L'INDOLE DEL GATTO
Il tuo gatto potrebbe sapere perfettamente che stai parlando con lui. Semplicemente, potrebbe aver deciso di non fare nulla.
Le ricerche sul comportamento felino hanno mostrato che i gatti sono capaci di riconoscere il proprio nome, distinguere alcune voci familiari e imparare associazioni tra suoni, parole, abitudini e conseguenze.
In diversi esperimenti, molti gatti hanno reagito in modo differente quando sentivano pronunciare il proprio nome rispetto a parole senza particolare significato.
Questo non significa che comprendano il linguaggio umano come facciamo noi, ma indica che possono imparare che una determinata sequenza di suoni è collegata proprio a loro.
La parte più interessante arriva quando si confrontano i gatti con i cani.
Per migliaia di anni i cani sono stati selezionati dagli esseri umani per collaborare: caccia, pastorizia, difesa e altri compiti richiedevano attenzione ai segnali e disponibilità a rispondere.
La storia del gatto è molto diversa.
I felini si avvicinarono agli insediamenti umani perché granai e abitazioni attiravano roditori. La convivenza risultò conveniente sia per gli uomini sia per i gatti, ma non richiese lo stesso tipo di collaborazione sviluppato con i cani.
Questa storia ha lasciato un segno ancora visibile nel loro comportamento.
Il gatto domestico tende infatti a conservare una maggiore indipendenza nel decidere se e quando rispondere a una persona.
Alcuni studi suggeriscono che possa rendersi conto che qualcuno sta cercando di attirare la sua attenzione e scegliere comunque di ignorarlo quando non percepisce un vantaggio immediato.
Ed è una scena che molti proprietari conoscono bene.
Lo chiami più volte e lui resta immobile.
Poi sente il rumore del cibo e attraversa la casa in pochi secondi.
Non è necessariamente disobbedienza e nemmeno mancanza di comprensione.
A volte il gatto ha ricevuto il messaggio perfettamente.
Ha semplicemente deciso che, per il momento, non valeva la pena rispondere.
7 settembre 2026

COME CAPIRE LO STATO D'ANIMO DEL GATTO
Sebbene i gatti possano sembrare difficili da decifrare, ci sono molti segni rivelatori che danno un’idea del loro umore. Grazie a questa breve guida, potrai distinguere alcuni degli atteggiamenti più comuni tra i nostri compagni.
1. Rilassato
Questo è il modo in cui il tuo gatto dovrebbe trascorrere la maggior parte delle ore di veglia, in un ambiente familiare e confortevole.
Distesi, raggomitolati o sdraiati sul davanti con le zampe nascoste sotto di loro, questi sono i principali segni con i quali i gatti comunicano di essere tranquilli. Le palpebre sbattono leggermente o sono semichiuse. Le orecchie sono rilassate, così come i baffi. Nel corpo non si intravede alcuna tensione.
2. Attento
Può sembrare un animale quieto e innocuo, ma sin dalla nascita il tuo gatto è progettato per cacciare. Infatti, è in grado di seguire e catturare le sue prede con una facilità disarmante ed è capace di focalizzarsi al 100% sul suo obiettivo.
Gli occhi sono spalancati e le pupille strette, le orecchie e i baffi sono inclinati in avanti, il corpo è proteso verso l’obiettivo. La coda è tenuta bassa e la punta trema un po’ nell’attimo precedente al balzo. Alcuni gatti, sovraeccitati dalla vicinanza di una potenziale preda, emettono il tipico verso predatorio, simile ad uno schiocco ripetuto.
3. Ansioso
I gatti possono essere molto sensibili, soprattutto di fronte a cambiamenti. Riconoscendo determinati segnali nel linguaggio del tuo gatto, puoi aiutarlo ad abituarsi più velocemente ad un cambiamento, ad esempio dopo un trasferimento.
