Harold Pinter e i drammi dell'assurdo

Dio benedica l’America

Ed eccoli che ripartono,
gli yankee corazzati in parata
e intonano ballate festose
da una parte all’altra del mondo al galoppo
rendendo lode al Dio d’America.

I marciapiedi sono ingombri di morti
chi non ha potuto partecipare
chi si è rifiutato di cantare
chi sta perdendo la voce
chi ha scordato le note.

Tagliano, le fruste dei cavalieri.
La testa rotola sulla sabbia
la testa diventa una pozzanghera nella terra
la testa diventa una macchia nella polvere
ti escono gli occhi dalle orbite e il naso
sente solo il tanfo dei morti
ma è viva quell’aria di morte
e puzza del Dio d’America.

 

PINTER


GRANDI PERSONAGGI Ritengo che ripercorrere le vite dei maggiori personaggi della storia del pianeta, analizzando le loro virtù e i loro difetti, le loro vittorie e le loro sconfitte, i loro obiettivi, il rapporto con i più stretti collaboratori, la loro autorevolezza o empatia, possa essere un buon viatico per un imprenditore come per una qualsiasi persona. In questa sottosezione figurano i più grandi poeti e letterati che ci hanno donato momenti di grande felicità ed emozioni. Io associo a questi grandi letterati una nuova stella che nasce nell'universo.

I BRITANNICI

Beckett - Blake - Byron - Chaucer - Coleridge - Dickens - Donne - Dryden - Eliot - Keats - Kipling - Marlowe - Milton - Pinter - Russell - Scott - Shakespeare - Shaw - Shelley - Spenser - Wyatt- Wilde -Wordsworth - Yeats -

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Harold Pinter (Londra, 10 ottobre 1930 – Londra, 24 dicembre 2008) è stato un drammaturgo, regista teatrale, attore teatrale, sceneggiatore, scrittore e poeta. Ha scritto per teatro, radio, televisione e cinema. I suoi primi lavori sono considerati fra i capolavori del teatro dell'assurdo. Gli è stato assegnato il premio Nobel per la letteratura nel 2005.

«Le prime rappresentazioni delle opere di Harold Pinter furono massacrate dai critici. A eccezione di Harold Hobson, scrissero tutti che era un autore eccentrico, inaccettabile, incomprensibile, che non aveva nulla da dire. Oggi forse è l'autore più rappresentato al mondo ma, come dice egli stesso, «Adesso sono diventato comprensibile, accettabile, eppure le mie commedie sono sempre le stesse di allora. Non ho cambiato una sola battuta!».» (Alessandra Serra)

Pinter nacque ad Hackney, un distretto nord-orientale di Londra, il 10 ottobre 1930, da una famiglia ebraica di origini ucraine e polacche, figlio di Hyman "Jack" Pinter (1902-1997), proprietario di una sartoria di capi d'abbigliamento femminile, e di Frances Moskowitz (1904-1992), una casalinga. Studiò presso la Hackney Downs Grammar School e, per breve tempo, alla Royal Academy of Dramatic Art (RADA). Pubblicò da giovane alcune poesie e iniziò a recitare in teatro col nome d'arte di David Baron. La sua prima commedia, The Room, fu rappresentata per la prima volta dagli studenti dell'università di Bristol nel 1957.
The Birthday Party (rappresentato nel 1958) fu inizialmente un fiasco, nonostante la recensione positiva sul Sunday Times fattagli dal critico teatrale Harold Hobson. Tuttavia, il successo del suo lavoro successivo, The Caretaker (1960), la riportò in auge, facendole riscuotere un nuovo successo. Queste commedie e altri dei suoi primi lavori, come The Homecoming (1964), sono a volte etichettate come "commedia della minaccia". Di solito cominciano con una situazione apparentemente innocente che diventa assurda e minacciosa poiché gli attori si comportano in modo inspiegabile sia per il pubblico che, a volte, per gli altri personaggi. Questo stile ha ispirato l'aggettivo "Pinteresque". Le opere di Pinter sono segnate dall'influenza di Samuel Beckett fin dall'inizio e i due divennero presto buoni amici.
Pinter negli anni settanta si dedicò maggiormente alla regia, cominciando come regista associato al Royal National Theatre nel 1973. I suoi lavori più recenti tendono ad essere più brevi e di argomento più politico, apparendo spesso come allegorie dell'oppressione. Fu negli anni settanta che Pinter si interessò maggiormente alla politica con un orientamento a sinistra. Egli cerca continuamente di portare all'attenzione dell'opinione pubblica casi di violazione dei diritti umani e di oppressione. Sui giornali britannici quali The Guardian e The Independent appaiono spesso lettere di Pinter.
Nel 1985 Pinter si recò in Turchia con il commediografo statunitense Arthur Miller, dove incontrò molte vittime dell'oppressione politica. Durante una cerimonia all'ambasciata statunitense in onore di Miller, invece dei convenevoli, Pinter parlò delle persone torturate con scosse elettriche ai genitali e per questo venne cacciato; Miller, per sostenerlo, lasciò l'ambasciata insieme a lui. L'esperienza di Pinter sull'oppressione in Turchia e la soppressione della lingua curda ispirarono la commedia del 1988 Mountain Language.

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Pinter con la moglie, l'attrice Vivien Merchant

Pinter si oppose alla "guerra sporca" in Nicaragua e in generale al sostegno dato dagli Stati Uniti alle dittature latinoamericane; fu inoltre apertamente contrario sia all'invasione dell'Afghanistan che all'invasione dell'Iraq da parte degli Stati Uniti. Nel 2005 annunciò che avrebbe smesso di scrivere commedie per dedicarsi alla politica. Pinter fu dichiaratamente critico sulla guerra in Iraq e definì il presidente degli Stati Uniti Bush un "assassino di massa" e Blair un "idiota". Pinter fu un deciso oppositore dello stato di Israele per la sua occupazione coloniale della Palestina e sostenne il boicottaggio economico dello stato ebraico.
Pinter è stato insignito del CBE nel 1966 e proclamato Companion of Honour nel 2002, dopo aver precedentemente rifiutato la carica di cavaliere. È un sostenitore della coalizione RESPECT. Nell'ottobre 2005 l'Accademia di Svezia annunciò che Pinter era il vincitore del premio Nobel 2005 per la letteratura con la seguente motivazione: "nelle sue commedie scopre il baratro che sta sotto le chiacchiere di tutti i giorni e spinge ad entrare nelle stanze chiuse dell'oppressione". Nel 2006 gli viene invece conferito il Premio Europa per il teatro. Nel gennaio 2007 il primo ministro francese Dominique de Villepin gli ha assegnato la Legion d'onore. Muore la vigilia di Natale del 2008 all'età di 78 anni..


