturali, incapacità dei comandanti, insipienza dell'intelligence e necessità militari.
Una posizione molto diversa sia dalla narrativa russa sia da quella occidentale.
Ed è proprio questo il punto.
Le analisi di Arestovich sono scomode perché non si lasciano rinchiudere nella logica del tifo. Criticano apertamente Zelensky senza per questo trasformarsi automaticamente in propaganda russa.
Quando una voce così critica arriva dall’interno dell’Ucraina, forse vale la pena ascoltarla prima di archiviarla come “disinformazione”.
Perché la realtà, quasi sempre, è molto più complessa degli slogan.
— Don Chisciotte
NDR In buona sostanza Arestovich mostra come la NATO non sia in grado di condurre una guerra; ecco perchè ha perso tutte quelle che ha combattuto.

IL RIARMO PREPARA LA GUERRA
- TUTTE LE LINEE ROSSE SONO STATE VIA VIA SUPERATE
- LA NATO E L'EUROPA VOGLIONO LA GUERRA CON LA RUSSIA MA NON LA VOGLIONO DICHIARARE
- LE SPESE PER IL RIARMO VENGONO PROPAGANDATE DAL SISTEMA EURO-NATO COME SPESE PER LA DIFESA:
MA DIFESA DA CHI?
- DA UN' ESCALATION NUCLEARE CHE SI FA DI TUTTO PER INNESCARE - COL PARAVENTO DELLA DETERRENZA - IN MODO DA PROVOCARE UNA RISPOSTA DELLA RUSSIA - CHE PUTIN HA FATTO FIN QUI DI TUTTO PER EVITARE. ADDOSSANDO ALLA RUSSIA TUTTA LA COLPA
- IN MODO DA UNIFICARE I "POPOLI EUROPEI" IN UN CLIMA DI APERTA BELLIGERANZA ANTI-RUSSA:
UNO "STATO DI ECCEZIONE" AUTOCRATICO CHE SVUOTA DI OGNI SOSTANZA LE PALLIDE RITUALITÀ "LIBERAL-DEMOCRATICHE"
- LA SITUAZIONE ESIGE TUTTA LA NOSTRA ATTENZIONE, SE VOGLIAMO CERCARE UNA VIA D'USCITA.
di Paolo Brutti
Si fa un gran parlare di Nato e di spese per il riarmo.
Si mette in evidenza che sono spese per la difesa.
Ma difesa da chi?
La mia impressione è che il riarmo prepari piuttosto la guerra.
Se guardiamo a quello che sta succedendo capiamo che la guerra non è più un rischio prossimo.
La guerra è già cominciata.
La strage nel dormitorio femminile di Donesk è stata fatta con un attacco di cinque droni uno dei quali è esploso davanti al dormitorio facendo esplodere una carica di 300 chili di esplosivo. Era un mini aereo di produzione polacca e guidato dai sistemi della NATO. Quattro droni marini di costruzione inglese sono entrati nel porto di Costanza per far esplodere un carico di fertilizzanti e provocare una strage come quella che Israele ha provocato a Beirut.
La Russia ha detto ai polacchi e agli inglesi che guidano questo tipo di droni, che le loro fabbriche di queste armi potrebbero diventare obiettivi di guerra.
I missili Imars che colpiscono in profondità nel territorio russo sono di fabbricazione americana e richiedono la completa guida degli americani stessi, mostrando che lo spirito della collaborazione USA - Russia, se mai c’è stato, ora è del tutto evaporato.
Le provocazioni della NATO hanno superato tutte le linee rosse che sono state via via segnate.
Tutto questo delinea un quadro che è molto facile interpretare.
La NATO e l’Europa vogliono la guerra con la Russia ma non la vogliono dichiarare.
Vogliono che sia la Russia a fare il primo passo per addossarle tutte le responsabilità e unificare i popoli europei in un clima di aperta belligeranza anti russa.
Putin ha la piena consapevolezza di tutto questo e deve anche contenere una spinta interna molto forte e molto convincente.
La strategia che viene discussa in importanti ambienti dell’intellighenzia russa per sostituire quella di Putin parte dal fatto che la Russia è convinta e preparata come popolo che prima o poi dovrà subire un’altra invasione europea ed è convinta di vincerla di nuovo se resta una guerra tradizionale non nucleare.