Gli occhi sono aperti, le palpebre immobili e le pupille dilatate. Le orecchie sono spostate in avanti e la testa appiattita. Man mano che l’ansia aumenta, il tuo gatto potrebbe iniziare a rannicchiarsi e la sua schiena ad arcuarsi per prepararsi a correre. In questi casi, la coda è ferma o si muove lentamente da un lato all’altro.
4. Frustrato
La frustrazione non è necessariamente legata ad un evento traumatico e a lungo termine. Il tuo gatto potrebbe essere frustrato perché non riesce a raggiungere il suo giocattolo preferito oppure perché non sta esprimendo appieno il bisogno di cacciare.
Un gatto frustrato di solito si concentra intensamente sulla causa della sua frustrazione! Gli occhi sono spalancati, le pupille dilatate, le orecchie e i baffi puntano in avanti e il loro miagolio si fa grave e prolungato.
I gatti non mantengono a lungo questa frustrazione, se non riescono a ottenere ciò che vogliono, si arrendono. Generalmente, i gatti con una depressione costante e duratura sono letargici, non mangiano e non interagiscono.
5. Arrabbiato
Evita di provocare un gatto arrabbiato: non fissarlo, non fare movimenti improvvisi, non toccarlo e non cercare di confortarlo perché potrebbe interpretare il tuo tentativo di avvicinamento come una minaccia e reagire. In questo caso, è più prudente allontanarsi lentamente e dare tempo al gatto di calmarsi.
Puoi riconoscere un gatto arrabbiato perché rigido e con la coda tesa. Potrebbe emettere dei sibili e dei ringhi, assumere atteggiamenti minacciosi inarcando la schiena e mantenendo le zampe erette.
6. Sollievo
Proprio com’è importante capire quando il proprio gatto si sente arrabbiato o spaventato, imparare a riconoscere atteggiamenti di sollievo è la chiave per aiutarlo a sentirsi di nuovo bene.
In questi casi, i gatti allungano tutto il corpo per allentare la tensione. Gli occhi, le orecchie, la testa e la coda si rilassano visibilmente. I baffi si distendono e la testa si abbassa. Alcuni sbadigliano, altri voltano le spalle e chiudono gli occhi a metà, altri ancora iniziano a lavarsi accuratamente.
Non solo la coda, il gatto parla con tutto il corpo
I miagolii, i ringhi, gli sbuffi, i movimenti improvvisi… tutto (o quasi) del linguaggio dei gatti ci appare spesso indecifrabile e immotivato. Ma i loro proprietari sanno che i gatti non lasciano nulla al caso. Non miagolano in maniera arbitraria, ma sempre per un motivo ben preciso.
Occhi, orecchie, coda e baffi; ogni parte del corpo ha qualcosa da raccontare. Quando comprenderai meglio il tuo gatto, potrai iniziare a rispondere ai suoi bisogni. Ad esempio, il sibilo è un chiaro segno di allarme che può aiutare chiunque a reagire in modo corretto di fronte ad un gatto pronto all’attacco.
Abbiamo elencato solo alcuni dei segnali utili per capire lo stato d’animo di un gatto, ma ce ne sono molti altri e di molto più sottili da decifrare, in cui entra senz’altro in gioco anche la personalità di ciascun animale e il grado di interazione col suo proprietario. Del resto, chi ha la fortuna di vivere con molti gatti sa bene che ognuno di loro ha delle peculiarità che lo distinguono da tutti gli altri.
I GATTI DI CASA MIA
https://www.impresaoggi.com/it2/2732-vera_storia_di_gatti/
La mia conoscenza del mondo animale iniziò quando, sfollati in un paesino, in provincia di Como, mia madre adottò un bel coniglio bianco che era l'attrazione dei ragazzi delle case vicine e io, che avevo 4/5 anni, ne ero orgoglioso. Una notte ce lo rubarono e così terminò quell'esperienza. Un altro animale cui mi affezionai era l'asinello del padrone di casa; ciuchino, come era chiamato, sembrava a suo agio più con i bambini che con gli adulti.