Lavori cinematografici
Per il cinema Pinter ha sceneggiato opere sue e di altri: The Caretaker per la regia di Clive Donner (1963), Il servo (1963) e L'incidente (1967) di Joseph Losey, Festa di compleanno di William Friedkin (1968), La donna del tenente francese diretto nel 1981 da Karel Reisz, Sleuth - Gli insospettabili diretto nel 2007 da Kenneth Branagh, e recitato nel film Mojo (1997) di Jez Butterworth e Mansfield Park (1999) di Patricia Rozema, adattamento cinematografico dell'omonimo romanzo di Jane Austen. Nel 1982 gli viene conferito il Premio Flaiano per la sceneggiatura.
Nel 1977 Pinter causò uno scandalo pubblico lasciando la moglie, l'attrice Vivien Merchant, che aveva sposato nel 1956, per Antonia Fraser, la maggiore delle figlie del settimo Lord Longford, cattolica, che sposò poi nel 1980 dopo il proprio divorzio. La Merchant morì nel 1982. La commedia di Pinter Betrayal (1978) è a volte considerata una rappresentazione di questa storia d'amore, ma in realtà è basata su una relazione che l'autore aveva avuto sette anni prima con Joan Bakewell, una presentatrice televisiva.

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Pinter con Antonia Fraser

In seguito Pinter ebbe uno scontro pubblico con il registra teatrale Peter Hall perché questi nel suo Diario di Hall del 1983 lo raffigurava come sovente ubriaco. I due, tuttavia, ritornarono amici la stagione successiva. Grande amico del drammaturgo Simon Gray, ne diresse 10 lavori teatrali e alcune riduzioni cinematografiche. Nel 2002 si sottopose a chemioterapia per un tumore esofageo e da allora la sua salute rimase fragile. Pinter è stato un grande tifoso di cricket e presidente del Gaieties Cricket Club. È stato anche membro onorario della National Secular Society.

Nel 2006 viene insignito del X Premio Europa per il teatro, a Torino, con la seguente motivazione:

""Harold Pinter debutta come attore nel 1951. Nel 2005 vince il Premio Nobel per la Letteratura. In questo mezzo secolo ha ricoperto svariati ruoli: drammaturgo, scenografo, regista, poeta e attore. Ma il suo maggiore merito consiste nella riscrittura delle regole del dramma. La sua poesia nasce dal parlare quotidiano, con le sue pause, le sue esitazioni e le ripetizioni. Egli esplora costantemente in ambito teatrale, come Proust nella narrativa, il potere pervasivo della memoria. In una serie di opere straordinarie, a partire da La stanza (1957) fino a Anniversario (2000), egli ha demolito l’idea dell’autore onnisciente: invece di manipolare i personaggi verso una determinata conclusione, Pinter presenta i fatti così come appaiono lasciando allo spettatore una piena libertà di interpretazione. Ma, per quanto Pinter sia un vero e proprio poeta teatrale, il suo lavoro e la sua vita si basano sull’impegno morale contro l’ingiustizia. È uno scrittore politico ma non perché sostenitore di una determinata ideologia di partito, quanto per il suo attacco contro lo sfruttamento della dignità umana e del linguaggio da parte di chi governa. Pinter mostra diverse sfaccettature: umorista di Cockney, è anche uno sceneggiatore esperto, un attore di grosso calibro e un inglese amante del cricket. Le opere di Pinter sono rappresentate in tutto il mondo perché toccano un tasto universale. E ciò che tutti vi riconoscono è l’esperienza comune di una vita vissuta nella paura e nell’ansia, alleviata solo temporaneamente dal ricordo di una felicità passata. Pinter parla a un pubblico universale e alle generazioni non ancora nate; questo fa di lui il destinatario ideale del Premio Europa per il Teatro.""

In quell'occasione Roger Planchon mise in scena, al Teatro Gobetti di Torino, The New World Order (1991), Press Conference (2002), Precisely (1984), Mountain Language (1988), One for the Road (1984) e Party Time (1991): sei brevi testi politici di Harold Pinter, nella traduzione francese inedita di Jean Pavans. Al Teatro Carignano di Torino andò in scena Pinter Plays, Poetry & Prose, con Charles Dance, Michael Gambon, Jeremy Irons, Penelope Wilton, testi di Harold Pinter, regia di Alan Stanford, Gate Theatre di Dublino.

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Drammaturgie

  • La stanza 
  • Il compleanno 
  • Il calapranzi 
  • A Slight Ache 
  • La serra 
  • The Black and White 
  • Il guardiano 
  • Trouble in the Works 
  • Last to Go 
  • Request Stop 
  • Una serata fuori 
  • That's Your Trouble 
  • That's all 
  • Interview 
  • Il candidato 
  • Dialogue for Three 
  • Night School 
  • The Dwarfs 
  • The Collection 
  • L'amante (The Lover)
  • Tea Party 
  • Il ritorno a casa (The Homecoming,)
  • Il seminterrato (The Basement)
  • Paesaggio (Landscape)
  • Silenzio (Silence)
  • Notte (Night)
  • Old Times
  • Monologo (Monologue)
  • Terra di nessuno (No Man's Land)
  • Tradimenti (Betrayal)
  • Voci di famiglia (Family Voices)
  • Una specie di Alaska (A Kind of Alaska)
  • Victoria Station 
  • Precisely 
  • Il bicchiere della staffa (One for the Road,
  • Il linguaggio della montagna (Mountain Language)
  • The New World Order 
  • Party Time 
  • Chiaro di luna (Moonlight)
  • Ceneri alle ceneri (Ashes to Ashes
  • Anniversario (Celebration)
  • Proust. Una sceneggiatura (Remembrance of Things Past)
  • Press Conference 
  • Apart From That 

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Romanzi

  • Kullus 
  • I nani (The Dwarfs)
  • Latest Reports from the Stock Exchange 
  • The Black and White 
  • The Examination 
  • Tea Party 
  • The Coast 
  • Problem 
  • Lola 
  • Short Story 
  • Girls 
  • Sorry About This 
  • God's District 
  • Tess 
  • Voices in the Tunnel 

Raccolte di poesie

  • Poems
  • I Know the Place 
  • Poems and Prose 1949–1977 
  • Ten Early Poems 
  • Collected Poems and Prose 
  • The Disappeared and Other Poems 
  • Six Poems for A. Warwick 
  • Poesie d'amore, di silenzio, di guerra (2010)

