GRANDI PERSONAGGI STORICI - Ritengo che ripercorrere le vite dei maggiori personaggi della storia del pianeta, analizzando le loro virtù e i loro difetti, le loro vittorie e le loro sconfitte, i loro obiettivi, il rapporto con i più stretti collaboratori, la loro autorevolezza o empatia, possa essere un buon viatico per un imprenditore come per una qualsiasi persona. Gli imperatori romani figurano in un'altra sezione.
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I PIU' ANTICHI (oltre il 1000 aC)
Menes - ......./3125 aC
Cheope - ....../2566 aC
Chefren ....../2532
Gilgames - prime iscrizioni nel 2500 aC
Sargon - 2335/2279 aC
Shamshi Adad I - 1813/1781 aC
Hammurabi - 1792/1750 aC
Akhenaton - 1375/1333 aC
Tutanchamon - 1341/1323 aC
Ramsete II - 1303/1213 aC
Semiramide ( IX secolo a.C.) è stata una leggendaria regina assiro-babilonese, moglie dell'altrettanto leggendario re Nino, fondatore eponimo di Ninive.
Semiramide riceve la notizia della rivolta di Babilonia, dipinto del Guercino, conservato presso il Museo delle belle arti di Boston
Tale figura mitica viene ricollegata alla regina assira Shammuramat, moglie del re assiro Shamshi-Adad V (che governò dall'823 all'811 a.C.) e reggente per il figlio Addu-Nirari III[1].
Biografia secondo gli autori greci e romani
Compare nelle narrazioni di diversi autori greci (ad esempio nei “Persiká” - di Ctesia di Cnido) come moglie del leggendario (in quanto assente dalle liste dei sovrani di Assiria compilate dal raffronto tra resoconti storici e ritrovamenti archeologici) re Nino, che si sarebbe invaghito di lei quand'era ancora sposa del generale Onne; il re avrebbe chiesto al generale di lasciarla e Onne si sarebbe suicidato. In seguito Semiramide sarebbe succeduta a Nino, morto in battaglia, assumendo la reggenza per il figlio Nynias.
Secondo diverse varianti, Semiramide si sarebbe invece impadronita del potere con uno stratagemma e avrebbe fatto incarcerare e poi uccidere il marito, allontanando il figlio Nynias dalla corte e facendosi passare per lui; per mascherare la sua femminilità avrebbe adottato un abito che copriva braccia e gambe, imponendolo a tutti i sudditi.. Sarebbe poi stata uccisa in seguito a un complotto ordito dal figlio, ma secondo un'altra variante sarebbe riuscita a sventare il complotto e avrebbe perdonato il figlio, per poi suicidarsi.
Per Erodoto si sarebbe trattato di una grande sovrana. Figlia della dea Derceto, durante il suo regno conquistò la Media, l'Egitto e l'Etiopia, e realizzò grandi opere di pace come l'edificazione delle mura e dei giardini pensili di Babilonia, una delle sette meraviglie del mondo antico. Viene ripresa da autori più tardi, come Diodoro Siculo, che non le attribuisce i giardini pensili ma la costruzione di diversi palazzi e della galleria dell'Eufrate, così come della città di Ecbatana, e un regno lungo 42 anni. Ammiano Marcellino ha attribuito a Semiramide l'invenzione degli eunuchi di corte.
Semiramide negli autori cristiani e nell'arte
Per gli scrittori cristiani medioevali Semiramide assurge a simbolo dell'assolutismo pagano, crudele e licenzioso fino all'incesto. Ne parlano Giustino (martire cristiano del II secolo), Agostino di Ippona e il suo discepolo Paolo Orosio, cui attinse poi anche Dante Alighieri, che la pone tra le persone che peccarono di lussuria nel secondo cerchio dell'Inferno (Inferno, V, 52-60).
In questo cerchio, Dante dice che Semiramide era così lussuriosa che, per far in modo che il suo comportamento risultasse "normale" agli occhi della popolazione, promosse una legge, attraverso la quale tutti i sudditi potevano essere altrettanto lussuriosi (dai versi di Dante «che libito fé licito in sua legge»). Infatti si vergognava profondamente di essersi innamorata del figlio, che però costrinse a un rapporto incestuoso (dai versi «per torre il biasmo in che era condotta»).
Anche Boccaccio,>nel De mulieribus claris, la condanna come ambiziosa, libidinosa e crudele. Nel libretto dell'opera omonima di Rossini c'è inoltre un vago parallelo con l'Orestea, in quanto Semiramide è colpevole dell'uccisione del re defunto e suo figlio per errore la uccide.