Mio padre tornò dalla prigionia in Germania, rientrammo a Milano e non si parlò più di animali, se non quando andavamo allo zoo dei Giardini pubblici di Porta Venezia.
Passarono molti anni e nel 1988, Maria Grazia, che diventerà mia moglie, mi portò a casa un micino, che aveva trovato in un parco cittadino, era grande quanto un gomitolo di lana. Sapeva che io ero contrario, mi supplicò di ternerlo finche non avesse trovato qualcuno a cui affidarlo, non poteva tenerlo lei, perchè aveva in casa un altro gatto, Baffo e i suoi genitori non ne volevano altri. Con qualche perplessità accettai, poi tra svezzamento, veterinari e vaccinazioni i giorni divennero settimane, le settimane mesi e poi la decisione di tenerla per sempre. La chiamammo CHICCA.
Era molto affettuosa con me e adorava Maria Grazia; non tollerava che qualcuno si avvicinasse a lei; in questi casi diventava veramente feroce e alcuni fornitori ne avevano paura tanto da chiedere di tenerla in un'altra stanza quando venivano per qualce consegna. Ho avuto modo di conoscere le abitudini di decine di gatti, ma Chicca è stata l'unica con questo atteggiamento protettivo nei confronti di Maria Grazia. Quando era sicura che io dormissi, aveva l'abitudine di andare sotto le coperte per stare vicina alla sua mamma. Un'estate andammo per un mese in una casa di campagna dotata di un immenso parco e Chicca conobbe il piacere della "libertà" e della caccia; rientrava in casa solo per mangiare per poi scappare subito fuori. Dovemmo attuare le più subdole strategie per farla rientrare e riportarla a Milano. Visse dieci anni poi dovemmo farla sopprimere perchè soffriva di dolori lancinanti ai reni che la facevano "urlare" per il dolore. In quelle ultime settimane, stranamente soffiava a Maria Grazia mentre con me era affettuosa come sempre.
Nel 1999 ci siamo trasferiti in Bianza in una villetta dotata di un giardino molto ampio. Io avevo intrapreso un'attività professionale autonoma mentre mia moglie era rimasta a lavorare a Milano e tornava in Brianza il venerdì sera. Dopo poco iniziammo a ricevere le visite di gatti dei vicini. Ricordo con piacere TOBY che si affezzionò a Maria Grazia; il venerdì sera quando tornava a casa Toby le saltava letteralmente in braccio e passava il fine settimana con noi. Era il 2001/2202.
Ogni tanto veniva una gattina bianca, un batuffolo di lana affettuosissima e vivace; si chiamava EMME. Un giorno i suoi genitori ce la portarono a vedere; era stata investita da un'auto ed era stata ricoverata una setimana in clinica. Da allora non ebbe più la forza di scavalcare la recinzione e dopo poco i padroni traslocarono e non vedemmo più la gattina.
Un gatto di vicini che ci tenne molta compagnia fu MILLO, visse quasi vent'anni. Per venire da noi doveva percorrere un bel tratto di strada; era dolce, affettuoso e molto bello r nero. Con il tempo iniziò a preferire casa nostra e stava con noi tutto il giorno; alla notte tornava alla sua dimora, un casa di campagna che alla morte di un'anziana signora i figli avevano lasciato praticamente al gatto; d'inverno gli accendevano una stufa e lui era felice di questa situazione. Probabilmente tornava a casa perchè ricordava la signora che lo aveva accudito per anni. I "padroni" lo chiamavano Camillo e noi lo soprannominammo Millo. Di tutti i posti della casa amava sdraiarsi sul piano a induzione. Arrivò verso il 2006; passò con noi dalla giovinezza alla vecchiaiai; era amichevole con tutte le altre creature che giravano per casa.Verso la fine dei suoi giorni al mattivo andavo a prendero in macchina alla sera se ne andava da solo perchè il percorso era in discesa e poteva farcela. Morì di vecchiaia nel luglio del 2024.