IL GUARDIANO

Il guardiano, tradotto anche come Il custode (The Caretaker) è un'opera teatrale portata al debutto a Londra nel 1960. La pièce, la sesta di Pinter, fu il primo successo di critica e pubblico dell'autore.
Trama
Aston, un trentenne fragile che in gioventù subì l'elettroshock, vive con il fratello minore Mick, un giovanotto ambizioso che ha poca pazienza con il fratello problematico. Un giorno Aston, la cui ingenuità lo rende incline ad essere imbrogliato, invita a casa sua Davies, un anziano barbone in cerca di rifugio dopo una rissa da cui Aston l'ha salvato. Appena arrivato a casa dei fratelli, Davies comincia a lamentarsi della confusione dell'appartamento, ma accetta comunque di trascorrerci la notte prima di dirigersi a Londra l'indomani. Il giorno dopo però Aston propone a Davies di restare più a lungo e lo lascia solo mentre va a sbrigare delle commissione. Mick ritorna a casa proprio mentre Davies cerca tra gli averi di Aston e, non conoscendo l'uomo, lo scambia per un ladro. Davies spiega la situazione al padrone di casa e Aston, appena tornato, conferma tutto. Mick, più intelligente del fratello, capisce che Davies porterà problemi e ne trova conferma quando, passati alcuni giorni, Davies non accenna ad andarsene.
I tre si accorgono di avere qualcosa in comune: tutti loro sono dei falliti, incapaci di realizzare le proprie ambizioni, siano esse il giardinaggio (Aston), andare a Londra (Davies) o arricchirsi (Mick). Dato che Aston si è affezionato a Davies, Mick gli trova un lavoro come custode dell'appartamento; il vagabondo inizialmente rifiuta, dato che teme che qualcuno venga a cercarlo, ma poi cambia idea e accetta. Mick gli richiede delle referenze, ma Davies comincia comunque a lavorare anche se non è ancora andato a Londra a procurarsi le carte necessarie. Davies però rivela presto la sua cattiva natura e comincia a deridere Aston per la sua sciatteria e pigrizia, deridendolo velatamente per il suo disturbo mentale. Mick intima a Davies di smetterla, mentre Aston sogna di vendicarsi sui dottori che gli hanno fatto del male, pur continuando a posticipare la sua vendetta al momento (sempre posticipato) in cui finirà di costruire il capanno in giardino.
Quando i litigi domestici si fanno sempre più frequenti, Aston ordina a Davies di andarsene, sentendosi ferito dall'ingratitudine dell'uomo che lui aveva soccorso ormai parecchie notti prima. Davies ignora l'ordine di Aston credendo che Mick sarà dalla sua parte, ma anche il più giovane dei fratelli gli intima di andarsene e Davies, riluttante, lascia la casa e si ritira nel giardino, da cui continua a guardare dentro l'appartamento. Rimasti soli, i due fratelli si sorridono con aria complice, lasciando intravedere la possibilità di un rapporto più stretto tra loro dopo l'esperienza comune.

IL CALAPRANZI

l calapranzi (The Dumb Waiter) è una commedia teatrale messa in scena la prima volta all'Hampstead Theatre di Londra il 21 gennaio 1960.
Trama
L'azione si sviluppa in un seminterrato spoglio e desolato dove due uomini, Ben e Gus sono in attesa di qualcosa. Ben è il più autoritario e trascorre il tempo leggendo il giornale, Gus invece è passivo ma è l'unico che utilizza la parola in modo positivo, facendo domande, le quali però non trovano mai risposta. Ne derivano dialoghi vuoti, illogici, irrazionali. Nel corso delle battute si scopre che essi sono due sicari professionisti che attendono istruzioni da un misterioso capo, che sembra comunicare con loro tramite un calapranzi, dal quale vengono fatti scendere oggetti e messaggi. Non conoscono la loro vittima, sanno solo che prima o poi entrerà dalla porta dello scantinato dove sono chiusi e loro dovranno ucciderla. L'attesa è snervante e i due riempiono il loro tempo parlando di cose futili, in un crescente stato ansioso che li porta allo scontro verbale, sebbene non acceso. Il dramma termina con il sipario che si abbassa nel momento in cui Ben punta la pistola verso Gus, indeciso se eliminare la sua interiore personalità, identificata nell'opera nella persona di Gus, molto più semplice e positiva a dispetto di quanto Ben esprima. Quale sarà la scelta: allo spettatore la propria personale valutazione.

TERRA DI NESSUNO

Terra di nessuno è un dramma in due atti scritto nel 1975. Il dramma, composto nel periodo della consacrazione ufficiale dell'autore, si concentra sul problema dell'incomunicabilità.
La prima mondiale, a Londra, contava tra gli interpreti due dei maggiori attori britannici, Ralph Richardson e John Gielgud; quella italiana, invece, fu diretta da Giorgio De Lullo nel 1976 e interpretata, tra gli altri, oltre allo stesso De Lullo, da Romolo Valli.
Trama
Hirst è un ricco e celebre scrittore, dedito all'alcool, che si è volontariamente ritirato in un isolamento dal mondo assieme ai suoi due domestici, Briggs e Foster. Una notte, il letterato riceve la visita di un vecchio amico, Spooner. Quest'ultimo, poeta in disgrazia, cerca di accattivarsi la simpatia del famoso collega. Il suo sforzo non avrà alcun esito: costretto a trascorrere l'intera notte ed il giorno seguente nell'abitazione di Hirst, Spooner si rende conto di come l'altro uomo si sia ritirato in "terra di nessuno", lontano dal mondo sia spazialmente che temporalmente, con l'unica compagnia dei propri ricordi.
«Spooner:
No. Sei nella terra di nessuno. Che non si muove, non cambia, non invecchia, ma che resta per sempre gelida e muta.
Silenzio
Hirst:
A questo io brindo.»
(Harold Pinter, Terra di nessuno, atto II)

TRADIMENTI

Tradimenti (Betrayal) è un’opera teatrale debuttata a Londra nel 1978. Viene generalmente considerata una delle più grandi opere dell’autore, anche perché presenta molti dei suoi temi e caratteristiche stilistiche, come l’economia nei dialoghi, la delusione e auto-illusione dei personaggi. Basata sulla relazione extraconiugale di Pinter con la presentatrice della BBC Joan Bakewell, durato per sette anni dal 1962 al 1969, la pièce racconta in ordine cronologico inverso la storia di amore, dal suo sgretolamento agli inizi.
Trama
1977
Scena prima. Un pub, primavera 1977
Emma e Jerry si incontrano per la prima volta in due anni: per sette hanno avuto una relazione clandestina in un appartamento segreto o, almeno, che Jerry giura essere stato segreto. Emma ha ora un’altra relazione extraconiugale con Casey, uno scrittore rappresentato da Jerry e pubblicato da Robert, il marito della donna. Emma ha scoperto che anche il marito ha avuto una relazione con un’altra donna e ammette di avergli confessato del tradimento con Jerry.
Scena seconda. La casa di Jerry, lo stesso giorno
Jerry e Robert si incontrano per parlare della relazione con Emma e il marito della donna rivela che aveva scoperto tutto quattro anni prima, ma aveva comunque continuato l’amicizia con Jerry come se nulla fosse.
1975
Scena terza. L’appartamento, inverno 1975
È il secondo anno della tresca tra Jerry ed Emma, che si incontrano sporadicamente all’appartamento per consumare il loro amore. Ma Emma, che sperava di vedere l’appartamento trasformarsi in una vera e propria casa per loro due, rimane delusa e la “coppia” decide di venderlo.
1974
Scena quarta. La casa di Emma e Robert, autunno 1974
Jerry visita gli amici Robert ed Emma e annuncia che uno scrittore, Casey, si è appena trasferito in zona. Jerry e Robert fanno piani per giocare a squash insieme, ma prima l’agente partirà per New York con lo scrittore.
1973
Scena quinta. Una camera d’albergo, estate 1973
Robert ed Emma sono in vacanza a Venezia e pianificano una gita a Torcello per l’indomani. Emma sta leggendo un libro di Spinks, un altro autore rappresentato da Jerry, che Robert si rifiuta di pubblicare perché pensa non ci sia molto da dire sul tradimento. Intanto, Robert scopre una lettera di Emma, che gli rivela di avere una tresca con Jerry.
Scena sesta. L’appartamento, estate 1973
Emma è appena tornata dalla vacanza italiana con il marito e ha portato una tovaglia per l’appartamento. Jerry le dice come, nonostante la relazione, vada ancora a pranzo con Robert.
Scena settima. Un ristorante, estate 1973
Robert si ubriaca a pranzo con Jerry e comincia ad inveire contro i romanzi moderni e rivela all’amico di essere andato a Torcello senza Emma per leggere Yeats.
1971
Scena ottava. L’appartamento, estate 1971
Emma vuole sapere se la moglie di Jerry sa nulla della loro storia e lo informa che mentre era in America con Robert è rimasta incinta del marito.
1968
Scena nona. La casa di Emma e Robert, inverno 1968
Durante un party, Jerry, ubriaco, si trova nella camera da letto di Emma. Quando lei entra, allontanandosi dalla festa per pettinarsi i capelli, Jerry le confessa che la ama follemente, sin dal giorno del matrimonio fra lei e Robert. Proprio quest'ultimo entra nella stanza, interrompendo la loro conversazione.
Personaggi
Emma, 38 anni (nel 1977)
Jerry, 40 anni (nel 1977)
Robert, 40 anni (nel 1977)
Cameriere


