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Vito Laterza e il ruolo di Benedetto Croce nella casa editrice

INVENTORI E GRANDI IMPRENDITORI

In questa corposa sottosezione illustro la vita di quei capitani d'industria e/o inventori che hanno sostanzialmente contribuito al progresso industriale del mondo occidentale con particolare riguardo dell'Italia.

Biografie precedenti

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D - Gottlieb Wilhelm Daimler - Cecilia Danieli - Ernesto De Angeli - Filippo De Cecco - Raffaele De Ferrari - Rudolf Diesel - Walt Disney - Guido Donegani - Antonio Cavalieri Ducati - William Durant -
E - Thomas Edison - Carlo Erba - Carlo Esterle -
F - Giorgio Enrico Falck - Alberto Fassini - Renato Fastigi - Carlo Feltrinelli - Salvatore Ferragamo - Enzo Ferrari - Michele Ferrero - Serafino Ferruzzi - Giovanni Battista Figari - Ignazio Florio - Henry Ford - Eden Fumagalli -
G - Egidio Galbani - Edoardo Garrone - Giuseppe Gilera - Francesco Gondrand - Riccardo Gualino - Carlo Guzzi -
H - Hewlett e Packard - Ulrico Hoepli -
I - Ferdinando Innocenti -
L - Vincenzo Lancia - Achille Lauro - Roberto Lepetit - Mattia Locatelli - Florestano de Larderel - Luigi Lavazza -
K - Raymond Albert Kroc - Alfred Krupp
M - Ercole Marelli - Franco Marinotti - Alessandro Martini - Alfieri Maserati- Gaetano Marzotto - Enrico Mattei - Domenico Melegatti - Archimede Menarini - Aristide Merloni - Fratelli Michelin - Arnoldo Mondadori - Ilario Montesi - Angelo Moratti - Angelo Motta -
N - Vittorio Necchi
O - Adriano Olivetti
P - Mario Pavesi - Ferdinando Peretti - Ferdinando Maria Perrone - Carlo Pesenti - Armand Peugeot - Enrico Piaggio - Pininfarina - Giovanni Battista Pirelli - John Pemberton - Stephen Poplawski - Ferdinand Porsche
R - Louis Renault - Alberto Riva - Angelo Rizzoli - Agostino Rocca - John Davison Rochefeller - Nicola Romeo
S - Isaac Merrit Singer - Alfred Sloan - Luisa Spagnoli - Otto Sundbäck
T - Franco Tosi
V - Vittorio Valletta - Giuseppe Volpi
Z - Lino Zanussi

