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I Rothschild la famiglia più ricca dei secoli XVII e XVIII.


Non è una vergogna diventare ricchi. Ma è una vergogna morire ricchi.” Andrew Carnegie.


INVENTORI E GRANDI IMPRENDITORI

In questa corposa sottosezione illustro la vita di quei grandi capitani d'industria e/o inventori che hanno sostanzialmente contribuito al progresso industriale del mondo occidentale con particolare riguardo dell'Italia e del made in Italy. Anche con riferimento alle piccole e medie imprese che hanno contribuito al progresso del Paese.

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T - Franco Tosi - Nicola Trussardi -
V - Gianni Versace - Vittorio Valletta - Alfredo Vignale - Carlo Vichi - Giuseppe Volpi
W - Edoardo Weber
Z - Ugo Zagato - L. Zambeletti - Lino Zanussi - E. Zegna

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Mayer Amschel Rothschild

Mayer Amschel Rothschild (Francoforte sul Meno, 23 febbraio 1744 – Francoforte sul Meno, 19 settembre 1812) è stato un banchiere tedesco, fondatore dell'impero bancario della famiglia Rothschild che diventerà una delle famiglie imprenditoriali che ha avuto più successo nella storia. Nel 2005, è stato classificato settimo nella lista I venti uomini d'affari più influenti di tutti i tempi della rivista Forbes. La rivista si riferì a lui come il padre fondatore della finanza internazionale.
Di religione ebraica, nacque nel ghetto di Francoforte sul Meno da Amschel Moses Rothschild detto Bauer (contadino in tedesco). Appassionato di numismatica, ereditò la bottega di cambiavalute del padre a 12 anni. Sfruttando la sua conoscenza delle monete fornì, con successo, consulenze e pezzi rari a facoltosi collezionisti. Grazie a questo successo, decise di abbandonare il soprannome familiare di Bauer e di mantenere il solo cognome Rothschild, derivante dal tedesco Rot Schild (scudo rosso), dalla forma e colore dell'insegna della bottega di cambiavalute familiare.
Buona parte della prima fortuna di Rothschild fu costruita mentre era cassiere presso la banca della famiglia Oppenheimer ad Hannover. Guglielmo IX, Langravio d'Assia-Kassel, aveva ereditato ciò che era stato asserito essere tra le più grandi fortune in Europa, accumulate durante e dopo l'invasione e la conquista della regione da parte di Napoleone e grazie anche alla fornitura di soldati al re d'Inghilterra Giorgio III contro l'esercito coloniale di George Washington. Così, Guglielmo IX, prima di andare in esilio per alcuni anni, decise di far suo "ebreo di corte" il giovane Meyer, notato per le sue abilità nella gestione degli affari di altri clienti della banca. Meyer riuscì ad accrescere sia il patrimonio di Guglielmo IX che il suo personale, riuscendo ad aprire la sua prima banca a Francoforte.
Nel 1798 il terzo figlio, Nathan Mayer Rothschild, fu inviato in Inghilterra per promuovere gli interessi della famiglia nell'importazione nel settore tessile con 20.000 sterline di capitale, creando così la prima filiale estera. Nathan fu poi naturalizzato cittadino inglese nel 1804 e quindi istituì una banca nella City di Londra. Nel 1810, Mayer sottoscrisse un formale accordo di partnership con i suoi tre figli maggiori. Il figlio minore Jacob invece fu inviato a Parigi nel 1811, per rafforzare la capacità della famiglia di operare in tutta Europa. Ciò gli permise di trarre profitto dal finanziamento degli eserciti di Wellington in Portogallo, che richiesero il prestito di grandi quantità d'oro per conto del governo britannico.

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Ritratto di Guglielmo IX, Langravio d'Assia-Kassel