Arte, verità e politica

Nel 1958 scrivevo quanto segue:

«Non esistono distinzioni nette tra ciò che è reale e ciò che è irreale, né tra ciò che è vero e ciò che è falso. Una cosa non è necessariamente vera o falsa; può essere sia vero che falso.'

Credo che queste affermazioni abbiano ancora senso e si applichino ancora all'esplorazione della realtà attraverso l'arte. Quindi come scrittore li sostengo ma come cittadino non posso. Come cittadino devo chiedermi: cosa è vero? Cosa è falso?

La verità nel dramma è sempre sfuggente. Non lo trovi mai del tutto, ma la ricerca è compulsiva. La ricerca è chiaramente ciò che guida l’impresa. La ricerca è il tuo compito. Il più delle volte ci si imbatte nella verità nel buio, scontrandosi con essa o semplicemente intravedendo un'immagine o una forma che sembra corrispondere alla verità, spesso senza rendersene conto. Ma la verità è che nell’arte drammatica non esiste mai una verità unica. CE ne sono molte.  Queste verità si sfidano a vicenda, si allontanano a vicenda, si riflettono a vicenda, si ignorano a vicenda, si prendono in giro a vicenda, sono cieche l'una verso l'altra. A volte senti di avere in mano la verità di un momento, poi ti scivola tra le dita e si perde.

Spesso mi è stato chiesto come nascono le mie opere. Non posso dire. Né potrò mai riassumere le mie opere, se non per dire che questo è quello che è successo. Questo è quello che hanno detto. Questo è quello che hanno fatto.

La maggior parte delle commedie nascono da una linea, una parola o un'immagine. La parola data è spesso seguita brevemente dall'immagine. Darò due esempi di due righe che mi sono venute in testa all'improvviso, seguite da un'immagine, seguita da me.

Le commedie sono The Homecoming e Old Times . La prima riga di The Homecoming è "Che cosa hai fatto con le forbici?" La prima riga di Old Times è "Dark".

In ogni caso non avevo ulteriori informazioni.

Nel primo caso qualcuno stava evidentemente cercando un paio di forbici e chiedeva dove si trovasse qualcun altro che sospettava probabilmente le avesse rubate. Ma in qualche modo sapevo che alla persona interpellata non importava niente delle forbici e nemmeno dell'interrogante, del resto.

'Dark'' ho pensato che fosse la descrizione dei capelli di qualcuno, i capelli di una donna, ed era la risposta a una domanda. In ogni caso mi sono trovato costretto ad approfondire la questione. Ciò è avvenuto visivamente, una dissolvenza molto lenta, dall'ombra alla luce.

Inizio sempre una commedia chiamando i personaggi A, B e C.

Nella commedia che divenne The Homecoming vidi un uomo entrare in una stanza spoglia e porre la sua domanda a un uomo più giovane seduto su un brutto divano che leggeva un giornale di corse. In qualche modo sospettavo che A fosse un padre e che B fosse suo figlio, ma non avevo prove. Ciò venne tuttavia confermato poco tempo dopo, quando B (che poi sarebbe diventato Lenny) dice ad A (che poi sarebbe diventato Max): "Papà, ti dispiace se cambio argomento?". Voglio chiedervi qualcosa. La cena che abbiamo fatto prima, come si chiamava? Come lo chiami? Perché non compri un cane? Sei un cuoco di cani. Onesto. Credi di cucinare per un sacco di cani.' Quindi, poiché B chiama A 'papà', mi è sembrato ragionevole supporre che fossero padre e figlio. A era chiaramente anche il cuoco e la sua cucina non sembrava essere tenuta in grande considerazione. Questo significava che non c'era nessuna madre? Non lo sapevo. Ma, come mi dissi in quel momento, i nostri inizi non conoscono mai la nostra fine.

'Dark.' Una grande finestra. Cielo serale. Un uomo, A (che poi diventerà Deeley), e una donna, B (che poi diventerà Kate), seduti con un drink. "Grasso o magro?" chiede l'uomo. Di chi stanno parlando? Ma poi vedo, in piedi davanti alla finestra, una donna, C (che poi diventerà Anna), in un'altra condizione di luce, di spalle, con i capelli scuri.

È un momento strano, il momento di creare personaggi che fino a quel momento non esistevano. Ciò che segue è intermittente, incerto, perfino allucinatorio, anche se a volte può essere una valanga inarrestabile. La posizione dell'autore è strana. In un certo senso non è accolto favorevolmente dai personaggi. I personaggi gli resistono, non è facile convivere con loro, sono impossibili da definire. Certamente non puoi dettarglielo. In un certo senso giochi con loro un gioco senza fine, gatto e topo, mosca cieca, nascondino. Ma alla fine scopri di avere tra le mani persone in carne e ossa, persone con volontà e sensibilità individuale, fatte di parti che non sei in grado di cambiare, manipolare o distorcere.

Quindi il linguaggio nell’arte rimane una transazione altamente ambigua, una sabbia mobile, un trampolino, una piscina ghiacciata che potrebbe cedere sotto di te, l’autore, in qualsiasi momento.

Ma come ho detto, la ricerca della verità non potrà mai fermarsi. Non può essere rinviato, non può essere rinviato. Deve essere affrontato, proprio lì, sul posto.

Il teatro politico presenta una serie di problemi completamente diversi. La predicazione deve essere evitata a tutti i costi. L'obiettività è essenziale. I personaggi devono poter respirare la propria aria. L'autore non può confinarli e costringerli a soddisfare il proprio gusto, la propria disposizione o il proprio pregiudizio. Deve essere pronto ad affrontarli da una varietà di angolazioni, da una gamma completa e disinibita di prospettive, cogliendoli di sorpresa, forse, di tanto in tanto, ma tuttavia dando loro la libertà di andare nella direzione che preferiscono. Questo non sempre funziona. E la satira politica, ovviamente, non aderisce a nessuno di questi precetti, anzi fa esattamente il contrario, che è la sua funzione propria.

Nella mia opera The Birthday Party penso di consentire a tutta una serie di opzioni di operare in una fitta foresta di possibilità prima di concentrarmi infine su un atto di sottomissione.