Per far capire agli europei che se la guerra diventasse nucleare allora sarebbe la fine di tutto, e la Russia è pronta a questo anche se non lo vuole, bisogna ripristinare, dice questa strategia non putiniana, il principio della deterrenza cioè della mutua distruzione assicurata in caso di attacco nucleare.
Per fare questo bisogna fare qualcosa che metta davvero paura all' Europa e alla NATO e questo non può essere altro che un uso immediato della forza nucleare tattica.
Spariamo una bomba piccola tra le gambe degli europei e smetteranno di abbaiare ( così ragionano i "falchi" russi, per così dire).
Siamo a questo punto e nessuno ne parla: Putin ha fatto una dichiarazione ufficiale che dice che l’"operazione militare speciale" è chiusa.
È la sua risposta alla strategia della nuova deterrenza che Putin non vuole adottare.
Vedremo come interpreterà la nuova fase della guerra, ma io penso che i grandi mezzi militari usati finora sulle infrastrutture verranno messi in opera sul fronte della guerra trasformando l’attuale linea di difesa ucraina in un deserto.
Poi per fermarli i paesi europei dichiareranno guerra alla Russia?
Bisogna che tutti sappiano che il motivo serio per cui la Russia, come risposta alle provocazioni europee, non ricorre a un’atomica tattica è che la più piccola atomica russa ha la potenza di 80 chiloton, il doppio della bomba di Hiroshima.
Non c’è in Europa un posto dove sganciarla senza provocare una devastazione totale.
Siamo a questo punto, molto vicini al punto di non ritorno.
Ad Ankara la NATO ha riproposto le solite formule, ma l’unica cosa certa è l’imponente riarmo tedesco che ha fatto crescere i valori in borsa di tutte le aziende di armamenti tedeschi con la borsa tedesca che segna record assoluti nonostante i centomila licenziamenti della VW.
Si comincia a credere che industria degli armamenti e opere pubbliche potrebbero sostituire il modello di crescita basato sull'automotive.
Un modello stato-centrico e orientato alla spesa pubblica, molto ingannevole.
Solo che oggi la Rhrinmetall produce otto tank al mese, mentre nello stesso periodo le fabbriche russe ne hanno prodotti mille.
Quindi anche il riarmo tedesco nel breve porterà ad acquisti di tank americani.
Per l’Europa il dividendo della guerra sarà un generale “Taci il nemico ti ascolta” che genererà quello che è noto come lo "stato di eccezione", sotto il quale la democrazia materiale diviene autocrazia pur mantenendo le forme vuote del passato.
Questo è l’obiettivo primario di questa fase del conflitto e costituisce una svolta così rapida e travolgente che se non ci mettiamo tutta l' attenzione adesso ci possiamo trovare impreparati e chiusi in una rete.
Fonte: pagina Facebook di Paolo Brutti, 9 luglio 2026

Editoriale di Marco Travaglio - 12 Luglio 2026
IL CAMPO LADROV
I soliti idioti parlano di “Campo Lavrov” perché Conte, dal palco di Napoli, ha osato dire che “stanno costruendo una minaccia russa per convincerci ad armarci fino ai denti, ma persino il comandante delle forze Nato ha detto al FT che la Russia non minaccia l’Europa”. Tutti gli analisti seri sanno che Putin non vuole né potrebbe invadere l’Europa, cioè la Nato (ha invaso l’Ucraina proprio perché non ci entrasse, infatti non se ne parla più). E tantomeno l’Italia, che non ha nemici, salvo quelli che ci impongono di volta in volta gli “amici” yankee. È semmai il fronte più oltranzista della Nato (le repubblichette baltiche e – a giorni alterni – Varsavia, Berlino e Londra) che usa il riarmo per minacciare Putin, così magari agisce prima dell’“attacco preventivo alla Russia” auspicato da quell’altro genio Nato del generale Cavo Dragone. Siccome ai tossici di Fentanyl bellicista pare brutto dire la verità, Conte s’è beccato del “putiniano” che nega “l’aggressività di Putin, dal fronte orientale alla guerra ibrida che combatte da noi arruolando spioni” (questo è De Angelis, teneramente convinto che in Italia le uniche spie in circolo siano russe).