L'antica cronaca di Treviri, Gesta Treverorum, attribuisce a Semiramide la causa della fondazione della città: ella infatti avrebbe cacciato dal regno assiro il figliastro Trebata, che, vagando col suo seguito per l'Europa, avrebbe finito col fondare questa città.
Christine de Pizan, nel libro La Città delle Donne (XV secolo), è l'unica dell'epoca che ne parla positivamente. Un brevissimo cenno di segno almeno in parte positivo lo si ritrova in Petrarca già nel secolo precedente (Trionfi, Triumphus Fame II, vv. 103-105). La storia di Semiramide è inoltre il soggetto del dramma La hija del aire ("La figlia dell'aria") di Pedro Calderón de la Barca.
«Semiramide fu una donna di immenso valore e grande coraggio nelle imprese e nell'esercizio delle armi. Fu sposa del re Nino, che diede il nome alla città di Ninive, e diventò un grande conquistatore grazie all'aiuto di Semiramide, che cavalcava in armi al suo fianco. Egli conquistò la grande Babilonia, i vasti territori degli Assiri e molti altri paesi. Questa donna era ancora molto giovane quando Nino venne ucciso da una freccia, durante l'assalto a una città. Dopo aver celebrato solennemente il rito funebre la donna non abbandonò l'esercizio delle armi, anzi più di prima prese a governare e realizzò tali e tante opere notevoli, che nessun uomo poteva superarla in forza e in vigore. Era così temuta come guerriera, che non solo mantenne i territori già conquistati ma, alla testa di una grande armata, mosse guerra all'Etiopia, contro cui combatté con ardimento, conquistandola e unendola al suo impero. Da lì partì per l'India e attaccò in forze gli Indiani, ai quali nessuno aveva mai osato dichiarare guerra, li vinse e li soggiogò. In seguito arrivò a conquistare tutto l'Oriente, sottomettendolo alle sue leggi. Oltre a queste conquiste, Semiramide fece ricostruire e consolidare la città di Babilonia, fece costruire nuove fortificazioni e grandi e profondi fossati tutt'intorno.»
(Traduzione di P. Caraffi, pp. 107; 109.

La regina Semiramide, dipinto del pittore tortonese Cesare Saccaggi (1905)
François Rabelais, nel primo libro di Pantagruele, inserisce la regina nella lista di regnanti mandati all'Inferno nel sogno di Epistemone. Come nella miglior tradizione carnevalesca l'Inferno rappresenta il rovesciamento del mondo terreno: i regnanti del passato vengono abbassati a occuparsi dei lavori più abietti, e qui la regina Semiramide è una spidocchiatrice di straccioni.
Semiramide e la lirica
Esistono diverse opere liriche incentrate sulla storia di Semiramide:
Semiramide di Antonio Vivaldi;
Semiramide di Gioachino Rossini;
Semiramide riconosciuta di Christoph Willibald Gluck;
Semiramide riconosciuta di Niccolò Jommelli;
Semiramide riconosciuta di Antonio Maria Sacchini;
Semiramide riconosciuta di Giacomo Meyerbeer;
Semiramide riconosciuta di Nicola Porpora;
Semiramide, regina d'Assiria di Nicola Porpora;
Semirama di Ottorino Respighi.
NDR Sono più propenso a credere alle versioni degli scrittori greci; nel medioevo fu narrata come simbolo della lussuria, per creare un simbolo "reale" del peccato.
RIASSUNTO
Abile regnante con doti di leadership e promotrice di costruzioni straordinarie – come i giardini pensili di Babilonia –, ma anche donna impulsiva e crudele che non esitava a sbarazzarsi dei suoi innumerevoli amanti quando si stancava di loro. Cosi` venne descritta, nei Rinascimento, Semiramide, la regina piu` famosa della storia dell’antica Mesopotamia. Grazie alle imprese eccezionali che le attribuirono gli autori greci e latini, quest’antica sovrana assira divenne un personaggio ricorrente nella pittura, nella poesia e nel teatro.
Intorno alla sua figura fiori` un vero e proprio mito che ogni autore rielaborava a suo piacimento, fino ad arrivare alla tragedia di Voltaire nel XVIII secolo e a diverse altre opere fino al XIX secolo. Eppure Semiramide non e` un personaggio immaginario: e` esistita realmente e si chiamava Sammu-ramat. Tuttavia le informazioni disponibili sulla mitica sovrana sono piuttosto scarse.