Mountain Language non pretende di avere un simile raggio d'azione. Rimane brutale, breve e brutto. Ma i soldati nella commedia si divertono un po'. A volte ci si dimentica che i torturatori si annoiano facilmente. Hanno bisogno di farsi una risata per mantenere alto il morale. Ciò è stato ovviamente confermato dagli eventi di Abu Ghraib a Baghdad. Mountain Language dura solo 20 minuti, ma potrebbe andare avanti per un'ora dopo l'altra, ancora e ancora e ancora, lo stesso schema ripetuto ancora e ancora, ancora e ancora, ora dopo ora.

Ashes to Ashes , invece, mi sembra ambientato sott'acqua. Una donna che sta annegando, la sua mano che si allunga tra le onde, cade fuori dalla vista, cerca gli altri, ma non trova nessuno lì, né sopra né sott'acqua, trova solo ombre, riflessi, galleggianti; la donna una figura perduta in un paesaggio che affoga, una donna incapace di sfuggire al destino che sembrava appartenere solo ad altri.

Ma come sono morti loro, anche lei deve morire.

Il linguaggio politico, così come viene utilizzato dai politici, non si avventura in nessuno di questi territori poiché la maggioranza dei politici, in base alle prove a nostra disposizione, non è interessata alla verità ma al potere e al mantenimento di quel potere. Per mantenere quel potere è essenziale che le persone rimangano nell’ignoranza, che vivano nell’ignoranza della verità, anche della verità della propria vita. Ciò che ci circonda quindi è un vasto arazzo di bugie, di cui ci nutriamo.

Come ognuno di noi sa, la giustificazione per l'invasione dell'Iraq era che Saddam Hussein possedeva un insieme altamente pericoloso di armi di distruzione di massa, alcune delle quali potevano essere usate in 45 minuti, provocando una devastazione spaventosa. Ci avevano assicurato che era vero. Non era vero. Ci è stato detto che l'Iraq aveva rapporti con Al Quaeda ed era corresponsabile delle atrocità di New York dell'11 settembre 2001. Ci è stato assicurato che era vero. Non era vero. Ci è stato detto che l’Iraq minacciava la sicurezza del mondo. Ci avevano assicurato che era vero. Non era vero.

La verità è qualcosa di completamente diverso. La verità ha a che fare con il modo in cui gli Stati Uniti comprendono il proprio ruolo nel mondo e come scelgono di incarnarlo.

Ma prima di tornare al presente vorrei dare uno sguardo al recente passato, intendendo con questo la politica estera degli Stati Uniti a partire dalla fine della Seconda Guerra Mondiale. Credo che sia obbligatorio per noi sottoporre questo periodo almeno ad una sorta di controllo, anche se limitato, che è tutto il tempo che ci sarà concesso qui.

Tutti sanno cosa accadde in Unione Sovietica e in tutta l’Europa orientale nel dopoguerra: la brutalità sistematica, le atrocità diffuse, la spietata repressione del pensiero indipendente. Tutto questo è stato pienamente documentato e verificato.

Ma la mia tesi qui è che i crimini statunitensi nello stesso periodo sono stati registrati solo superficialmente, e tanto meno documentati, e tanto meno riconosciuti, e tanto meno riconosciuti come crimini. Credo che questo problema debba essere affrontato e che la verità abbia una notevole influenza sulla situazione attuale del mondo. Sebbene limitate, in una certa misura, dall’esistenza dell’Unione Sovietica, le azioni degli Stati Uniti in tutto il mondo hanno reso chiaro che avevano concluso di avere carta bianca per fare ciò che volevano.

L’invasione diretta di uno stato sovrano non è mai stata, infatti, il metodo preferito dall’America. Nel complesso, ha preferito ciò che ha descritto come “conflitto a bassa intensità”. Un conflitto a bassa intensità significa che migliaia di persone muoiono, ma più lentamente che se si sganciasse su di loro una bomba in un colpo solo. Vuol dire che infetti il ​​cuore del Paese, che instauri una crescita maligna e guardi fiorire la cancrena. Quando la popolazione è stata sottomessa – o picchiata a morte – la stessa cosa – e i tuoi stessi amici, i militari e le grandi multinazionali, siedono comodamente al potere, vai davanti alla telecamera e dici che la democrazia ha prevalso. Questo era un luogo comune nella politica estera statunitense negli anni a cui mi riferisco.

La tragedia del Nicaragua è stata un caso altamente significativo. Scelgo di offrirlo qui come un potente esempio della visione dell'America del suo ruolo nel mondo, sia allora che oggi.

Alla fine degli anni '80 ero presente a un incontro presso l'ambasciata americana a Londra.

Il Congresso degli Stati Uniti stava per decidere se dare più soldi ai Contras nella loro campagna contro lo Stato del Nicaragua. Ero membro di una delegazione che parlava a nome del Nicaragua, ma il membro più importante di questa delegazione era padre John Metcalf. Il leader dell'organismo statunitense era Raymond Seitz (allora numero due dell'ambasciatore, in seguito ambasciatore stesso). Padre Metcalf disse: 'Signore, sono responsabile di una parrocchia nel nord del Nicaragua. I miei parrocchiani hanno costruito una scuola, un centro sanitario, un centro culturale. Abbiamo vissuto in pace. Alcuni mesi fa una forza dei Contras ha attaccato la parrocchia. Hanno distrutto tutto: la scuola, il centro sanitario, il centro culturale. Hanno violentato infermiere e insegnanti, massacrato medici nella maniera più brutale. Si comportavano come selvaggi. Per favore, chiedete al governo degli Stati Uniti di ritirare il suo sostegno a questa scioccante attività terroristica.'

Raymond Seitz aveva un'ottima reputazione come uomo razionale, responsabile e altamente sofisticato. Era molto rispettato negli ambienti diplomatici. Ascoltò, fece una pausa e poi parlò con una certa gravità. «Padre», disse, «lascia che ti dica una cosa. In guerra, le persone innocenti soffrono sempre.' Ci fu un silenzio gelido. Lo fissavamo. Non ha battuto ciglio.

Le persone innocenti, infatti, soffrono sempre.

Alla fine qualcuno disse: 'Ma in questo caso “persone innocenti” sono state vittime di un'atrocità raccapricciante sovvenzionata dal vostro governo, una tra tante. Se il Congresso concederà più soldi ai Contras, si verificheranno ulteriori atrocità di questo tipo. Non è così? Il vostro governo non è quindi colpevole di sostenere atti di omicidio e distruzione contro i cittadini di uno stato sovrano?'

Seitz era imperturbabile. "Non sono d'accordo che i fatti presentati supportino le sue affermazioni", ha detto.

Mentre lasciavamo l'ambasciata un aiutante americano mi ha detto che gli piacevano le mie opere teatrali. Non ho risposto.

Dovrei ricordarvi che all'epoca il presidente Reagan fece la seguente dichiarazione: "I Contras sono l'equivalente morale dei nostri padri fondatori".

Gli Stati Uniti hanno sostenuto la brutale dittatura di Somoza in Nicaragua per oltre 40 anni. Il popolo nicaraguense, guidato dai sandinisti, rovesciò questo regime nel 1979, con una rivoluzione popolare mozzafiato.