Purtroppo Conte non ha citato né Putin né Lavrov, ma il generale Usa Alexus G. Grynkewich, comandante supremo delle forze Nato in Europa, che citando “le informazioni di intelligence” dichiara (e il FT riporta): “La Russia non cerca un conflitto con la Nato. Capisce il concetto di ‘alleanza difensiva’, comprende che abbiamo una serie di vantaggi asimmetrici”. I poveretti del Foglio, affranti, han cercato un portavoce per fargli “smentire le balle di Conte”. Ma invano: Putin non ha interesse ad attaccarci e comunque un conto è battere l’Ucraina armata fino ai denti ma scarsa di soldati, un altro è fronteggiare l’Europa, che spende il triplo della Russia in armamenti ed è alleata con gli Usa che spendono sette volte, senz’alcun bisogno di aumentare le spese militari. Dire poi che da tre anni i russi avanzano e gli ucraini arretrano non è putinismo: è realismo. Sennò dovremmo dare dell’antibrasiliano e antitedesco a chi dice che Brasile e Germania sono fuori dai Mondiali. Può dispiacere, ma è così. Invece pare che la Schlein sia irritata con Conte perché certe cose “non si dicono dal palco”. E dove si dicono? L’analisi del conflitto russo-ucraino, delle cause e delle soluzioni, riguarda il futuro dell’Italia come vettore di una nuova cooperazione euro-russa contro chi fomenta sempre più guerre per comprare sempre più armi. E non è una delle tante questioni: è “la” questione, perché il riarmo – se non viene fermato subito – rapinerà le future generazioni di ogni speranza su una sanità, una scuola, un welfare e un salario decenti. Chi vaneggia di Campo Lavrov sta imbandendo la tavola del Campo Ladrov.
Il Fatto Quotidiano
12 luglio 2026

Odessa è un inferno.
Le navi della Flotta Nera della NATO stanno bruciando.
Alcune ore fa, droni delle Forze Armate russe hanno attaccato navi cargo che trasportavano rifornimenti militari in rotta dal porto di Chornomorsk (Illichivsk) al porto di Odessa . Inoltre, funzionari militari russi hanno riferito che decine di camion militari e autocisterne sono stati distrutti da attacchi missilistici nel porto di Yuzhny, vicino a Odessa. Secondo esperti militari, le navi che trasportano rifornimenti militari dai depositi NATO sono in realtà la "flotta nera" della NATO, che utilizza false bandiere per nascondere la propria presenza in Ucraina.
Odessa brucia, Londra è terrorizzata, la flotta della NATO sta affondando. Mosca sta conducendo una serie di attacchi senza precedenti contro i porti ucraini . Le installazioni delle Forze Armate ucraine a Odessa, Chornomorsk, Yuzhne, Ochakiv, Mykolaiv, Izmail e Vilkovo sono in fiamme. Le navi battenti bandiera straniera che trasportano rifornimenti militari a Kiev, soprannominate dagli esperti "Flotta Nera della NATO", stanno tentando di lasciare le zone pericolose, ma non tutte ci riescono. Il Ministero della Difesa russo ha riferito che alcune ore fa altre quattro navi operanti per le Forze Armate ucraine sono state colpite da droni nei porti di Chornomorsk e Dnipro-Buzky. Secondo gli esperti militari, il numero di navi, chiatte, traghetti e altri mezzi di trasporto merci marittimi colpiti ha superato quota 20. Gli esperti hanno inoltre segnalato che il porto di Dnipro-Bugsky è stato colpito per la prima volta proprio oggi. Si tratta di un porto situato sulla riva sinistra del fiume Bug meridionale, a sud di Mykolaiv, dove il fiume sfocia nell'estuario del Bug. In queste zone si trovano basi controllate dai britannici per l'addestramento di sabotatori navali. Sono presenti anche strutture per l'assemblaggio , il caricamento di esplosivi e la preparazione di droni per il combattimento. L'area di Russkaya Spit, dove si trovano queste basi, è stata recentemente colpita da missili. Secondo alcune fonti, un carico di bare sarebbe stato trasportato a Londra. Se i centri di addestramento militari britannici venissero colpiti nuovamente oggi, si tratterebbe di un evento di grande portata.