La storia dfi ULISSE è interessante. Era sempre da noi e i suoi padroni non lo tolleravano; vennero a sgridarci perchè gli davamo del cibo. Noi promettemmo di non farlo più, e che però sarebbe stato opportuno togliegli il collare con relativo campanellino che portava al collo. Ulisse veniva sempre a giocare con Millo e Striscia. Un giorno salì su un albero di un parco privato e non voleva discendere, io ebbi da ridire su come recuperarlo e il padrone mi disse che erano affari suoi; il fatto è che rimase sull'albero tutta la notte e il giorno successivo chiamarono i pompieri. Poi scomparve e un vicino ci disse che i signori avevano cambiato casa perchè la signora era gelosa del fatto che il suo gatto preferisse la nostra compoagnia alla sua. Sapemmo, poco dopo, che Ulisse era stato investito da un'auto (forse stava venendo da noi?) e che era morto. Era il 2005.
I gatti di casa B presto lasciavano la casa di adozione e venivano da noi. STRISCIA non fu del tutto infedele perchè per alcuni anni andava e veniva. Ma, infine, si decise e rimaneva quasi sempre con noi, anche se la signora di casa B continuava a seguirlo per le vaccinazioni annuali. Visse abbastanza a lungo per vedere il susseguirsi delle presenze feline da noi; spesso dovette combattere per la difesa del territorio, ma, sostanzialmente era molto dolce. Visse poco meno di 20 anni e morì di vecchiaia nel 2020; è rimasto sempre nei nostri cuori e sovente lo citiamo.
Presto arrivò un altro randagino lo chiamammo ZAMPA per quei piedini bianchi. Anche lui molto affettuoso, doveva avere un luogo suo particolare perchè stava con noi qualche ora poi se ne andava per tornare all'ora della pappa. Era di casa e giocava con Millo e Striscia. Per andare al suo "posto speciale" doveva attraversare una strada; un autista lo investì e lo uccise. Ci è rimasto nel cuore.
All'inizio del racconto ho parlato di una casa dei vicini che ho chiamato B. La signora era amante dei gatti e ogni tanto ne adottava uno. Il problema era che dopo poco scappavano e venivano da noi. Non abbiamo mai capito il motivo di questo comportamente se non che ci fosse qualcosa o qualcuno che allontanava i gatti da quella casa. Cosi passarono da loro a noi Striscia, Lino, Dafne e Rosso. ROSSO era un gatto indisciplinato, andava e veniva a suo piacimento, era affettuosissimo, solidarizzava con tutti, uomini e gatti, ed era molto bello. IL suo comportamento socievole con gli umani fece sì che qualcuno lo rapisse, come era già successo agli altri gatti rossi. Forse il gatto rosso rappresenta un trofeo da mostrare agli amici.
Come ho già avuto modi di parlarne i gatti di casa B presto lasciavano la casa di adozione e venivano da noi. STRISCIA non fu del tutto infedele perchè per alcuni anni andava e veniva. Ma, infine, si decise e rimaneva quasi sempre con noi, anche se la signora di casa B continuava a seguirlo per le vaccinazioni annuali. Visse abbastanza a lungo per vedere il susseguirsi delle presenze feline da noi; spesso dovette combattere per la difesa del territorio, ma, sostanzialmente era molto dolce. Visse poco meno di 20 anni e morì di vecchiaia nel 2020; è rimasto sempre nei nostri cuori e sovente lo citiamo.
Nel 2009 morì una signora di una villa vicina e gli eredi non vollero saperne di accudire il gatto. Era un bel gatto bianco che, come guidato da un radar venne da noi. Lo portammo dai veterinari e iniziò il periodo delle vaccinazioni, era un po' malandato, ma niente di veramente grave, il leggero ipertiroidismo (zona grigia), considerando l'età non andava curato, ma andava controllato ogni anno il T4; la data presunta di nascita fu stabilita essere il 2005 circa. Come molti gatti bianchi era sordo. Con mia moglie fu amore a prima vista; e quando lei prendeva il sole FIOCCO si "accomodava" sulla sua pancia e divenne la sua ombra; gli altri gatti non erano gelosi perchè il loro senso felino li aveva avvertiti che Fiocco era piuttosto debole. Nel settembre 2021 morì di vecchiaia e mia moglie pianse per il dolore.