I sandinisti non erano perfetti. Possedevano una buona dose di arroganza e la loro filosofia politica conteneva una serie di elementi contraddittori. Ma erano intelligenti, razionali e civili. Si proponevano di creare una società stabile, dignitosa e pluralistica. La pena di morte è stata abolita. Centinaia di migliaia di contadini poveri furono riportati in vita. Oltre 100.000 famiglie ottennero il diritto alla terra. Furono costruite duemila scuole. Una campagna di alfabetizzazione davvero notevole ha ridotto l’analfabetismo nel paese a meno di un settimo. Fu istituita l’istruzione gratuita e un servizio sanitario gratuito. La mortalità infantile si ridusse di un terzo. La poliomielite è stata eradicata.

Gli Stati Uniti denunciarono questi risultati come una sovversione marxista/leninista. Secondo il governo americano si stava dando un esempio pericoloso. Se al Nicaragua fosse consentito stabilire norme fondamentali di giustizia sociale ed economica, se fosse consentito elevare gli standard di assistenza sanitaria e istruzione e raggiungere l’unità sociale e il rispetto nazionale, i paesi vicini si porrebbero le stesse domande e farebbero le stesse cose. Ovviamente all’epoca vi era una feroce resistenza allo status quo in El Salvador.

Ho parlato prima di “un arazzo di bugie” che ci circonda. Il presidente Reagan descriveva comunemente il Nicaragua come una “prigione totalitaria”. Ciò è stato generalmente interpretato dai media, e certamente dal governo britannico, come un commento accurato e corretto. Ma in realtà non c’era traccia di squadroni della morte sotto il governo sandinista. Non c'era traccia di tortura. Non c’era traccia di brutalità militare sistematica o ufficiale. Nessun prete è mai stato assassinato in Nicaragua. C'erano infatti tre sacerdoti nel governo, due gesuiti e un missionario di Maryknoll. Le segrete totalitarie in realtà erano proprio lì accanto, in El Salvador e in Guatemala. Gli Stati Uniti avevano abbattuto il governo democraticamente eletto del Guatemala nel 1954 e si stima che oltre 200.000 persone fossero state vittime delle successive dittature militari.

Sei dei gesuiti più illustri del mondo furono brutalmente assassinati presso l'Università Centroamericana di San Salvador nel 1989 da un battaglione del reggimento Alcatl addestrato a Fort Benning, Georgia, USA. Quell'uomo estremamente coraggioso, l'arcivescovo Romero, è stato assassinato mentre celebrava la messa. Si stima che morirono 75.000 persone. Perché sono stati uccisi? Sono stati uccisi perché credevano che una vita migliore fosse possibile e dovesse essere raggiunta. Quella convinzione li qualificò immediatamente come comunisti. Sono morti perché hanno osato mettere in discussione lo status quo, l’infinito plateau di povertà, malattia, degrado e oppressione, che era stato il loro diritto di nascita.

Gli Stati Uniti hanno finalmente rovesciato il governo sandinista. Ci sono voluti alcuni anni e una notevole resistenza, ma l'incessante persecuzione economica e 30.000 morti alla fine hanno minato lo spirito del popolo nicaraguense. Erano esausti e colpiti ancora una volta dalla povertà. I casinò tornarono nel paese. La sanità e l’istruzione gratuite erano finite. I grandi affari ritornarono con una vendetta. La “democrazia” aveva prevalso.

Ma questa “politica” non era affatto limitata all’America Centrale. È stato condotto in tutto il mondo. Non finiva mai. Ed è come se non fosse mai successo.

Gli Stati Uniti hanno sostenuto e in molti casi hanno generato ogni dittatura militare di destra nel mondo dopo la fine della Seconda Guerra Mondiale. Mi riferisco a Indonesia, Grecia, Uruguay, Brasile, Paraguay, Haiti, Turchia, Filippine, Guatemala, El Salvador e, ovviamente, Cile. L’orrore che gli Stati Uniti hanno inflitto al Cile nel 1973 non potrà mai essere eliminato e non potrà mai essere perdonato.

In questi paesi si sono verificati centinaia di migliaia di morti. Hanno avuto luogo? E sono in ogni caso imputabili alla politica estera americana? La risposta è sì, sono avvenuti e sono attribuibili alla politica estera americana. Ma non lo sapresti.

Non è mai successo. Non è mai successo niente. Anche mentre stava accadendo, non stava accadendo. Non importava. Non era di alcun interesse. I crimini degli Stati Uniti sono stati sistematici, costanti, feroci, spietati, ma pochissime persone ne hanno effettivamente parlato. Devi darlo all'America. Ha esercitato una manipolazione del potere piuttosto clinica in tutto il mondo, mascherandosi da forza per il bene universale. È un atto di ipnosi brillante, persino spiritoso e di grande successo.

Vi dico che gli Stati Uniti sono senza dubbio il più grande spettacolo in circolazione. Può essere brutale, indifferente, sprezzante e spietato ma è anche molto furbo. Come venditore è indipendente e il suo bene più vendibile è l'amore per se stessi. È un vincitore. Ascoltate tutti i presidenti americani in televisione pronunciare le parole "il popolo americano", come nella frase: "Dico al popolo americano che è tempo di pregare e di difendere i diritti del popolo americano e chiedo al popolo americano di confidano nel loro presidente nell'azione che sta per intraprendere a nome del popolo americano.'

È uno stratagemma scintillante. Il linguaggio viene effettivamente utilizzato per tenere a bada il pensiero. Le parole “il popolo americano” forniscono un cuscino di rassicurazione davvero voluttuoso. Non hai bisogno di pensare. Basta sdraiarsi sul cuscino. Il cuscino può soffocare la tua intelligenza e le tue facoltà critiche, ma è molto comodo. Ciò non si applica ovviamente ai 40 milioni di persone che vivono al di sotto della soglia di povertà e ai 2 milioni di uomini e donne imprigionati nei vasti gulag delle carceri, che si estendono attraverso gli Stati Uniti.

Gli Stati Uniti non si preoccupano più dei conflitti a bassa intensità. Non vede più alcun motivo di essere reticenti o addirittura subdoli. Mette le carte in tavola senza timori né favoritismi. Semplicemente se ne frega delle Nazioni Unite, del diritto internazionale o del dissenso critico, che considera impotenti e irrilevanti. Ha anche il suo agnellino belante che lo segue al guinzaglio, la patetica e supina Gran Bretagna.

Cosa è successo alla nostra sensibilità morale? Ne abbiamo mai avuta? Cosa significano queste parole? Si riferiscono a un termine usato molto raramente oggigiorno: coscienza? Una coscienza che ha a che fare non solo con le nostre azioni, ma anche con la nostra responsabilità condivisa negli atti degli altri? Tutto questo è morto? Guarda Guantanamo Bay. Centinaia di persone detenute senza accusa per oltre tre anni, senza rappresentanza legale o giusto processo, tecnicamente detenute per sempre. Questa struttura totalmente illegittima viene mantenuta a dispetto della Convenzione di Ginevra. Non solo è tollerato, ma difficilmente viene preso in considerazione da quella che viene chiamata la “comunità internazionale”. Questo atto criminale viene commesso da un paese che si dichiara “il leader del mondo libero”. Pensiamo agli abitanti di Guantanamo Bay? Cosa dicono i media di loro? Compaiono occasionalmente: un piccolo elemento a pagina sei. Sono stati consegnati a una terra di nessuno dalla quale, in effetti, potrebbero non tornare mai più. Attualmente molti sono in sciopero della fame e vengono sottoposti ad alimentazione forzata, compresi i residenti britannici. Nessuna sottigliezza in queste procedure di alimentazione forzata. Nessun sedativo o anestetico. Solo un tubo che ti è infilato nel naso e nella gola. Vomiti sangue. Questa è tortura. Che cosa ha detto il ministro degli Esteri britannico al riguardo? Niente. Cosa ha detto il primo ministro britannico a riguardo? Niente. Perché no? Perché gli Stati Uniti hanno detto: criticare la nostra condotta a Guantánamo costituisce un atto ostile. O sei con noi o contro di noi. Quindi Blair sta zitto.