Rothschild morì a Francoforte il 19 settembre 1812 e fu sepolto al cimitero Battonnstrasse di Francoforte. Nel 1817 fu insignito del titolo nobiliare postumo da Francesco I imperatore d'Austria. Mayer ebbe dieci figli con Gutle Schnapper (1753-1849), figlia di Wolf Salomon Schnapper, che sposò il 29 agosto 1770:
- Schönche Jeannette Rothschild (20 agosto 1771 - 1859), sposata con Benedikt Moses Worms (1772-1824)
- Amschel Mayer (12 giugno 1773 - 6 dicembre 1855)
- Salomon Mayer (9 settembre 1774 - 28 luglio 1855), fondatore della famiglia di banchieri Rothschild d'Austria
- Nathan Mayer (16 settembre 1777 - 18 luglio 1836), fondatore della famiglia di banchieri Rothschild d'Inghilterra
- Isabella Rothschild (2 luglio 1781 - 1861)
- Babette Rothschild (29 agosto 1784 - 16 marzo 1869)
- Calmann (Carl) Mayer (24 aprile 1788 - 10 marzo 1855), fondatore della famiglia di banchieri Rothschild di Napoli
- Julie Rothschild (1º maggio 1790 - 19 giugno 1815)
- Henriette ("Jette") Rothschild (1791-1866), sposata con Abraham Montefiore (1788-1824) - James Mayer de Rothschild (15 maggio 1792 - 15 novembre 1868), fondatore della famiglia di banchieri Rothschild di Francia
I discendenti della famiglia ebbero fortuna in tutta l'Europa grazie alle "cinque frecce" nel settore bancario: il figlio Amschel Mayer comprò una banca di Francoforte; Salomon si trasferì a Vienna; Nathan trasformò la filiale di Londra in una delle più potenti istituzioni bancarie (NM Rothschild & Sons); Calmann ("Carl") istituì una filiale a Napoli e Jacob ("James") divenne un gigante della finanza a Parigi.

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Lo stemma dei Rothschild.

