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Stephen J. Poplawski e il frullatore


Platone afferma non esserci alcun re che non sia discendente da schiavi e nessuno schiavo che non sia discendente da re.
Seneca Lettere morali a Lucilio


INVENTORI E IMPRENDITORI

In questa sottosezione illustrerò la vita di quei capitani d'industria o inventori che hanno sostanzialente contribuito al progresso industriale del mondo occidentale con particolare riguardo dell'Italia.

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frullatore 1

Stephen J. Poplawski

Secondo la tradizione, Fred Waring, il leader dei Pennsylvanians (banda e gruppo corale famoso negli anni '20 e '30 negli Usa) inventò il frullatore allo scopo di realizzare un ottimo daiquiri, il suo cocktail preferito. E in effetti la sua "invenzione" ebbe successo soprattutto tra i baristi. Anche se questo non è del tutto vero, in realtà il leader del complesso finanziò la realizzazione e la diffusione sul mercato di un apparecchio per rendere liquido il cibo, chiamato Waring Blendor (invece di «blender», frullatore) insistendo affinché venisse scritto con la o per distinguere la propria macchina da quelle della concorrenza. E negli anni Trenta furono proprio le massicce campagne promozionali, condotte da Waring, più di ogni altra cosa, a far sì che il pubblico americano venisse a conoscenza di questo tipo di elettrodomestico.
L’inventore effettivo del frullatore fu Stephen J. Poplawski, un americano di origine polacca, che fin da giovane si era dimostrato ossessionato dalla mania di ideare congegni per mescolare bevande. Il frullatore di Poplawski viene progettato e realizzato per ottenere frullati al malto, la bevanda preferita dall'inventore.
Nel 1922, dopo sette anni di esperimenti, Poplawski brevettò un frullatore, scrivendo che si trattava del primo miscelatore dotato di «un elemento agitatore, del tipo a elica, applicato sul fondo di un contenitore, che mescolava latte e malto quando il contenitore veniva applicato in una apposita rientranza situata sulla parte superiore della base». Racine, la città natale di Poplawski, sembrava essere il luogo perfetto per iniziare, dato che vi era insediata la Horlick Corporation, la maggior produttrice del malto in polvere usato per frullati. Come Poplawski dichiarò anni più tardi, durante una causa del 1953, intentata per un brevetto, e dopo che la sua compagnia era stata acquistata dalla Oster Manufacturing: «Nel 1922, quando presentai il mio primo brevetto, non pensavo proprio alla possibilità di usare il miscelatore per la macerazione di frutta e verdura».
Ma le strade di Waring e di Poplawski erano destinate a incrociarsi. Un pomeriggio dell’estate del 1936, il leader dei Pennsylvanians, aveva conclusa un'esibizione al Manhattan’s Vanderbilt Theater, quando un amico, F. Jacob Osius, gli diede una dimostrazione, utilizzando un frullatore, da lui brevettato, simile a quello di Poplawski. L’amico sosteneva che quella "trovata" poteva trovare un’ottima diffusione in tutti i bar del paese. Chiese il sostegno finanziario di Fred Waring, e il leader del complesso, che era sempre alla ricerca di nuove iniziative imprenditoriali, glielo accordò.
Il miscelatore venne riprogettato, rispetto alla versione di Poplawski, e nel settembre del 1936 fece la sua comparsa al National Restaurant Show della Fiera del Mobile di Chicago, con il nome di Waring Blendor. Esso era publicizzato come metodo rapido e semplice per miscelare daiquiri e altri cocktail ghiacciati. Con la distribuzione di assaggi di bevande realizzate con il frullatore, Waring, con i suoi daiaquiri e cacktail, attirò l’attenzione, molto più di quanto non avesse fatto Poplawski con i frullati al malto.
Il frullatore di Waring suscitò la curiosità del pubblico americano, quando la Ron Rico Rum Company lanciò una campagna nazionale, insegnando a baristi e a privati come realizzare tutte le bevande esotiche a base di rum, rese possibili dall’invenzione del frullatore. Ironicamente, all’inizio degli anni Cinquanta, i frullatori si erano introdotti così saldamente nei bar pubblici e privati e nei ristoranti, che il tentativo di diffonderne l’uso in cucina, per impasti di dolci, passati e salse, fallì clamorosamente. Per educare la casalinga, Fred Waring scese, personalmente, in campo, facendo dimostrazioni in cui risultava chiaramente l’utilità del suo frullatore, per realizzare le sue ricette per la salsa olandese e la maionese. Tuttavia il pubblico continuava a interessarsi soltanto ai cocktail.
Decisa ad allettare le casalinghe, nel 1955 la compagnia di Waring (la Waring Corporation) produsse frullatori colorati, a cui aggiunse un accessorio tritaghiaccio nel 1956, e un’appendice macinacaffè nel 1957; e l’anno seguente li dotò anche di un timer. Le vendite aumentarono, ma anche la competizione da parte di ditte rivali.
Ad esempio, la Oster lanciò un programma intensivo di ricette di cucina della «Spin Cookery», offrendo pranzi interi realizzati utilizzando il frullatore. Vennero aperte scuole «Spin Cookery» nei negozi al dettaglio, e alle casalinghe venivano spediti opuscoli delle «Ricette di Joan Oster». Alla fine degli anni Cinquanta scoppiò una battaglia industriale nota come «La Guerra dei Pulsanti». I primi frullatori avevano soltanto due velocità, «Bassa» e «Alta»; Oster raddoppiò la posta con quattro pulsanti, aggiungendo «Media» e «Spento». Una ditta rivale introdusse «Tritare» e «Grattugiare». Un’altra replicò con «Tagliare a dadini» e «Liquefare», un’altra ancora con «Montare» e «Purée». Nel 1965 Oster vantava ben otto pulsanti; l’anno dopo Waring produsse un frullatore che ne presentava nove. Per un certo periodo sembrò che i frullatori fossero in grado di realizzare qualunque compito, in cucina. Nel 1968, una casalinga poteva acquistare un frullatore con quindici pulsanti diversi, anche se molti esperti ammettevano che probabilmente la maggior parte dei proprietari di frullatori usava soltanto tre velocità: bassa, media e alta. Era iniziata l'epoca degli elettrodomentici carichi di funzioni assolutamente inutili per il cliente, ma, assai richieste.
Tuttavia la frenesia competitiva fece dei frullatori un simbolo di prestigio. Mentre nel 1948 gli americani acquistarono 215.000 frullatori (al prezzo medio di 38 $), nel 1970 ne vennero venduti 127.500.000, al prezzo di soli 25 $ l’uno.
Intanto Poplawski aveva creato la Stephens Electric Co e nel 1940 brevettato un frullatore da cucina. Nel 1946 il suo frullatore fu chiamato osterizzatore, poichè Poplawski aveva venduto il suo brevetto alla John Oster Manufacturing Co. e potè vedere finalmente realizzato il suo sogno di un ingresso trionfale del frullatore nelle cucine di tutto il mondo.

Eugenio Caruso - 28 dicembre 2016

Tratto da

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www.impresaoggi.com