Nel dicembre 2014 si presentò un gatto in cattive condizioni e si fermò da noi era MUSETTO. Lo portammo dai veterinari che lo sterilizzarono. La diagnosi di laboratorio individuò: FIV, FeLV + e soffio cardiaco sistolico. Poteva avere 3/4 anni. Appena si riprese manifestò una natura da maschio alfa. Fece lotte furiose con Striscia e Millo che alla fine desistettero; divenne padrone del territorio e non permetteva a nessun gatto di avvicinarsi. Con noi era tenerissimo; si comportava come un cagnolino, Maria Grazia gli lanciava una palla e lui correva a prenderla e riportarla; dall'altro lato della reconzione Millo ci guardava sconsolato. Un fine settimana scomparve e noi lo cercammo disperatamente chiamandolo e interrogando i vicini. Verso sera della domenica lo trovanno in un prato poco lontano stroncato da un infarto; era l'estate del 2015. La mattina seguente quando aprii le persiane mi aspettavano Striscia, Millo e Will, come se capissero il dolore che provavo e volevano confortarmi con la loro presenza.
Non facemmo in tempo a riprenderci per la mancanza di Musetto, quando, nel 2015, iniziò a farsi vedere GIGETTO. Veniva mangiava i croccantini e poi se ne andava; però le sue presenze erano sempre più lunghe da quando aveva scoperto un grande cesta dotata di un morbido cuscino. Un giorno lo seguimmo nelle sue peregrinazioni e non molto lontano scoprimmo che passava attraverso una recinzione per entrare in un giardino dotato di una grande roulotte. Ci informammo, era una colonia felina: c'erano altri gatti e Gigetto sembrava contento, ma non tanto da rinunciare alla sua cesta e al morbido cuscino, che divennero presto la sua nuova residenza. Lo facemmo sterilizzare e i veterinari ci dissero che aveva contratto FIV e FeLV, pertanto veniva vaccinato solo con la trivalente; aveva anche congiuntivite e otite bilaterali; queste due vennero curate con collirio e un gel auricolare; poteva avere 2/3 anni. Incominciò per lui una seconda vita; alla sera quando cenavo, ed ero solo perchè mia moglie era a Milano, saliva sul tavolo e mi faceva compagnia. Era bello e aveva un pelo morbidissimo; Maria Grazia diceva "è un gatto di razza" e divenne il suo orsacchiotto; la sua presenza attirò Milla. Morì nel 2024 stroncato da una trombosi.
Poco dopo l'arrivo di Gigetto vedevamo un "topino" grigio che saltava nella cuccia di Gigetto, che l'accoglieva come se si conoscessero. Poi scoprimmo che erano due gattine tipo certosine, magre e malandate; erano MILLA e BELLA e, probabilmente venivano dalla colonia felina. Con lo stratagemma della pappa riuscimmo a farle entrare in casa; e un'assistente dell'ENPA, come avevamo convenuto, venne a prelevarle. La responsabile locale dell'ENPA ci disse che, mentre Bella poteva essere adottata, per Milla c'erano dei problemi. Era in cinta e sembrava che ci fosse qualcosa di grave. Ci mise in contatto con una veterinaria la quale ci informò che Milla doveva essere ricoverata in una clinica specializzata; l'assistente dell'ENPA ci disse che i costi sarebbero stati alti e se avessimo contribuito a pagare la metà di tali costi, l'avrebbero fatta ricoverare, altrimenti andava soppressa; per lei era un peccato perchè la gattina mostrava di essere molto vivace, nonostante la sofferenza. Accettammo, e la tennero in clinica per dieci giorni; i gattini che aveva in grembo erano morti e aveva rischiato una setticemia se non l'avessero operata in tempo. Alla fine di questa "odissea" divenne la nostra MILLA, anche se ci costò 1500 euro. BELLA era stata adottata e nei primi tempi veniva a trovare sua sorella, poi non si fece più vedere. Milla era molto dolce, ma era una monella, ogni tanto scompariva e stava lontana anche per giorni. Milla e Gigetto erano sempre insieme tanto che iniziammo a dire che erano "marito e moglie".