L’invasione dell’Iraq è stata un atto da bandito, un atto di palese terrorismo di stato, che ha dimostrato un disprezzo assoluto per il concetto di diritto internazionale. L’invasione è stata un’azione militare arbitraria ispirata da una serie di bugie su bugie e da una grossolana manipolazione dei media e quindi del pubblico; un atto inteso a consolidare il controllo militare ed economico americano del Medio Oriente mascherando – come ultima risorsa – tutte le altre giustificazioni che non sono riuscite a giustificarsi – da liberazione. Una formidabile affermazione della forza militare responsabile della morte e della mutilazione di migliaia e migliaia di persone innocenti.

Abbiamo portato tortura, bombe a grappolo, uranio impoverito, innumerevoli omicidi casuali, miseria, degrado e morte al popolo iracheno e lo chiamiamo "portare libertà e democrazia in Medio Oriente".

Quante persone devi uccidere prima di poter essere descritto come un assassino di massa e un criminale di guerra? Centomila? Più che sufficiente, avrei pensato. Pertanto è giusto che Bush e Blair siano citati davanti alla Corte Penale Internazionale di Giustizia. Ma Bush è stato intelligente. Non ha ratificato la Corte penale internazionale di giustizia. Pertanto, se qualche soldato americano o anche un politico si ritrova sul banco degli imputati, Bush ha avvertito che invierà i marines. Ma Tony Blair ha ratificato la Corte ed è quindi disponibile per il procedimento giudiziario. Possiamo lasciare che la Corte abbia il suo indirizzo se è interessata. È il numero 10 di Downing Street, Londra.

La morte in questo contesto è irrilevante. Sia Bush che Blair mettono la morte in secondo piano. Almeno 100.000 iracheni furono uccisi dalle bombe e dai missili americani prima che iniziasse l'insurrezione irachena. La loro morte non esiste. Sono vuoti. Non vengono nemmeno registrati come morti. "Non facciamo la conta delle vittime", ha detto il generale americano Tommy Franks.

All'inizio dell'invasione fu pubblicata sulla prima pagina dei giornali britannici una fotografia di Tony Blair che baciava la guancia di un ragazzino iracheno. "Un bambino grato", diceva la didascalia. Pochi giorni dopo c'era una storia e una fotografia, in una pagina interna, di un altro bambino di quattro anni senza braccia. La sua famiglia era stata fatta saltare in aria da un missile. Era l'unico sopravvissuto. "Quando mi ridaranno le braccia?" chiese. La storia è stata abbandonata. Ebbene, Tony Blair non teneva tra le sue braccia né lui né il corpo di nessun altro bambino mutilato, né il corpo di nessun cadavere insanguinato. Il sangue è sporco. Ti sporca la camicia e la cravatta quando fai un discorso sincero in televisione.

I 2.000 morti americani sono motivo di imbarazzo. Vengono trasportati nelle loro tombe nell'oscurità. I funerali sono discreti, fuori pericolo. I mutilati marciscono nei loro letti, alcuni per il resto della vita. Quindi i morti e i mutilati marciscono entrambi, in diversi tipi di tombe.

Ecco un estratto da una poesia di Pablo Neruda , "Sto spiegando alcune cose":

E una mattina tutto ciò che bruciava,
una mattina i roghi
saltarono fuori dalla terra
divorando gli esseri umani
e da allora fuoco,
da allora polvere da sparo,
e da allora sangue.
Banditi con aeroplani e mori,
banditi con anelli e duchesse,
banditi con frati neri che spruzzavano benedizioni
attraversavano il cielo per uccidere bambini
e il sangue dei bambini scorreva per le strade
senza clamore, come sangue di bambini.

Sciacalli che gli sciacalli disprezzerebbero
le pietre che il cardo secco morderebbe e sputerebbe,
vipere che le vipere abominerebbero.

Faccia a faccia con te ho visto il sangue
della Spagna torreggiare come una marea
per affogarti in un'ondata
di orgoglio e di coltelli.

Generali traditori
:
guardate la mia casa morta,
guardate la Spagna spezzata:
da ogni casa sgorga metallo ardente
invece che fiori
da ogni alveolo della Spagna
esce la Spagna
e da ogni bambino morto un fucile con gli occhi
e da ogni delitto nascono proiettili
che un giorno troveranno
il centro del vostro cuore.

E ti chiederai: perché la sua poesia non
parla di sogni e di foglie
e dei grandi vulcani della sua terra natale.

Venite a vedere il sangue nelle strade.
Venite a vedere
il sangue nelle strade.
Venite a vedere il sangue
nelle strade! 

Vorrei chiarire che citando la poesia di Neruda non sto in alcun modo paragonando la Spagna repubblicana all'Iraq di Saddam Hussein. Cito Neruda perché da nessuna parte nella poesia contemporanea ho letto una descrizione così potente e viscerale del bombardamento dei civili.

Ho già detto in precedenza che gli Stati Uniti sono ormai totalmente franchi nel mettere le carte in tavola. Questo è il caso. La sua politica dichiarata ufficialmente è ora definita come “potere a tutto spettro”. Questo non è il mio termine, è il loro. “Potere a tutto spettro” significa controllo di terra, mare, aria e spazio e di tutte le risorse correlate.

Gli Stati Uniti occupano oggi 702 installazioni militari in tutto il mondo in 132 paesi, con l’onorevole eccezione della Svezia, ovviamente. Non sappiamo bene come siano arrivati ​​lì, ma sono lì eccome.

Gli Stati Uniti possiedono 8.000 testate nucleari attive e operative. Duemila sono in allerta, pronte a essere lanciati con un preavviso di 15 minuti. Sta sviluppando nuovi sistemi di forza nucleare, noti come bunker busters. Gli inglesi, sempre cooperativi, intendono sostituire il proprio missile nucleare, Trident. A chi, mi chiedo, mirano? Osama bin Laden? Voi? Me? Joe Dokes? Cina? Parigi? Chi lo sa? Ciò che sappiamo è che questa follia infantile – il possesso e la minaccia dell’uso di armi nucleari – è al centro dell’attuale filosofia politica americana. Dobbiamo ricordare a noi stessi che gli Stati Uniti hanno un piano militare permanente e non mostrano alcun segno di intenzione di allentarlo.

Molte migliaia, se non milioni, di persone negli stessi Stati Uniti sono manifestamente disgustate, vergognose e arrabbiate per le azioni del loro governo, ma per come stanno le cose non sono ancora una forza politica coerente. Ma è improbabile che l’ansia, l’incertezza e la paura che vediamo crescere ogni giorno negli Stati Uniti diminuiscano.