La famiglia Rothschild tra realtà e fantasie

I due principali rami della famiglia Rothschild hanno raggiunto un importante accordo sul nome delle rispettive ditte. Dietro questa intesa c'è una storia di soldi e potere lunga quasi tre secoli, un intricato, leggendario e spesso segreto racconto, che è tutt'uno con la storia della finanza europea e mondiale.
Nel 1743, cinquant'anni dopo che la Banca d'Inghilterra ha aperto i battenti, un mercante e cambiavalute di nome Amschel Moses Bauer, un ebreo tedesco con la passione per i prestiti, fonda nella Jugengasse, la via che raccoglie il ghetto ebraico di Francoforte, una ditta di contabilità. Sull'entrata del negozio colloca un'insegna con un'aquila romana su uno scudo rosso, che diventa l'emblema, oggi diremmo il logo, dei Bauer, una famiglia che è tutt'uno con la sua attività: l'impresa dallo Scudo Rosso, in tedesco Rothschild. Nasce così il nome della dinastia di banchieri più famosa e potente del mondo.
Il motto di famiglia lo conia il figlio maggiore del capostipite, Mayer Amschel (1744-1812), che non si chiama più Bauer ma Rothschild:
"La nostra politica è quella di fomentare le guerre, dirigendole in modo che tutte le Nazioni coinvolte sprofondino sempre più nel loro debito e quindi sempre più in nostro potere".
Mayer Amschel eredita l'impresa nel 1755, alla morte del padre. È lui il vero fondatore dell'impero, esce dal ghetto, crea una banca ad Hannover, il cui principale cliente è il principe ereditario dell'Assia, che diventerà uno degli uomini più ricchi del Vecchio Continente. Mayer Amschel è un collezionista di monete rare, sposa una ricca ereditiera, da cui ha 10 figli, di cui 5 maschi. Il maggiore, Amschel, rimane a Francoforte. Gli altri quattro vengono inviati come emissari nelle principali capitali d'Europa, per conquistarle finanziariamente, fondando gli altri rami dell'impresa:
- Nathan, il più famoso (1777-1836), è inviato a Londra nel 1798,
- Solomon (1774-1855) va a Vienna,
- Carlmann (1788-1855) a Napoli
- Jakob (1792-1868), il più giovane, va a Parigi nel 1811.
I fratelli Rothschild si scambiano favori e informazioni e, nell'arco di meno di mezzo secolo, a partire dagli inizi dell'800, si espandono su scala internazionale e moltiplicano il capitale, passando dai 3 milioni di franchi del 1812 agli oltre 100 milioni del 1825. La loro specialità è quella di muovere il denaro, non necessariamente il loro, soprattutto quello delle principali case regnanti, verso le attività più redditizie, che poi sono essenzialmente due: i prestiti a tasso elevato diretti alle nazioni che intendono entrare in guerra e i titoli del debito pubblico ad alto rendimento acquistati dai Paesi che, usciti dalla guerra, si apprestano alla ricostruzione.
Per l'alta finanza è dunque essenziale sapere, prima degli altri, chi vuole la guerra e poi, ripristinata la pace, quando si comincerà a ricostruire. A questo servono i legami familiari dei Rothschild, che si scambiano informazioni e stringono saldi rapporti con le grandi case reali che governano le sorti dell'Europa. In tal modo riescono a prevenire e influenzare gli eventi, giocando sullo scacchiere politico e intascando profitti stratosferici. Nel 1823 diventano Guardiatesori del Vaticano, ma il posto chiave per le sorti della dinastia è quello che ricopre Nathan a Londra durante le guerre napoleoniche. A soli 21 anni, Nathan è inviato dal padre a Manchester, che è il cuore della rivoluzione industriale britannica. Nathan dispone di un cospicuo capitale, che presta ai magnati dell'industria tessile. A 27 anni si sposta a Londra, dove fonda una banca e investe nella City, specializzandosi in prestiti di guerra e in titoli di Stato. Presta soldi a tutti, compresa la Francia di Napoleone, anche se il suo 'core business' è il finanziamento dell'Inghilterra e dei suoi Stati satelliti. Nathan diventa l'uomo di fiducia del duca di Wellington, l'artefice della vittoria su Napoleone e Waterloo.
Per conto di Londra, Nathan dirige gli aiuti agli Stati alleati, cioè controlla spedizionieri, corrieri e diligenze che trasportano in gran segreto per l'Europa i traffici d'oro che servono a finanziare gli eserciti. Può contare sulla rete di informazione di famiglia, che funziona meglio di un servizio segreto. A questo proposito gira una storia, che forse non corrisponde del tutto a verità, oppure è vera, o semplicemente è stata esagerata, non si sa, ma che merita di essere raccontata per dare l'idea dell'alone leggendario che circonda i Rothschild. Si narra che nel 1815 Nathan avrebbe assistito personalmente alla vittoria di Wellington a Waterloo. Per sfruttarla economicamente, avrebbe intrapreso un viaggio pazzesco, via nave, facendosi trasportare da un peschereccio sul mare in tempesta. Così sarebbe riuscito a tornare a Londra il 21 giugno, 24 ore prima che la notizia diventasse di dominio pubblico e, diabolicamente, l'avrebbe trasformata in oro colato. In che modo? Si racconta che l'avrebbe fatto con un'operazione a cavallo tra insider trading e 'fake news', cioè diffondendo la voce che a Waterloo avesse vinto Napoleone e iniziando lui stesso a vendere i titoli del debito pubblico inglese in suo possesso, per provocarne il crollo in Borsa. Nel frattempo, in gran segreto, avrebbe ordinato ai suoi agenti di ricomprarli a prezzi stracciati, prima che la notizia della vittoria di Wellington si diffondesse e che il valore di quei titoli andasse alle stelle. Vero, falso? Impossibile