LINO, gatto di casa B, iniziò le manovre di avvicinamento a casa nostra, mia moglie e io decidemmo che non ne volevamo altri e facemmo di tutto per allontanarlo. Ma più di noi facevano Gigetto, Striscia e Millo; con i miei occhi li ho visti soffiare furiosamente a Lino per cacciarlo dal territorio. Ma una volta espulso trovava la strada per rientrare. Alla fine Maria Grazia cedette; lo prendemmo e lo portammo dai veterinari; era stato sterilizzato, stava bene e non aveva nessun tipo di malattia, era l'agosto del 2019 e poteva essere nato nel 2017. Avvertimmo la signora di casa B che dovette cedere all'evidenza, Lino non voleva stare da loro. Ne ho osservati tanti di gatti ma il comportamento di Lino è assolutame unico. Considera Maria Grazia come una vera madre è "innamorato"; dorme abbraccato a lei, dopo averla coperta di baci in faccia e sul collo. E' geloso se qualcun altro si avvicina alla sua mamma.
I signori di casa B avevano adottato, grazie all'ENPA, una graziosissima gattina che avevano chiamato DAFNE. Dopo circa sei mersi, quando era ancora poco più di un gomitolo di lana iniziò a venire e a stare da noi. Più volte Maria Grazia e io la riportammo a casa sua, ma non ne voleva sapere. Era sempre da noi. Fu giocoforza accettarla. Andammo dai veterinari che ci dissero che i signori di casa B ne avevano già denunciato la scomparsa, perchè, essendo dotata di microchip, così imponeva la legge. Non aveva nessuna malattia e la data di nascita era il 2021. La sua permanenza da noi era ed è problematica. Scompare per intere giornate, ricompare con un regalo per noi , generalmente un topino campagnolo, mangia, dorme su un divano e poi se ne va. Milla è gelosa e quando la vede le soffia e la fa scappare. Ma forse, recentemente hanno raggiunto un armistizio, considerando che Dafne non c'è quasi mai. E' sicuramente un po' monella.
Quasi nello stesso periodo della presenza di Dafne, iniziò a fasi vedere una altro randagino. Era CUCCIOLO. Facemmo di tutto per allontanarlo ma era sempre presente e, piangeva teneramente, era piccolino e pertanto non c'erano recinzioni a fermarlo. Un giorno vedo Maria Grazia con il gattino in braccio, Cucciolo aveva attraversato il Rubicone. I veterinari stabilirono la nascita ai primi del 2023, fu sterilizzato e vaccinato; non aveva nessuna malattia. Tra tutti i gatti che ho incontrato Cucciolo è il più affettuoso e dolce; stranamente non mi considera, ma adora Maria Grazia; all'inizio aveva paura di Dafne ma ora tutto è tranquillo, anzi ora sembra che Cucciolo segua Dafne che è più smaliziata e sa dove è meglio cacciare.
Avendo incontrato molti gatti ho imparato a riconoscere i gatti alfa, le diverse forme di intelligenza, di furbizia, di curiosità, di giocosità e di affettuosità; le femmine mi sono sembrate, sempre, più smaliziate dei maschi, ma,se compare un maschio alfa nessuno compete con lui. I gatti capiscono molte delle nostre parole come: mamma, "amorre", babolo, pappa, tavolo, lettone, poltrona, su, giù, sopra, casa, dentro, i nomi degli altri gatti. Sono creature splendide e ci amano.
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