So che il presidente Bush ha molti autori dei suoi discorsi estremamente competenti, ma vorrei offrirmi volontario per questo lavoro. Propongo il seguente breve discorso che potrà rivolgere alla nazione in televisione. Lo vedo serio, i capelli accuratamente pettinati, serio, accattivante, sincero, spesso seducente, a volte con un sorriso ironico, curiosamente attraente, un vero uomo.

'Dio è buono. Dio è grande. Dio è buono. Il mio Dio è buono. Il Dio di Bin Laden è cattivo. Il suo è un Dio cattivo. Il Dio di Saddam era cattivo, solo che non ne aveva uno. Era un barbaro. Non siamo barbari. Non tagliamo la testa alle persone. Crediamo nella libertà. Così fa Dio. Non sono un barbaro. Sono il leader democraticamente eletto di una democrazia amante della libertà. Siamo una società compassionevole. Diamo la folgorazione compassionevole e l'iniezione letale compassionevole. Siamo una grande nazione. Non sono un dittatore. Egli è. Non sono un barbaro. Egli è. E lui è. Lo sono tutti. Possiedo autorità morale. Vedi questo pugno? Questa è la mia autorità morale. E non dimenticarlo.'

La vita di uno scrittore è un'attività estremamente vulnerabile, quasi nuda. Non dobbiamo piangere per questo. Lo scrittore fa la sua scelta e la mantiene. Ma è vero che sei aperto a tutti i venti, alcuni dei quali davvero gelidi. Sei fuori da solo, su un arto. Non trovi rifugio, né protezione – a meno che non menti – nel qual caso ovviamente hai costruito la tua protezione e, si potrebbe sostenere, sei diventato un politico.

Questa sera ho parlato più volte della morte. Citerò ora una mia poesia intitolata "La Morte".

Dove è stato ritrovato il cadavere?
Chi ha trovato il cadavere?
Il cadavere era morto quando è stato trovato?
Come è stato ritrovato il cadavere?

Chi era il cadavere?

Chi era il padre o la figlia o il fratello
O lo zio o la sorella o la madre o il figlio
Del corpo morto e abbandonato?

Il corpo era morto quando è stato abbandonato?
Il corpo è stato abbandonato?
Da chi era stato abbandonato?

Il cadavere era nudo o vestito per un viaggio?

Cosa ti ha fatto dichiarare morto il cadavere?
Hai dichiarato morto il cadavere?
Quanto bene conoscevi il cadavere?
Come sapevi che il cadavere era morto?

Hai lavato il cadavere
Gli hai chiuso entrambi gli occhi
Hai seppellito il cadavere
Lo hai lasciato abbandonato
Hai baciato il cadavere

Quando ci guardiamo allo specchio pensiamo che l'immagine che abbiamo di fronte sia accurata. Ma spostati di un millimetro e l'immagine cambia. In realtà siamo di fronte ad una gamma infinita di riflessioni. Ma a volte uno scrittore deve rompere lo specchio, perché è dall’altra parte di quello specchio che la verità ci fissa.

Credo che, nonostante le enormi probabilità che esistono, la ferma, incrollabile e feroce determinazione intellettuale, come cittadini, di definire la vera verità delle nostre vite e delle nostre società sia un obbligo cruciale che spetta a tutti noi. In effetti è obbligatorio.

Se tale determinazione non si incarna nella nostra visione politica, non abbiamo alcuna speranza di ripristinare ciò che è stato così quasi perduto per noi: la dignità dell’uomo.

Copyright © Fondazione Nobel 2005


POESIE

God Bless America

Here they go again,
The Yanks in their armoured parade
Chanting their ballads of joy
As they gallop across the big world
Praising America’s God.

The gutters are clogged with the dead
The ones who couldn’t join in
The others refusing to sing
The ones who are losing their voice
The ones who’ve forgotten the tune.

The riders have whips which cut.
Your head rolls onto the sand
Your head is a pool in the dirt
Your head is a stain in the dust
Your eyes have gone out and your nose
Sniffs only the pong of the dead
And all the dead air is alive
With the smell of America’s God.

 

Dio benedica l’America

Ed eccoli che ripartono,
gli yankee corazzati in parata
e intonano ballate festose
da una parte all’altra del mondo al galoppo
rendendo lode al Dio d’America.

I marciapiedi sono ingombri di morti
chi non ha potuto partecipare
chi si è rifiutato di cantare
chi sta perdendo la voce
chi ha scordato le note.

Tagliano, le fruste dei cavalieri.
La testa rotola sulla sabbia
la testa diventa una pozzanghera nella terra
la testa diventa una macchia nella polvere
ti escono gli occhi dalle orbite e il naso
sente solo il tanfo dei morti
ma è viva quell’aria di morte
e puzza del Dio d’America.

Democrazia

Non c’è via di scampo.
Eccoli lì quei cazzi enormi.
Vanno a fottere tutto ciò che incontrano.
Guardatevi le spalle

Incontro

Nel cuore della notte

i morti da tempo guardano
quelli che sono appena morti
che camminano verso di loro

il cuore ha un lieve fremito
quando i morti si abbracciano
quelli che sono morti da tempo
con quelli appena morti
che camminano verso di loro

si baciano piangendo
incontrandosi ancora
per la prima e per l’ultima volta

Tutto ciò che

Tutto ciò che ho fatto

e, facendolo, ho mentito.
E tutto ciò che ho nascosto
fingendolo morto.

Ma tutto ciò che ho nascosto
era sempre detto,
però, nascosto, spiava
nei beni altrui.

E tutto ciò che ho preso in giro
e messo a letto
e, coricandosi, diceva
di ciò che avevo fatto

a tutto ciò che mi piangeva
dietro la testa
e, piangendo, moriva
e non è morto.

Estraneo

Che tu abbia fatto cambio
e l’abbia frequentata.
Che tu abbia reso cenere
il fuoco della sua partenza.
Che tu sia entrato
dove io non avevo eco.
Che tu ti sia avventurato
dove io ero un estraneo.
Che tu abbia lusingato
quando il pendolo era sospeso.
Che tu ti sia interposto
nel suo sogno curioso.
Che tu abbia dato istruzioni
dalla tua casa alfabeto.
Che tu abbia confuso le sue palpebre
fino a farne pietra.
Che tu abbia reso
inaudibile l’eco
tanto da riuscire a separarci
quando l’eco era svanito.
Che tu abbia condizionato
la sua vedovanza a venire.
Che tu fossi l’estraneo
che rendeva estranea la calma.
Che tu abbia provocato
il tuono al temporale.
Che la tua fosse la pratica abituale –

Non mi meraviglia.

Le “relazioni particolari” (Usa/GB)

Scoppiano le bombe
scoppiano le gambe
scoppiano le teste

scoppiano le braccia
scoppiano i piedi
si spegne la luce

scoppiano le teste
scoppiano le gambe
cresce la goduria

i morti sono fango
si spengono le luci
i morti sono polvere

un uomo si china
di fronte a un altro
e succhia la sua goduria

Può darsi che la morte stia invecchiando

Può darsi che la morte stia invecchiando
però conserva ancora un certo peso

e con quella sua limpida luce
ti lascia disarmato

(…)


(da Poesie d’amore, di silenzio, di guerra – Einaudi Editore)


29 dicembre 2023 - Eugenio Caruso


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