dirlo, sicuramente Nathan non era a Waterloo quel giorno, anche se poteva avvalersi di una formidabile rete di corrieri e delle confidenze degli agenti di Wellington, cioè di un servizio informazioni senza pari per l'epoca. Sta di fatto che la speculazione sui titoli inglesi è avvenuta e ha ulteriormente arricchito i Rothschild, anche se nessuno ha mai potuto consultare i loro archivi e le operazioni finanziarie di questa dinastia sono sempre rimaste avvolte nel mistero, contribuendo ad alimentare il mito dei banchieri ebrei, plutocrati, padroni del mondo, geni del male e cosmopoliti affamatori di Nazioni e di popoli. Nel 1825 Nathan Rothschild è riuscito ad aumentare di 2.500 volte la somma iniziale affidatagli dal padre e ha abbastanza soldi da finanziare la Banca d'Inghilterra, evitando che scoppi una crisi di liquidità.
Il ramo austriaco della famiglia è quello creato da Salomon, che diventa il braccio finanziario di Metternich, ottiene nel 1820 un titolo nobiliare, cioè il diritto di usare il 'von' prima del cognome e accresce il capitale iniziale investendo in miniere e ferrovie. A Napoli Carlmann, ovvero Carl, diventa il finanziatore dei Borbone, dei Granduchi di Toscana e del Papa, poi si trasferisce in Spagna, dove questo ramo della famiglia ben presto si eclissa. In compenso ci pensa Jacob, da Parigi, a tenere alte le sorti della famiglia, fondando la Rothschild Frére, con gli altri tre fratelli maggiori come partner e Re Leopoldo del Belgio e Re Luigi Filippo di Francia come principali clienti. Nel 1850 Jacob dispone di un patrimonio di 600 milioni di franchi, cioè 150 milioni in più di tutti gli altri banchieri francesi messi insieme.
L'ammontare strepitoso della fortuna dei Rothschild si presta a far lievitare leggende e teorie cospiratorie sul loro conto. Si dice che Alexander Hamilton, uno dei padri fondatori degli Stati Uniti, ministro del Tesoro di George Washington e fondatore della prima banca federale Usa, sia stato un loro agente. Impossibile dimostrarlo, sta di fatto che la First Bank of the United States, fondata nel 1791, fortemente avversata da Thomas Jefferson e dotata di un mandato ventennale, era effettivamente un'emanazione della finanza internazionale. Non è escluso che tra i finanziatori della First Bank ci fossero anche i Rothschild, i quali contribuirono così alla creazione del debito pubblico Usa, schierandosi tra le banche che prestarono alla neonata banca centrale statunitense i soldi che le servivano per garantire le prime emissioni di bond governativi Usa, cioè i titoli del debito pubblico coi quali finanziare le attività del nuovo Stato federale, creare un esercito nazionale e ripagare i debiti dei singoli Stati.
La banca centrale Usa aveva anche il potere di stampare moneta e questo spiegherebbe la famosa frase del vecchio, Mayer Amschel Rothschild, il quale disse:
"Datemi il controllo sulla valuta di una Nazione e me ne infischio di chi fa le leggi".
Per circa un secolo i Rothschild sono la famiglia più ricca e più potente del mondo e per la comunità ebraica internazionale rappresentano quanto di più simile ci possa essere a una famiglia reale. Come tutti i reali tendono a sposarsi tra di loro, hanno residenze sontuose, si circondano di preziose quadrerie, di oggetti rari e preziosi, frequentano principi e capi di Stato, sono filantropi. La famiglia tocca l'apogeo intorno al 1850, quando la seconda generazione è ancora in vita.
Tuttavia, già nel 1851 Jacob Rothschild si lamenta che con l'invenzione del telegrafo "chiunque ha accesso alle notizie", una merce che fino a quel momento la sua famiglia aveva quasi completamente monopolizzato. Con la terza generazione inizia la decadenza, che con la quarta si accentua. I cinque rami della famiglia ormai non marciano più all'unisono, mentre sui membri della famiglia piovono riconoscimenti. Lionel Rothschild (1808-79), figlio di Nathan, è il primo ebreo praticante a sedersi come membro del Parlamento britannico, mentre suo figlio Nathaniel (1840- 1915), detto Natty, è il primo ebreo a sedere alla Camera dei Lord. Entrambi sono pari del Regno, frequentano la corte, Natty è amico intimo del principe di Galles, il futuro Edoardo VII, figlio della regina Vittoria. I Rothschild sono ricchissimi, mondani, sfavillanti ma il loro prestigio sulla scena finanziaria si va indebolendo. Nel 1914 il grande banchiere americano John Pierpoint Morgan ha ormai eclissato il primato dei Rothschild, che si defilano, perdono la ribalta. Insomma, diventa una storia minore. L'ultimo capitolo è quello scritto, recentemente, dai due rami della dinastia, rappresentanti dalla Edmond de Rothschild Group e dalla Rothschild & Co. Da sottolineare come tra i due gruppi sia scoppiata una disputa sull'utilizzo del marchio Rothschild; tale disputa si è conclusa con un accordo raggiunto nel Giugno 2018 tra i due rami della famiglia: tale accordo prevede che in futuro nessuno dei due gruppi potrà usare il nome Rothschild da solo; esso dovrà essere sempre accompagnato da ulteriori elementi identificativi per cogliere l'appartenenza a due organizzazioni diffenti.
Non sappiamo se siano verità o false notizie, ma in alcuni ambienti si sussurra che la famiglia sia ancora in grado di influenzare scelte politiche, strategie e guerre.

Eugenio Caruso - 11 settembre 2022

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Tratto da

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www.impresaoggi.com