Vito Laterza
Bari, 11 dicembre 1926 - Roma, 5 aprile 2001
Nasce in una famiglia della borghesia imprenditoriale pugliese. Il padre Giuseppe è direttore della tipografia della Casa editrice Giuseppe Laterza e Figli, società fondata a Bari dallo zio Giovanni Laterza nel 1901 allo scopo di proseguire e ampliare l’attività tipografica e libraria già intrapresa nel paese di origine della famiglia, Putignano, a partire dal 1889. Decisiva nella precoce caratterizzazione dell’azienda come casa editrice specializzata in saggistica – politica, storica, filosofica e letteraria – è la collaborazione instaurata con il filosofo Benedetto Croce, che diventa a tutti gli effetti il direttore editoriale delle collane edite dalla Laterza.
Completati gli studi universitari in Filosofia, prima a Bari e poi a Firenze, dove si laurea con Eugenio Garin, nel 1950 comincia a lavorare presso la casa editrice, venendo nominato direttore editoriale l'anno successivo, mentre il cugino Franco Laterza mantiene la carica di amministratore delegato, assunta dopo la morte del padre Giovanni nel 1943. La Laterza aveva potuto riprendere regolarmente la propria attività solo nel 1946, poiché la tipografia era stata requisita dalle truppe britanniche, ma aveva già riavviato le vecchie collane – “Biblioteca di cultura moderna”, “Classici della filosofia moderna”, “Scrittori d’Italia” – e inaugurato nuove iniziative quali "I quaderni della critica" e le pubblicazioni dell'Istituto italiano per gli studi storici, fondato da Croce a Napoli nel 1946.
La prima iniziativa che porta l’impronta di Vito Laterza è il varo della collana “Libri del Tempo”, inaugurata nel 1951, che presenta volumi di ricostruzione storica e di denuncia dei problemi e dei mali della società italiana, pubblicando, tra gli altri, lavori di Gaetano Salvemini, Piero Calamandrei, Ernesto Rossi, Eugenio Scalfari, Antonio Cederna, Paolo Sylos Labini. In quest’ultima collana appaiono anche gli atti dei convegni dell’Associazione Amici del "Mondo", la rivista diretta da Mario Pannunzio. Al gruppo dei collaboratori della rivista, fucina intellettuale delle istanze del liberalismo italiano, Laterza è vicino anche politicamente, condividendo in particolare l’ideale riformista di una radicale modernizzazione economica, sociale e politica del Paese. Per sostituire Croce si punta alla costruzione di una rete di intellettuali – “gli amici di Casa Laterza” – dalla quale ricevere spunti e proposte per le collane vecchie e nuove. Si tratta di una scelta che si pone in perfetta continuità con la tradizione e la storia precedente della casa editrice, da sempre attenta anche alla qualità culturale delle proprie pubblicazioni, ma che si presenta particolarmente difficile in una fase di rafforzamento della concorrenza dei grandi editori dell’Italia Settentrionale, che puntano invece a sfruttare le opportunità commerciali offerte da un mercato che sta diventando di massa.
Durante gli anni Cinquanta, oltre a riprendere e ammodernare le collane già esistenti, come i "Classici della filosofia moderna", affidata alla direzione di Garin, e la "Collezione storica", diretta a partire dal 1955 da Armando Saitta, su impulso di Vito Laterza il catalogo della casa editrice si apre a nuovi interessi – l'urbanistica, la linguistica, la sociologia – mentre si fa più significativa la presenza della tematica meridionale, con autori quali Leonardo Sciascia e Rocco Scotellaro.
Nel 1960 introduce tre importanti innovazioni all’organizzazione della casa editrice: il rafforzamento della rete commerciale, con la costituzione di una rete di ispettori per la promozione in libreria e nelle scuole, che verrà successivamente integrata con l’affidamento della distribuzione alle Messaggerie Italiane; l’apertura di una filiale romana (dal 1972 anche sede legale) con funzioni di centro direzionale e ideativo, nonché di perno della rete di contatti con studiosi e autori; l’espansione della redazione della sede barese, dove rimangono anche l'impianto tipografico e il reparto commerciale. Nel 1963 la società familiare in nome collettivo viene trasformata in società per azioni e viene dotata di organi amministrativi adeguati a una moderna gestione aziendale.
Negli anni successivi riesce a rinnovare significativamente il volto della casa editrice. Il numero medio delle novità pubblicate per anno cresce notevolmente: da una cinquantina, alla metà degli anni Sessanta, a un centinaio alla fine del decennio, a centoventi circa alla fine degli anni Settanta. Anche le tirature conoscono, soprattutto tra il 1964 e il 1970, un forte incremento, cui fa da traino la collana tascabile "Universale", inaugurata nel 1964 dalla Storia d'Italia di Dennis Mack Smith, che offre in formato tascabile testi di altre collezioni e opere nuove di storia politica, filosofia, critica letteraria, storiografia e scienze sociali, oscillando in media tra le dieci e le quindicimila copie vendute, rispetto alle due o tremila delle collezioni precedenti.
Al medesimo periodo appartengono altre iniziative di grande successo, come la nascita delle collane «Storia e Società» (1964), destinata a ospitare titoli di storia per un pubblico più largo, «Grandi Opere» (1968), che si afferma nel campo degli studi di architettura e urbanistica, e «Saggi tascabili Laterza» (1974), che impone il modello del libro-intervista, in formato tascabile, sui grandi temi di attualità politica e culturale, con titoli quali Intervista politico-filosofica di Lucio Colletti e Intervista sul fascismo di Renzo De Felice. Una ulteriore intuizione imprenditoriale, finalizzata ad ampliare il proprio mercato di riferimento, è realizzata da Vito Laterza all'indomani della riforma della scuola media unica del 1962, con la pubblicazione di manuali didattici che conoscono notevole fortuna.
Il periodo di forte espansione della casa editrice termina tra la fine degli anni Settanta e i primi anni Ottanta, quando, in concomitanza con il raffreddamento del dibattito ideologico-politico, entra in crisi il settore dell’editoria culturale, con particolare riferimento all’area della saggistica. La risposta alla crisi messa in campo da Laterza, che dal 1975 ha assunto anche i compiti di amministratore delegato, si basa sul taglio dei costi, ottenuto attraverso la chiusura di alcune collane, il ridimensionamento di quelle economiche e la riduzione delle tirature, ma anche sul rinnovamento della proposta editoriale. Nascono cosi due nuove collane,“I Robinson” (1980), destinata alla saggistica divulgativa, e i “I Sagittari Laterza” (1986), dedicata a temi più specialistici. Nel 1989 viene varata la serie dei “Manuali Laterza”, che, oltre a muoversi nelle aree disciplinari tradizionalmente familiari alla Laterza, inaugura nuovi filoni quali il diritto, la filologia romanza, la pedagogia e la didattica. Altra importante collana è la "Economica Laterza", lanciata nel 1993, che, non più in formato tascabile ma con le stesse caratteristiche di prezzo di copertina, rinnova l’esperienza della «Universale Laterza» contribuendo a rilanciare tutto il catalogo, recente e meno recente, della casa editrice. Vengono inoltre avviate iniziative di collaborazione internazionale con altri editori. La più significativa è la collana «Fare l’Europa», che nasce nel 1993 con l’intento di ricostruire i tratti comuni del Vecchio Continente alle soglie dell’unificazione europea. Il progetto, diretto dallo storico francese Jacques Le Goff, è condotto in compartecipazione con altre quattro case editrici – Editions du Seuil, per la Francia; Blackwell, per il Regno Unito; Beck, per la Germania; Crítica, per la Spagna – ed è seguito da editori partner portoghesi, olandesi, cechi, slovacchi, polacchi, ungheresi, bulgari, lituani, turchi, coreani, giapponesi.
Nell'autunno del 1989, con il fratello Paolo, presidente della società dal 1970, si oppone all'intenzione di una parte dei soci, appartenenti alla famiglia, di cedere la partecipazione azionaria di maggioranza al gruppo Rizzoli. Le quote vengono infine acquistate dallo stesso Laterza, che si avvale del diritto di prelazione previsto dallo statuto aziendale e ottiene il sostegno finanziario della Cassa di risparmio delle province lombarde, e successivamente cedute a una pluralità di nuovi soci, fra cui si annoverano le Messaggerie italiane e un gruppo di imprenditori baresi. La casa editrice cessa così di essere un'impresa a controllo totalmente familiare, ma allo stesso tempo riesce a conservare la propria indipendenza.
Nel 1990 viene nominato Cavaliere del Lavoro e nel 1996 gli viene conferita l’onorificenza di Cavaliere di Gran Croce dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana. Nel 2000 viene nominato presidente onorario della casa editrice. Muore a Roma nel maggio del 2001.