La vera Semiramide
Finora sono stati confermati solo quattro testi in cui si parla di Semiramide: due stele (una proveniente da Kizkapanli, un villaggio appartenente all’attuale Turchia, e l’altra rinvenuta ad Assur, nell’odierno Iraq) e due statue dedicate a Nabu, il dio babilonico della saggezza e della scrittura, ritrovate nella citta` di Nimrud, una delle capitali assire. A questa scarsa documentazione su Sammu-ramat si aggiunge il fatto che non si conosce l’etimologia esatta del suo nome, per il quale e` stato suggerito il significato di “altocielo”.
Tutte e quattro le iscrizioni che fanno riferimento a Sammu-ramat permettono di stabilire che la regina, vissuta in Assiria tra il IX e l’VIII secolo a.C., sia stata sposata con il re Shamsi-Adad V e sia stata la madre del re Adad-Nirari III. I quattro testi rinvenuti fino a oggi dimostrano inoltre che Sammu-ramat ricopri` un ruolo politico importante durante il regno di suo figlio Adad-Nirari III; a questo proposito, spicca la stele di Kizkapanli, in cui si afferma che la regina accompagno` suo figlio perfino quando quest’ultimo attraverso` il fiume Eufrate per affrontare il re della citta` siriana di Arpad. Quest’importante ruolo politico ha portato a ritenere che, dopo la morte del suo sposo e durante i primi cinque anni del regno di Adad-Nirari III, Sammu-ramat abbia ricoperto la carica di reggente. L’insufficiente documentazione pervenutaci non permette purtroppo di stabilire con certezza se Sammu-ramat abbia veramente assunto questo ruolo. E` tuttavia evidente che la regina esercitò` un potere politico straordinario, come nessun’altra donna riusci` a fare nel corso della storia della Mesopotamia.
Sembra inoltre che l’importanza del ruolo politico di Sammu-samat sia penetrata cosi` profondamente nell’antica Mesopotamia da impregnarne la tradizione orale durante secoli. Effettivamente, a partire dal V secolo a.C., gli autori e storici greco-latini, a cominciare da Erodoto, recuperarono nelle loro opere la figura di questa regina straordinaria, divenuta famosa con il nome greco di Semiramide.
Tra i numerosi autori dell’antichità` che parlano di Semiramide spicca Diodoro Siculo, uno scrittore greco del I secolo a.C., il quale, nel secondo libro della sua Biblioteca storica, ci tramanda una biografia estremamente dettagliata della regina assira. Per lavorare su questo testo Diodoro s'ispira a un autore precedente: Ctesia di Cnido, un medico greco che era vissuto circa quattrocento anni prima alla corte persiana e la cui opera, i Persika´, e` purtroppo andata perduta. Secondo Diodoro, Semiramide nacque ad Ascalone, una citta` situata nell’attuale Israele, e fu frutto della relazione amorosa tra la dea Derceto e un giovane siriano. L’unione fra dea e umano le conferi` un carattere semidivino. Poichè´ si vergognava di questa relazione, la madre abbandono` la bambina in un luogo desertico e roccioso. Li` fu salvata da Simma, il governatore delle mandrie del re d’Assiria, che decise di adottarla e di chiamarla Semiramide. Una volta cresciuta, Semiramide diventò` una ragazza di straordinaria bellezza. Quando Menone, il governatore reale della provincia della Siria, la conobbe in occasione di un’ispezione delle mandrie del re, rimase incantato dalla sua bellezza. Menone ottenne da Simma il consenso per sposarla e dopo il matrimonio la portò` con se´ a Ninive. In seguito, il governatore siriano ricevette l’incarico di assediare la citta` di Battra, capitale del regno battriano, situato in Asia Centrale. Durante la spedizione Menone era affranto dalla nostalgia per la sua sposa, cosi` le chiese di raggiungerlo. Semiramide non si limito` a recarsi in quella sperduta regione asiatica, ma escogitò` un astuto stratagemma per ottenere la capitolazione della citta` assediata: riusci` a espugnare la cittadella capeggiando lei stessa un gruppo di soldati. Quando venne a conoscenza dell’impresa, il re assiro Nino volle conoscere l’eroina di persona.
Quando il sovrano la vide se ne innamorò`, perciò` chiese a suo marito di concedergliela come sposa in cambio di una delle sue figlie. Menone rifiutò` ma, di fronte alle pressioni e alle minacce del re, scelse di suicidarsi. In questo modo, Semiramide sposò` Nino e divenne regina d’Assiria. Poco tempo dopo il re Nino mori` e Semiramide si occupò` personalmente del governo in attesa che Ninia, il figlio che aveva concepito con il re e che a quel tempo era solo un neonato, raggiungesse un’eta` adatta a farsi carico del trono.