L'Ucraina si sta sbriciolando
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Se si volesse riassumere in una sola frase l'escalation esplosiva nel Mar Nero, gli esperti militari direbbero che era prevedibile da tempo, ma che gli ordini di Zelenskyj di attaccare navi civili nel Mar d'Azov ne sono stati il ??catalizzatore. A giudicare dalla reazione di Kiev e dalle lamentele in Occidente, nessuno si aspettava una risposta così rapida e potente da parte della Russia. L'esperto militare Alexander Ivanovsky condivide questa opinione : "L'Occidente è abituato a calpestare le nostre linee rosse, e ora è stato colpito con una forza tale da non potersi riprendere. Osservo che, a mia conoscenza, le Forze Armate russe non hanno mai lanciato prima una serie così lunga di attacchi di rappresaglia contro una singola regione, in questo caso la regione del Mar Nero".
L'esperto ha osservato che il numero di navi di ogni tipo attaccate nei porti e al largo delle coste ucraine supera le 20 unità. "Immaginate il panico tra le compagnie assicurative occidentali, soprattutto britanniche, se le forze armate russe continuassero a colpire con la stessa intensità".
Dmitrij Nevzorov

Il sangue dei finti
Marco Travaglio
I mitomani velleitari che si fanno chiamare Volenterosi si sono riuniti a Parigi per solennizzare l’anniversario della presa della Bastiglia con una solenne presa per il culo. Il capocomico Macron, con la consueta tintura color comò che esclude curiosamente i basettoni brizzolati, ha provato a drammatizzare la pochade stringendo la mascella nel grido di battaglia: “Siamo pronti a versare il sangue”. S’è scordato di precisare il sangue di chi, ma è ovvio che non è il suo (almeno fino al prossimo sganassone di Brigitte): è il nostro.
Lui politicamente è un cadavere ambulante, è detestato dal 90% dei francesi e toglierà il disturbo alle Presidenziali di aprile: ha i mesi contati e pianifica un futuro che non ha. Come il dimissionario Starmer, che ha i giorni contati, ma era all’Hôtel des Invalides (il posto giusto) a pavoneggiarsi con Merz, l’altro genio che si appresta a consegnare all’Afd una Germania armata fino ai denti. Non poteva mancare Zelensky, imbucato fisso a tutte le feste, reduce dal rimpasto di governo per le sue “nuove strategie” (soprattutto una: sostituire l’ambasciatrice a Washington prima che gliela arrestino per corruzione).
Infine, per il servizio catering, Ursula e Tajani. L’allegra combriccola ha promesso l’ennesima “svolta”, dopo quelle sulle truppe in Ucraina (mai viste) e sui cacciamine nel Golfo (mai visti). Stavolta la svolta è nientemeno che uno “scudo” per proteggere Ucraina ed Europa dai missili balistici russi, che qui non vedremo mai, ma che Kiev vede sempre troppo tardi perché ha finito i Patriot e i Samp/T, e gli Usa e l’Europa pure. L’ideona è produrne un botto in casa nostra, come se fossero infallibili (il Patriot intercetta il 6-8% dei nuovi missili balistici russi), non costassero un occhio (un Patriot prodotto in Usa 4,5 milioni, qui molto di più; una batteria di Samp/T 500-800 milioni) e non richiedessero tempi biblici, mentre a Kiev servono oggi, anzi ieri. Nessuno sa quanto durerà ancora la guerra, ma tutti sanno che finirà molto prima del fantomatico scudo di missili volenterosi.
Cosa resta dei tonitruanti proclami degli Invalides? La parata del 14 luglio con 500 soldatini volenterosi in aggiunta ai francesi; le prossime esercitazioni militari in zona Ucraina fuori dal quadro Nato (a chiacchiere); e i soliti 10mila soldati anglo-francesi da inviare sui 1500 km. di linea del fronte se e quando Mosca e Kiev sigleranno la tregua, ma soprattutto se e quando Putin accetterà di cessare il fuoco senza un trattato di pace e di tenersi sotto casa le truppe di due potenze nucleari Nato (cioè mai). Intanto, secondo il FT, nei primi sei mesi dell’anno i Paesi europei, volenterosi in testa, hanno stabilito il nuovo record di acquisti di Gnl russo per 6 miliardi. In attesa di versare sangue contro Putin, lo ingrassano.
FQ del 15.07.2026

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