Con la morte di Vito, la gestione della casa editrice è passata a Giuseppe Laterza, che segue da Roma l'editoria universitaria e la saggistica, e a suo cugino Alessandro Laterza, che segue da Bari soprattutto l'editoria scolastica. Negli ultimi anni l'interesse della casa editrice - sempre legato prevalentemente all'ambito umanistico - si è orientato anche verso i nuovi media, con la pubblicazione fra l'altro di una serie di manuali su Internet a cura di Marco Calvo, Fabio Ciotti, Gino Roncaglia e Marco Zela, e con la diffusione attraverso podcast di conferenze, incontri e lezioni tenute per iniziativa della casa editrice. Tra queste, a partire dal 2006-2007, le conferenze del ciclo "Lezioni di Storia", svoltesi a Roma al Parco della Musica, e poi anche a Milano, Firenze, Torino, Genova. Dal 2006 inoltre la casa editrice fa parte del comitato promotore del Festival dell'economia di Trento e dal 2008 del Festival del diritto di Piacenza. Nel settembre 2014 pubblica il primo libro di Celacanto, collana dedicata ai bambini dai 6 ai 12 anni. Nel maggio 2015 introduce Lea - Libri e altro, piattaforma per leggere in streaming una selezione dei libri del suo catalogo. Con l'avvento della fortunata collana Contromano, Laterza si avvicina alla narrativa, percorso che culmina nel 2017 con la candidatura al Premio Strega del romanzo La stanza profonda di Vanni Santoni.

Fonti archivistiche e bibliografiche
Per un profilo biografico, oltre al Dizionario biografico degli italiani, ad vocem, si veda V. Laterza, Quale editore. Note di lavoro, Roma-Bari, Laterza, 2002. Sulla storia della Casa editrice Giuseppe Laterza & Figli si vedano C. Patuzzi, Laterza, Napoli, Liguori, 1982; E. Garin, Il mestiere di editore in anni difficili. Laterza 1945-1977, in Id., Editori italiani tra '800 e '900, Roma-Bari, Laterza, 1991, pp. 141-160; Le edizioni Laterza. Catalogo storico 1901-2000, a cura di R. Mauro-M. Menna-M. Sampaolo, Roma-Bari, Laterza, 2001.

Eugenio Caruso - 13 agosto 2017

 

Tratto da

1

www.impresaoggi.com