Secondo gli storici greci la nuova regina si distinse per il suo fervore architettonico, con cui volle emulare la straordinaria attivita` del defunto Nino, e fece edificare una nuova citta` sulle rive dell’Eufrate: Babilonia (in realta`, sappiamo che quest’ultima era gia` una grande capitale nel II millennio a.C.). Diodoro Siculo sostiene che Semiramide non solo eresse la città`, ma anche il palazzo reale, il tempio di Marduk e le sue impressionanti mura. E` importante sottolineare che Diodoro, a differenza di altri autori greco-latini come Strabone, non attribuisce la costruzione dei giardini pensili – una delle sette meraviglie del mondo antico alla regina Semiramide, bensi` al re Nabucodonosor II, il sovrano che porto` Babilonia al suo massimo splendore.
Diodoro Siculo racconta inoltre che la risoluta Semiramide, dopo la costruzione di Babilonia, intraprese diverse spedizioni militari contro la Persia, a est, e contro la Libia, nel nord Africa, regioni che si erano ribellate e che la regina assoggettò` nuovamente. Durante il suo viaggio verso la Libia, la sovrana sostò` in Egitto per consultare il famoso oracolo del dio Amon, il quale le preannunciò` che suo figlio Ninia avrebbe congiurato contro di lei per poi ucciderla. Dopo aver eroicamente sottomesso la
Libia, Semiramide organizzò` l’operazione militare piu` importante e difficile di tutte: l’invasione dell’India, paese che si credeva colmo di straordinarie ricchezze, specialmente metalli e pietre preziose. Consapevole delle difficolta` che il progetto avrebbe comportato, Semiramide fece preparativi scrupolosi per due anni, arruolò` soldati da tutti gli angoli del regno e ordinò` ad artigiani fenici di costruire imbarcazioni con cui attraversare il fiume Indo. Tuttavia, nonostante i suoi minuziosi piani, l’invasione dell’India fu un fallimento e perfino la stessa regina rimase ferita.
In seguito a questa conquista mancata, la sovrana Semiramide venne a conoscenza del fatto che suo figlio Ninia stava preparando un complotto contro di lei per sottrarle il trono. Memore della profezia dell’oracolo di Amon risalente a due anni prima, invece di punire il colpevole del complotto, decise di ritirarsi e cedergli il potere. Circa la fine di Semiramide, Diodoro Siculo narra che, in seguito alla sua abdicazione, la regina si trasformo` in una colomba cosi` da potersi unire a coloro che l’avevano allevata quando era stata abbandonata da sua madre. Lo storico romano Giustino (II-III secolo d.C.), invece, sostiene che fu assassinata da suo figlio Ninia, mentre Gaio Giulio Igino, autore latino del I secolo a.C., afferma che la leggendaria regina si suicido` gettandosi sul rogo.
La storia di Semiramide, cosi` come viene narrata dagli autori greco-latini come Diodoro Siculo, presenta evidenti parallelismi con altri racconti mitologici dell’antichita`. Per esempio, l’origine semidivina di Semiramide, concepita da una dea e da un mortale, ricorda molto la storia del leggendario eroe Ercole. Il suo abbandono quando era appena nata rimanda a un episodio simile dell’infanzia del re Sargon di Akkad. Allo stesso modo, la consultazione dell’oracolo di Amon e l’invasione dell’India sono imprese che secoli dopo realizzera` anche il conquistatore e re macedone Alessandro Magno. L’unica cosa che hanno in comune la Sammu-ramat della storia e la Semiramide leggendaria e` la condizione di donne straordinarie: stando ai dati disponibili, Sammu-ramat fu la prima donna nella storia della Mesopotamia a ricoprire un ruolo politico importante, forse come reggente durante l’infanzia di suo figlio Adad-Nirari III. La Semiramide che ci presentano gli autori greco-latini è, quindi, ` la prima regina a portare a compimento imprese eccezionali.
A partire dal Rinascimento, molte opere artistiche e letterarie hanno contribuito a diffondere il mito di Semiramide. Grazie a poeti, scrittori e artisti, il grande pubblico e` venuto a conoscenza della gloriosa esistenza di una regina assira chiamata Semiramide. Esattamente come Sammu-ramat, il personaggio storico a cui si ispiro`, la regina Semiramide raggiunse traguardi impensabili, che prima di lei erano imprese riservate unicamente agli uomini. Per questa ragione, Semiramide e Sammu-ramat possono essere considerate “regine dello straordinario”.
Eugenio Caruso
- 25 agosto 2026