L’OCCIDENTE SI CREDE ANCORA IL MONDO. IL MONDO HA GIÀ CAMBIATO STANZA
A Bishkek siedono allo stesso tavolo Xi Jinping, Vladimir Putin, Narendra Modi, il presidente iraniano Pezeshkian e i leader di buona parte dell’Eurasia. La Shanghai Cooperation Organisation raccoglie dieci Stati membri, oltre il 40% della popolazione mondiale e circa un quarto del PIL globale. (AP News)
E noi continuiamo serenamente a chiamare “comunità internazionale” Washington, Bruxelles e qualche capitale europea.
Dev’essere rassicurante.
Da questa parte si impongono sanzioni, si compilano liste di buoni e cattivi, si proclamano isolamenti diplomatici e si annuncia periodicamente che Russia, Cina o Iran sarebbero prossimi alla marginalità. Poi si accende la telecamera dall’altra parte del pianeta e gli “isolati” sono seduti con India, Cina, Pakistan, Asia centrale e altri partner, mentre altri Paesi fanno la fila per tenere aperti rapporti con tutti. (AP News).
L’Occidente sembra quel vecchio aristocratico che ha venduto metà del palazzo, ipotecato l’altra metà e continua a rimproverare i vicini perché non conoscono le buone maniere.
Europa con crescita anemica, industria sotto pressione, dipendenza tecnologica, energia costosa e sempre meno peso demografico. Stati Uniti costretti a usare dazi, sanzioni e potenza militare per conservare un primato che un tempo bastava esercitare. Nel frattempo il resto del mondo costruisce alternative, commercia, negozia e soprattutto ha smesso di chiedere il permesso.
La SCO non è un paradiso di armonia. India e Cina hanno interessi divergenti, India e Pakistan restano rivali, Mosca e Pechino non sono gemelli geopolitici. Proprio questo rende la scena ancora più indigesta per Bruxelles: riescono a sedersi insieme pur avendo interessi diversi. (Al Jazeera).
Qui invece basta che qualcuno pronunci la parola “Russia” perché parta il catechismo obbligatorio.
Il vero agonizzante non è necessariamente l’Occidente economico o militare. È l’Occidente che pretende ancora di essere il tribunale, il notaio e il padrone di casa del pianeta.
Quello sì, sta finendo.
E forse è proprio per questo che urla così forte.
Mentre noi continuiamo a discutere su chi sia “isolato”, Xi, Putin e Modi si siedono al tavolo.
Sala piena. Occidente assente. Ego ancora gigantesco.
Don Chisciotte
1 settembre 2026

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